La settima edizione di “Extrascape” rende omaggio ai paesaggi che si celano dietro i marchi

La settima edizione del concorso si è svolta nell'ambito della fiera internazionale dell'alimentazione Cibus.

Extrascape, un concorso internazionale dedicato agli oli extravergini di oliva e ai paesaggi da cui provengono, organizzato dall’associazione di produttori Molisextra, si è spostato da San Martino in Pensilis, in Molise, a Parma, in Emilia-Romagna, per la sua settima edizione.

Dal 7 all’11 maggio, la fiera internazionale dell’alimentazione Cibus ha ospitato una tappa del concorso.

Per tutta la durata della fiera è stata allestita un’area degustazione e le immagini dei paesaggi partecipanti al concorso sono state esposte durante una tavola rotonda sul tema “Olio extravergine di oliva e paesaggi oliveti: usi e abusi”.

«La scelta che abbiamo fatto quest’anno di essere presenti alla fiera alimentare internazionale Cibus è stata dettata dal desiderio di trovare nuovi operatori che condividano la missione di sensibilizzare i consumatori sulla qualità degli oli che utilizzano», ha affermato il presidente di Molisextra e organizzatore di Extrascape, Francesco Travaglini.

«Abbiamo parlato con figure quali buyer alimentari e intermediari non ancora coinvolti nel settore dell’olio extravergine di oliva, mostrando loro cosa sia la qualità attraverso il legame con il territorio, un tema che sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel settore alimentare».

La seconda parte dell’evento tornerà in Molise, luogo di nascita del concorso, per sottolineare l’importanza del legame con il territorio. In quell’occasione, il premio speciale Extrascape “Francesco Ortuso”, assegnato a chi si è distinto nella tutela del cibo autentico e dell’olio extravergine di oliva in particolare, sarà conferito ad Anna Scafuri, giornalista della Rai, «per il suo lavoro sempre attento nel fornire informazioni corrette, volto a valorizzare la qualità e l’autenticità del “Made in Italy” in generale e, in particolare, dell’olio extravergine di oliva», secondo quanto dichiarato dagli organizzatori.

L’oliveto «Mio Padre è un Albero» a San Severo, in provincia di Foggia, Puglia

L’oliveto «Mio Padre è un Albero» a San Severo, in provincia di Foggia, Puglia

Nel frattempo, a Parma sono stati proclamati i migliori oli d’oliva nel contesto dei rispettivi territori di produzione, al termine delle valutazioni congiunte condotte da due commissioni composte da degustatori ed esperti di paesaggio.

Achille Ippolito, professore di composizione architettonica e direttore di un corso di laurea magistrale in progettazione del paesaggio, ha guidato la commissione incaricata di valutare la provenienza dei prodotti. «La maggior parte degli oliveti che abbiamo valutato era molto interessante», ha osservato. «Abbiamo apprezzato alcuni oliveti spagnoli e in particolare l’azienda pugliese premiata (la cui tenuta) si inserisce nel paesaggio con grande rispetto».

I vincitori, scelti tra trenta partecipanti provenienti da tutta Europa, sono stati annunciati l’8 maggio nell’area FoodCourt della sede molisana dell’Arsap (Agenzia per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca) in occasione del Cibus.

Le commissioni di esperti hanno selezionato quattro aziende caratterizzate da un paesaggio tradizionale: «Mio Padre è un Albero» a San Severo (Foggia, Puglia) per la categoria «fruttato leggero»; «Olivarera La Purisima», a Priego de Córdoba (Andalusia, Spagna) per la categoria «fruttato medio»; L’Olivario Frantoio Oleario, a Castelleone di Suasa (Ancona, Marche) per la categoria fruttato intenso; Carmela di Caro, a Trapani (Sicilia) per la categoria biologica.

«Consumare un autentico olio extravergine di oliva significa proteggere e valorizzare un pezzo di terra attraverso un atto etico, poiché la tutela del paesaggio è uno dei principi della Costituzione italiana», ha sottolineato Travaglini, riferendosi all’articolo 9 che recita: «La Repubblica tutela il paesaggio naturale e il patrimonio storico e artistico della Nazione».

«Siamo pronti per il prossimo Extrascape, con una maggiore consapevolezza e il desiderio di coinvolgere un numero sempre maggiore di produttori nella nostra missione di qualità e rispetto del territorio», ha concluso.