L'Italia incorona il campione della potatura

La potatura dell'olivo è un'arte antica e i potatori esperti possono influire in modo determinante sulla qualità e sulla resa di un'azienda agricola. In Italia, l'importanza di una potatura corretta viene messa in evidenza in occasione di un concorso annuale.

Il 14° campionato nazionale di potatura dell'olivo si è tenuto presso un'azienda agricola sperimentale a Montopoli di Sabina (Lazio). Sessanta partecipanti, selezionati tramite gare regionali, hanno gareggiato utilizzando seghe e potatori a palo, potando tre piante ciascuno entro 30 minuti.

La competizione è stata organizzata dall'ASSAM in collaborazione con Nova Agricultura, la Regione Lazio e l'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura del Lazio (Arsial).

La giuria, presieduta da Franco Famiani e composta da Barbara Alfei, Salvatore De Angelis, Luciano Pollastri e Antonio Montinaro, ha valutato le prestazioni sulla base di cinque parametri: numero e forma delle cime, equilibrio e disposizione dei rami primari, numero e disposizione dei rami secondari, equilibrio vegetativo-produttivo e conformità alla forma ideale.

Riccardo Macari, campione italiano di potatura dell’olivo

Il presidente del comitato scientifico, Giorgio Pannelli, ha guidato gli spettatori verso una migliore conoscenza della struttura del vaso policonico e della gestione dell’oliveto, attraverso dimostrazioni sul campo.

Il vincitore è stato Riccardo Macari, 30 anni. Degustatore di olio d’oliva, agronomo, potatore professionista di olivi, agricoltore e guida enogastronomica, Macari ha iniziato a potare quando aveva solo 13 anni.

Giudici del campionato nazionale italiano di potatura

“Questo premio è una grande soddisfazione”, ha detto, aggiungendo che sta cercando esperienze professionali all’estero per “arricchire le mie conoscenze a livello internazionale”.

Un altro giovane potatore, Gioele Gaspari, 19 anni, ha vinto nella categoria dedicata alle scuole, classificandosi sesto nella classifica generale. Gaspari frequenta l’Istituto Tecnico Agrario di Pesaro (Marche) e ha iniziato a potare solo lo scorso anno. “Sono davvero felice di questo premio e ora voglio intraprendere una vera professione nell’olivicoltura e nella potatura”, ha dichiarato il giovane campione.

Gioele Gaspari

La straordinaria biodiversità che impreziosisce i paesaggi della penisola italiana ha la sua vetrina annuale nella Mostra Nazionale degli Oli Extravergini di Oliva Monovarietali. Organizzata dall’Agenzia per il Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM) e dalla Regione Marche, la manifestazione è diventata un punto di riferimento sulle caratteristiche chimico-sensoriali degli oli extravergini di oliva ottenuti da varietà autoctone.

La presidente del comitato scientifico dell’evento e responsabile della giuria, Barbara Alfei, ha osservato: “540 varietà ufficialmente riconosciute rappresentano un vero tesoro per l’Italia e il nostro obiettivo è esaltare e richiamare l’attenzione sulle peculiarità di ogni cultivar. Il nostro obiettivo è andare oltre la qualità che garantisce i requisiti minimi di extra vergine… e mostrare l’identità del prodotto, che si realizza attraverso l’indissolubile binomio varietà-territorio”.

Il 23 e 24 aprile ad Ascoli Piceno (Marche), 48 aziende provenienti da tutte le regioni italiane hanno presentato gli OEV selezionati dalla commissione regionale ASSAM. La manifestazione ha previsto dibattiti e aggiornamenti per tecnici, produttori, assaggiatori esperti e consumatori, oltre alla nona edizione del concorso “Indovina la varietà”, inteso come stimolo al riconoscimento delle diverse peculiarità sensoriali.

“Ogni varietà dà un olio extravergine di oliva specifico per quanto riguarda i parametri analitici, ovvero la sua composizione in acidi grassi e polifenoli, ma soprattutto gli attributi sensoriali, che forniscono al consumatore una percezione di questa biodiversità sfaccettata”, ha spiegato Alfei.

I campioni ricevuti ogni anno sono stati utilizzati per creare una banca dati che attualmente conta oltre 2.600 oli extravergini di oliva, al fine di caratterizzare i monovarietali e analizzare gli effetti del genotipo, del territorio e dell’andamento stagionale sulla loro composizione analitica e sensoriale. Quest’anno sono stati presentati 308 campioni provenienti da 18 regioni, di cui 241 relativi a 94 varietà saranno inseriti nella banca dati.