(Foto: Mücadele Gazetesi)

Abbattere gli ulivi sta diventando un evento più comune in Turchia. Questa settimana un'agenzia di stampa locale ha riferito che "gli ulivi 50 sono stati sradicati" nella campagna di Yazmkköy, ad Aydan.

Useremo l'elettricità per sfamare le persone? Questo è sbagliato.- Maymut Nedim BarÄ ± s

Una società privata ha acquistato la terra per costruire una centrale geotermica che sostituirà i famosi ulivi secolari che producono il (localmente) famoso "olio essenziale di Efeler", chiamato così per il distretto.

La compagnia ha cercato di portare avanti il progetto in segreto, ma negli ultimi giorni ha deciso di smettere di falciare le piantagioni perché la reazione degli agricoltori locali, sconvolta dalla mancanza di trasparenza dell'azienda nei suoi piani, è diventata più forte, attirando l'attenzione dei locali media.

Mahmut Nedim BarÄ ± ÅŸ

Un commento ufficiale è arrivato da Maymut Nedim BarÄ ± ÅŸ, il presidente della Camera degli ingegneri dell'agricoltura di Aydān, che ha chiesto: "Come possiamo nutrire le persone in futuro? Useremo l'elettricità per sfamare le persone? Questo è sbagliato.â €

Questo è il secondo caso di ulivo che viene sradicato in questa regione dell'Egeo nelle ultime settimane. Il villaggio di YÄ ± rca, dove un elevato numero di trees were recently sacrificed per stabilire una centrale termica, non è lontano da YÄ ± lmazköy.

Alcuni mesi fa, a Soma, una città tristemente nota per una recente tragedia mineraria, i contadini si svegliarono e trovarono alte recinzioni di filo spinato intorno agli ulivi.

L'azione ha suscitato proteste anche da parte di appassionati locali e di Greenpeace Turchia. Una campagna di social media è stata lanciata a sostegno dei manifestanti, usando #ProtectOliveTrees e #ZeytinimiKesme hashtag su Twitter, fino al Consiglio di Stato decided to suspend the thermal power plant progetto.

La Turchia, uno dei più importanti produttori mondiali di olio d'oliva, mira a rafforzare il proprio settore in un momento particolarmente difficile per la sua economia. I critici sostengono che la recente tendenza, se autorizzata a proseguire, potrebbe avere un impatto sulla produzione olearia della Turchia e sulla sua immagine.

(Foto: Mücadele Gazetesi)


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