Dopo una stagione difficile, l'Italia combatte le frodi e investe nel proprio futuro
Il ministro dell'Agricoltura ha organizzato un incontro con le parti interessate per «rilanciare» un settore fondamentale dell'economia italiana.
Il 21 gennaio, il ministro dell’Agricoltura italiano, Maurizio Martina, ha organizzato un incontro per fare il punto sulla situazione del settore olivicolo italiano, per il quale il 2014 è stato un anno disastroso.
All’incontro hanno partecipato anche gli assessori regionali all’Agricoltura e i principali attori della filiera olivicola italiana.
Uno degli obiettivi dell'incontro era definire una strategia a lungo termine contro l'olio "Made in Italy" contraffatto e rafforzare gli "interventi", ovvero le risorse finanziarie a sostegno dei produttori.
L’Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e la prevenzione delle frodi alimentari (ICQRF) si sta adoperando per effettuare controlli in tutti i porti italiani al fine di tracciare i trasferimenti verso gli stabilimenti di produzione e, fino ai punti di distribuzione e vendita, ha riferito il ministro.
L'ICQRF si avvale di laboratori chimici all'avanguardia per analizzare gli oli attraverso panel ufficiali europei. La Guardia di Finanza, la Guardia Forestale e l'unità anti-adulterazione dei Carabinieri sono coinvolte nei controlli antifrode.
Il rapporto del ministero sulla campagna olearia 2014 ha indicato che su 4.114 operatori controllati, 452 sono risultati “irregolari”.
Sono stati controllati 6.004 prodotti, 569 (9%) dei quali sono risultati non conformi alla normativa; sono stati analizzati 1.195 campioni, 66 (6%) dei quali sono stati dichiarati irregolari.
Sono state comminate 140 sanzioni amministrative e sono stati effettuati 122 sequestri per un valore complessivo di 9.778.000 euro (11.132.302 dollari).
Al fine di sostenere gli olivicoltori, nell’ottobre 2014 l’Europa ha stanziato 1,4 miliardi di euro per i danni causati dai parassiti e dal maltempo durante l’“annus horribilis”, come viene spesso definita qui la raccolta del 2014, inclusi 100 milioni di euro (114 milioni di dollari) nei prossimi tre anni a favore delle organizzazioni di produttori italiane.
Il ministro ha inoltre stanziato incrementi annuali di 70 milioni di euro (79,7 milioni di dollari) fino al 2020 per migliorare la resa e la qualità degli oliveti italiani.
Ci sono stati commenti positivi da parte dei partecipanti alla riunione, tra cui i più importanti sono stati quelli di Assitol (l’associazione italiana per l’industria dell’olio d’oliva) e Federolio (la federazione nazionale dei commercianti di olio).
In una dichiarazione congiunta, il presidente di Assitol Giovanni Zucchi e il presidente di Federolio Giuseppe Masturzo hanno affermato: “Siamo molto soddisfatti dell’iniziativa del ministro Martina grazie alla quale, per la prima volta dopo molti anni, è stato raggiunto un importante obiettivo di Assitol e Federolio: riunire attorno a un tavolo tutti gli attori della filiera italiana dell’olio d’oliva per discutere su come ristabilire e rilanciare un settore fondamentale per l’agricoltura italiana e l’intera economia”.
«Ciascuno degli stakeholder può dare un contributo prezioso alla definizione di un nuovo patto per la filiera dell’olio», hanno aggiunto Zucchi e Masturzo. «Promuovendo così una profonda trasformazione del settore oleario, attraverso l’utilizzo di nuove risorse, il miglioramento della competitività dell’olivicoltura, la modernizzazione della produzione di olio e la tutela della sua qualità. In realtà, queste sono le questioni principali su cui si giocherà il futuro dell’industria olearia italiana».