Gli agricoltori protestano contro la proposta di legge dell'UE sull'etichettatura dell'olio d'oliva

Al centro della protesta c'è la normativa UE del 2015 che prevede l'abolizione del limite di 18 mesi di durata di conservazione riportato sull'etichetta dell'olio extravergine di oliva e delle indicazioni relative all'origine.

A Bari (Puglia) si è tenuta una massiccia manifestazione di agricoltori contro una proposta di legge dell’UE considerata una minaccia per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela dei consumatori. Migliaia di persone hanno risposto all’appello di Coldiretti, manifestando a bordo di trattori e brandendo cartelli contro l’UE.

Al centro della protesta c'è la proposta di legge UE che prevede la sostanziale eliminazione del limite di 18 mesi di durata di conservazione riportato sull'etichetta dell'olio extravergine di oliva.

La battaglia sull'etichettatura è una questione di competitività per il nostro Paese. - Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina

La proposta di legge europea mira a modificare un articolo — la cosiddetta legge “salva-olio” o “Mongiello” — che recita: “il periodo minimo di conservazione entro il quale gli oli di oliva vergini mantengono le loro proprietà specifiche, in condizioni di utilizzo adeguate, non può superare i diciotto mesi dalla data di imbottigliamento”.

“Numerosi studi hanno dimostrato che con il passare del tempo l’olio extravergine di oliva cambia le sue caratteristiche e perde le sue proprietà salutari come polifenoli, antiossidanti e vitamine”, ha dichiarato Coldiretti. “Il tentativo di eliminare la data di scadenza dell’olio d’oliva comporta un rischio per la qualità, a danno del consumatore”. L’associazione degli agricoltori ha chiesto innanzitutto il mantenimento della durata minima, ma chiede anche “l’introduzione dell’indicazione obbligatoria dell’anno di raccolta sull’etichetta”.

Sfilata di trattori durante la manifestazione promossa da Coldiretti contro il disegno di legge dell’UE.

Sfilata di trattori durante la manifestazione promossa da Coldiretti contro il disegno di legge dell’UE.

“La battaglia sull’etichettatura è una questione di competitività per il nostro Paese”, ha affermato Maurizio Martina. Il ministro dell’Agricoltura ha aggiunto che la misura discussa dal Parlamento prevede che sull’etichetta debba figurare la dicitura obbligatoria ‘da consumarsi preferibilmente entro’, ma tale termine sarà a discrezione del produttore.

Il secondo punto di contesa riguarda una proposta volta ad abolire l’obbligo di fornire un’indicazione più chiara dell’origine del prodotto “con rilevanza cromatica diversa e più evidente” sull’etichetta, ora obbligatoria per la legge italiana. “Il disegno di legge europeo prevede modifiche peggiorative sull’etichettatura degli oli d’oliva”, ha affermato Coldiretti.

«L’eliminazione delle misure che prevedono l’indicazione dell’origine delle miscele di oli d’oliva con una rilevanza cromatica diversa e più evidente rispetto al colore di fondo, rispetto alle altre indicazioni e descrizioni, ha l’effetto di ridurre i livelli di tutela dei consumatori».

La Commissione Politiche Europee del Senato sta attualmente discutendo la misura e la votazione è stata rinviata a dopo la pausa pasquale.