L'Europa approva aiuti controversi, tra cui l'importazione in esenzione doganale di olio d'oliva tunisino

Il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto di aiuti per la Tunisia con un regolamento che consente l'importazione nell'Unione europea di 70.000 tonnellate di olio d'oliva in esenzione doganale.

Il Parlamento europeo, in una sessione plenaria tenutasi a Strasburgo, ha approvato il pacchetto finale di aiuti di emergenza per la Tunisia, che comprende un regolamento volto a consentire l’importazione nell’Unione europea di 70.000 tonnellate di olio d’oliva nell’arco di due anni senza dazi aggiuntivi.

La votazione sulle misure era stata sospesa a febbraio, ma è stata inserita nell'ordine del giorno della sessione di giovedì, dopo che il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti) ha annunciato in una lettera la sua approvazione degli emendamenti. La quota di emergenza è stata infine approvata con 500 voti a favore, 107 contrari e 42 astensioni.

A seguito dell’accordo del Consiglio, la misura è accompagnata da ulteriori garanzie per i produttori dell’UE, tra cui:

  • una valutazione intermedia in base alla quale la misura è temporanea e valida solo per due anni, fino a dicembre 2017
  • una "clausola di tracciabilità" per garantire che tutto l'olio d'oliva oggetto della quota sia ottenuto interamente in Tunisia e trasportato direttamente da lì, al fine di garantirne la tracciabilità
  • l'impegno ad aggiornare le misure qualora risultassero dannose per i produttori dell'UE
  • l'esclusione della proroga delle misure di emergenza oltre i due anni iniziali

La ragione alla base della controversa decisione è quella di sostenere l’economia del paese nordafricano dopo che gli attacchi terroristici del 18 marzo e del 26 giugno 2015 hanno colpito duramente l’economia tunisina.

“L’adozione di queste misure di emergenza è una buona notizia per la Tunisia, che sta affrontando difficoltà molto gravi”, ha dichiarato la relatrice francese Marielle de Sarnez (del gruppo ALDE, Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa) dopo la votazione.

«L’aumento della quota di olio d’oliva a dazio zero, senza aumentare i volumi totali delle esportazioni, fornirà un aiuto essenziale alla Tunisia e non dovrebbe destabilizzare il mercato europeo. La posta in gioco è il successo della transizione della Tunisia verso la democrazia, che è vitale non solo per la Tunisia ma anche per gli europei».

Il settore dell’olio d’oliva dà lavoro indirettamente a più di un milione di tunisini, rappresentando un quinto dei posti di lavoro nel settore agricolo del Paese, e l’olio d’oliva è la principale esportazione agricola della Tunisia.

Una manifestazione organizzata da Coldiretti a Catania (Sicilia)

Il testo necessita dell’imprimatur del Consiglio dell’UE per essere formalmente approvato ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, una volta che i due colegislatori lo avranno firmato durante la sessione plenaria di aprile.

La decisione ha suscitato preoccupazione, soprattutto tra gli agricoltori italiani. “Dopo l’aumento del 481% delle importazioni di olio d’oliva dalla Tunisia verso l’Italia nel 2015, per oltre 99.000 tonnellate, è un errore consentire l’ulteriore accesso temporaneo al mercato UE dell’olio d’oliva tunisino in esenzione doganale nel 2016 e nel 2017”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo durante una manifestazione che ha riunito migliaia di agricoltori a Catania (Sicilia).

La mobilitazione organizzata dall’associazione Coldiretti mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su una situazione che molti vedono come parte di un ampio attacco ai prodotti simbolo dell’Italia da parte delle politiche comunitarie, delle distorsioni del mercato e dell’agromafia. I cartelli chiedevano “l’indicazione dell’origine degli alimenti sull’etichetta subito” e dichiaravano “chi attacca il ‘Made in Italy’ attacca l’Italia”.

“Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente della quota di olio d’oliva tunisino”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. “Abbiamo posto condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili e non intendiamo cedere su questi punti. Se non avremo garanzie, continueremo a opporci all’adozione del regolamento”.