L'Italia varia il primo piano per il settore olivicolo

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il primo piano nazionale per il settore olivicolo, che dovrebbe essere attuato entro la fine dell'estate

La Conferenza Stato-Regioni, organo di coordinamento tra il governo e gli enti regionali, ha approvato il primo Piano Nazionale per il Settore Olivicolo, che dovrebbe essere attuato entro la fine dell’estate. «Sono stati stanziati 32 milioni di euro per favorire la riorganizzazione del settore, che sarà sostenuta dai fondi regionali per lo sviluppo agricolo», ha annunciato il ministro dell’Agricoltura (MIPAAF) Maurizio Martina.

Il piano è stato istituito dalla legge n. 91 del 2 luglio 2015, che prevede misure per il rilancio dei settori agricoli, il sostegno alle imprese agricole colpite da eventi eccezionali e la razionalizzazione delle strutture ministeriali. Esso prevede lo stanziamento di 32 milioni di euro entro il 2017 per misure operative volte ad aumentare la produzione nazionale di olio extravergine di oliva e olive, a promuovere i prodotti e a sostenere una più solida organizzazione della filiera produttiva nazionale.

«Con l’approvazione del primo Piano nazionale per il settore olivicolo, iniziamo a definire una strategia produttiva che in Italia mancava da troppi anni», ha aggiunto Maurizio Martina. «L’obiettivo condiviso con l’intera filiera è un miglioramento in termini di qualità e quantità. Abbiamo deciso di promuovere la riorganizzazione del settore olivicolo e dell’olio d’oliva italiano, con un provvedimento che sarà sostenuto da risorse regionali per lo sviluppo agricolo. Il nostro lavoro non si ferma qui. Guardiamo al futuro del settore e alle nuove opportunità a livello internazionale».

Il MIPAAF ha indicato che in Italia vi sono circa 900.000 aziende olivicole, che producono in media 475.000 tonnellate di olio d’oliva da olive italiane, e che il volume di questo settore, pari a 3 miliardi di euro, rappresenta il 3 per cento del fatturato totale dell’industria agroalimentare.

Secondo il documento ufficiale, il piano settoriale dell’olivicoltura è una dichiarazione programmatica che comprende la definizione di obiettivi strategici, l’individuazione di possibili azioni di attuazione e l’assegnazione delle risorse. Le linee guida sono state elaborate sulla base delle principali problematiche del settore, esaminate con il contributo delle istituzioni regionali e degli operatori, tenendo conto dell’evoluzione strutturale del settore. Il documento fornisce una descrizione statistico-economica preliminare del contesto e dell’organizzazione della filiera, seguita da un’analisi SWOT (che individua i punti di forza, i punti deboli, le opportunità e le minacce del settore). I finanziamenti saranno destinati all’attuazione di azioni e misure volte al perseguimento dei seguenti obiettivi:

  • aumentare la produzione nazionale di olive e olio extravergine di oliva, senza intensificare la pressione sulle risorse naturali, in particolare sull’acqua, attraverso la razionalizzazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti di produzione e l’introduzione di nuovi sistemi colturali che integrino la sostenibilità ambientale ed economica, con riferimento al valore paesaggistico, alla tutela del territorio e alla storia;
  • sostenere e promuovere le attività di ricerca;
  • sostenere iniziative che valorizzino il «Made in Italy» e gli oli extravergini di oliva certificati di alta qualità, comprese azioni di promozione del prodotto sul mercato nazionale e internazionale;
  • stimolare il recupero delle varietà autoctone di olive da tavola nei nuovi impianti meccanizzati;
  • promuovere e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica degli operatori del settore oleario, in conformità con le norme in materia di contrattazione collettiva previste dal Regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

«Abbiamo varato il piano nazionale, atteso da tutto il settore a causa delle recenti difficoltà, quali le misure relative all’olio d’oliva tunisino e l’emergenza Xylella», ha dichiarato l’assessore della Regione Puglia e coordinatore della Commissione Agricoltura presso la Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia. «Questo importante atto è utile per attuare una serie di azioni che rafforzeranno la qualità dell’olio d’oliva italiano e punteranno su un settore importante per il futuro della nostra agricoltura».

«Il via libera della Conferenza Stato-Regioni al piano nazionale sblocca definitivamente nuove energie per il settore», ha affermato il presidente di Unaprol, David Granieri. «Ora possiamo intervenire per aumentare la produzione interna, sviluppare attività di ricerca, promuovere il Made in Italy, stimolare il recupero varietale delle olive da tavola, incoraggiare nuove coltivazioni e valorizzare e sostenere l’aggregazione della filiera dell’olio d’oliva italiano», ha aggiunto. «Abbiamo l’opportunità di rilanciare il settore e dare nuova vita all’economia del settore nei territori di produzione».