La Tunisia punta a una produzione record di 500.000 tonnellate di olio d'oliva, rafforzando così un motore chiave delle esportazioni
La Tunisia prevede un raccolto record di 500.000 tonnellate di olio d'oliva, con un aumento del 50% rispetto allo scorso anno, rafforzando così la propria economia e la propria posizione a livello mondiale tra i principali produttori.
La Tunisia si appresta a vivere una stagione olivicola storica: i produttori prevedono infatti una produzione che potrebbe raggiungere le 500.000 tonnellate — circa il 50% in più rispetto allo scorso anno — grazie soprattutto alle piogge giunte al momento giusto. Il raccolto eccezionale consoliderebbe lo status della nazione nordafricana tra i principali produttori mondiali di olio d’oliva e darebbe un gradito impulso alla sua fragile economia, secondo un rapporto di Arab News.
Najah Saidi Hamed, presidente della Camera dei Produttori di Olive del Paese, ha affermato che le prospettive di raccolto riflettono un andamento favorevole delle precipitazioni e l’allegagione nei principali areali di coltivazione. Un risultato finale vicino alle 500.000 tonnellate rappresenterebbe un record per la Tunisia, superando le precedenti migliori campagne del Paese.
L’olio d’oliva è il prodotto agricolo di punta delle esportazioni tunisine e una fonte cruciale di valuta estera. Negli ultimi anni, il settore ha generato ricavi da esportazione record, anche se la maggior parte delle spedizioni ha lasciato il Paese alla rinfusa piuttosto che in bottiglie di marca — una questione che politici e produttori continuano ad affrontare, secondo Reuters.
Anche analisi indipendenti del settore indicano un raccolto record per il 2025/26, con stime che vanno da 400.000 a 500.000 tonnellate, grazie alla ripresa degli oliveti dallo stress idrico precedente.
Storicamente, i raccolti moderni più abbondanti della Tunisia si sono verificati nella campagna 2019/20, ampiamente citata dal Consiglio Oleicolo Internazionale con circa 440.000 tonnellate. Questo dato di riferimento sottolinea quanto sarebbe eccezionale un risultato di 500.000 tonnellate.
La Tunisia si colloca regolarmente tra i principali esportatori mondiali di olio d’oliva. Anche in un contesto di recente volatilità dei prezzi, i valori delle esportazioni sono rimasti consistenti, evidenziando l’importanza del settore per la bilancia commerciale. Un raccolto più abbondante favorisce in genere un aumento dei volumi di esportazione, anche se i prezzi globali influenzeranno il fatturato totale.
Una ripresa dell’offerta in tutto il Mediterraneo — specialmente in Spagna — ha messo sotto pressione i prezzi internazionali, il che significa che la Tunisia dovrà destreggiarsi in un mercato globale più debole, secondo quanto riportato da Reuters sull’offerta di olio d’oliva nell’UE.
Nonostante i progressi, la quota di olio d’oliva tunisino confezionato (in bottiglia e di marca) rimane modesta rispetto alle spedizioni sfuse, limitando la creazione di valore per i produttori locali. Le initiative del governo e del setore continono a concentrarsi sull’aumento dell’imbottigliamento, del marketing e della diversificazione del mercato (Olive Oil Times).
Le previsioni sul raccolto rimangono sensibili alle condizioni meteorologiche fino al termine della molitura. Anche gli oliveti tunisini seguono il ciclo naturale di alternanza (on/off) dell’olivo, che può far oscillare la produzione di anno in anno. Tuttavia, con notizie diffuse di frutti abbondanti e precipitazioni adeguate, i produttori sono cautamente ottimisti sul fatto che il 2025/26 sarà un anno record.
Se la Tunisia producesse circa 500.000 tonnellate di olio d’oliva nel 2025/26, il Paese stabilirebbe un nuovo record nazionale di produzione, rafforzando la propria posizione tra i principali fornitori globali e offrendo una spinta tempestiva ai proventi delle esportazioni. La prossima sfida sarà quella di convertire questo raccolto eccezionale in un reddito sostenibile, bilanciando le vendite all'ingrosso con esportazioni confezionate di maggior valore e gestendo le potenziali pressioni sui prezzi nei mercati globali.