Le promozioni sull'olio d'oliva fanno aumentare le vendite dei rivenditori, ma comportano un costo nascosto

L'uso dell'olio extravergine di oliva come prodotto civetta permette ai negozi di alimentari di attirare i clienti in un contesto economico difficile, ma sono gli olivicoltori e i frantoi a pagarne le conseguenze.

Meno di 3 € (3,25 $) al litro.

Questo è il prezzo dell’olio extravergine di oliva promosso dalle catene di supermercati nei loro volantini e nelle riviste promozionali in Italia, un prezzo così allettante che gli esperti di marketing lo considerano un forte richiamo per i consumatori — un modo per attirarli nei negozi.

Svendere l’olio extravergine di oliva significa sminuire migliaia di anni di storia, cultura, tradizione e gastronomia che hanno plasmato la nostra terra e la nostra identità. Significa condannare gli uliveti all’estinzione. – Maria Lisa Clodoveo

Quel prezzo è però così basso che la filiera produttiva — dagli olivicoltori ai frantoi — non può permetterselo.

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Le associazioni di agricoltori di tutta Italia stanno nuovamente avvertendo che il crollo dei prezzi dell’olio d’oliva sta mettendo a dura prova il settore e che la continua manipolazione da parte dei grandi distributori non aiuterà nessuno.

Una petizione su Change.org rivolta sia ai consumatori che alle istituzioni sta prendendo piede. Chiede ai rivenditori di non utilizzare l’olio d’oliva come prodotto civetta e invoca nuove leggi contro la manipolazione dei prezzi a fini di marketing.

I prezzi dell'olio d'oliva sono ai minimi storici in Italia, spingendo l'Unione Europea a pagare i produttori affinché trattengano il prodotto dal mercato fino a quando i prezzi non si riprenderanno.

Nel frattempo, le promozioni a basso prezzo dei rivenditori alimentari continuano a fare il giro, aggiungendo benzina sul fuoco.

Le più grandi catene alimentari vedono aumentare le loro vendite complessive grazie al crescente interesse dei consumatori per le offerte di olio d’oliva a basso prezzo. I critici di questa pratica ritengono che tali offerte nascondano i costi reali della produzione di olio d’oliva di alta qualità e erodano il valore percepito nella mente dei consumatori.

"È assolutamente necessario contrastare le offerte speciali a basso costo dei rivenditori alimentari che non solo causano un danno economico al settore, ma inducono anche i consumatori a credere che l'olio extravergine di oliva sia economico", ha affermato Alberto Statti, presidente dell'associazione degli agricoltori Confagricoltura Calabria.

Maria Lisa Clodoveo

«È necessaria una nuova legge», ha dichiarato Maria Lisa Clodoveo a Olive Oil Times. Docente di scienze alimentari all’Università di Bari, Clodoveo ha lanciato la petizione “No EVOO Low Cost” su Change.org, che sta suscitando un crescente interesse sia da parte degli agricoltori che dei consumatori.

«Se si utilizza l’olio extravergine di oliva per attirare i consumatori e farli accorrere nei propri locali, non si rende un buon servizio né a loro né a nessuno, e si rischia di danneggiare l’economia agricola italiana», ha affermato Clodoveo.

Secondo la petizione, la legge dovrebbe impedire ai rivenditori alimentari di utilizzare olio extravergine di oliva a basso prezzo nei loro coupon e nelle loro promozioni.

“Svendere l’olio extravergine di oliva”, ha scritto Clodoveo nella petizione, “significa sminuire migliaia di anni di storia, cultura, tradizione e gastronomia che hanno plasmato la nostra terra e la nostra identità. Significa condannare gli oliveti all’estinzione, perché una cultura che non garantisce un reddito equo ai custodi della biodiversità, gli olivicoltori, è una cultura priva di sostenibilità sociale, economica e ambientale”.

Sconti e ribassi, così popolari tra i consumatori, prendono di mira specificamente l’olio extravergine di oliva a causa del posto importante che occupa nel carrello della spesa della famiglia italiana.

Cercare il prezzo più basso invece di uno equo per questo alimento fondamentale della dieta mediterranea, avverte Clodoveo, finirà per portare sul mercato più oli la cui qualità non varrà nemmeno il loro prezzo. In altre parole, siamo in una corsa al ribasso.