Il know-how italiano a Enoliexpo

La seconda edizione della fiera Enoliexpo ha messo in mostra le innovazioni nei settori della produzione di olio d'oliva e vino.

Quest'anno l'Italia potrebbe registrare una carenza di olio extravergine di oliva, ma nei prossimi mesi avrà comunque molti altri prodotti da esportare. Il Paese produce alcuni dei migliori vini e oli d'oliva al mondo, ma diciamo che non è solo merito della generosità di Madre Natura. Gli italiani sono da sempre rinomati per la loro inventiva, come dimostra chiaramente il bellissimo video promozionale “Italia – the extraordinary commonplace” che sta circolando su Internet negli ultimi giorni.

Non sorprende quindi che l’Italia esporti non solo i suoi prodotti eccellenti, ma anche la tecnologia e il know-how necessari per produrli.

Alcune delle tecnologie all’avanguardia nei settori dell’olio d’oliva e della vinificazione sono state esposte alla seconda edizione della fiera Enoliexpo, che si è tenuta dal 30 gennaio al 1° febbraio nella città di Fermo, nella regione centrale delle Marche.

L'evento è stato inaugurato con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati a Roma, una sede prestigiosa che conferma l'interesse e la volontà del Governo italiano di sostenere il settore olivicolo nazionale.

Pietro Sandali, direttore generale di Unaprol, partner della fiera, ha sottolineato l’importanza di investire nella ricerca scientifica per migliorare l’efficienza e la competitività dell’industria olivicola italiana, che si basa principalmente su una produzione tradizionale e frammentata, di fronte alle sfide del mercato globale.

La fiera biennale ha visto la partecipazione di espositori che hanno presentato attrezzi e macchinari, prodotti vivaistici, materiali per la raccolta e la lavorazione e tecnologie legate alla produzione vinicola e olearia, e ha ospitato una serie di interessanti conferenze con la partecipazione di aziende quali DowAgroscience (la filiale italiana dell’azienda americana che offre soluzioni per la produzione agricola sostenibile), Unaprol e l’Agenzia regionale per l’agricoltura, ASSAM.

Uno degli incontri più apprezzati è stato dedicato alla gestione fitosanitaria dei parassiti fitofagi come la mosca e la tignola dell’olivo, un tema molto sentito dagli olivicoltori italiani a causa del difficile raccolto di quest’anno.

Gli esperti si sono detti ottimisti sulla possibilità di evitare un altro “Anno Nero”, prevedendo un raccolto migliore per il prossimo anno e un aumento della produzione di olio d’oliva per la Regione Marche, che in questa stagione ha subito una drammatica perdita di circa il 50 per cento.

Sandro Nardi, responsabile del servizio fitosanitario di ASSAM, ha invitato i coltivatori a prestare molta attenzione ai segnali di allarme degli alberi e a essere pronti a intervenire, muniti di nuovi prodotti che si sono dimostrati efficaci contro la mosca dell’olivo.

Franco Famiani dell’Università di Perugia ha confermato l’importanza di una cura agronomica tempestiva, che includa una potatura adeguata, una buona tempistica di raccolta e una corretta concimazione per raggiungere un equilibrio ottimale e duraturo che garantisca buoni risultati.

Barbara Alfei, moderatrice di Assam, ha illustrato le conseguenze di una protezione fitosanitaria errata sulla qualità dell’olio d’oliva: una forte infestazione da mosca dell’olivo, ha spiegato, altera le caratteristiche chimiche e sensoriali, compromettendo la classificazione extra vergine del prodotto.

Il convegno, dedicato al tema “olivicoltura competitiva tra ricerca e innovazione”, è stato organizzato da Unaprol in collaborazione con Coldiretti Marche e Pandolea (l’associazione delle donne dell’olio d’oliva).

Maurizio Servili dell’Università di Perugia ha presentato gli interessanti risultati di una ricerca condotta per l’Osservatorio Scientifico di Unaprol volta a valorizzare i prodotti di scarto della produzione di olio d’oliva, quali acque e sansa, e ha spiegato come controllare la qualità dell’olio extravergine nelle annate difficili agendo sulle temperature e sui tempi di molitura.

Dalt – un’azienda informatica specializzata in Business Intelligence e soluzioni tecnologiche per l’agricoltura – ha proposto Oleum: uno specifico sistema informativo gestionale per aiutare i produttori di olio d’oliva a gestire e monitorare il processo produttivo, tracciando la “storia” di ogni lotto.