L'Autorità garante della concorrenza e del mercato scagiona Colavita da ogni accusa

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha prosciolto Colavita Spa dall'accusa di pratiche commerciali sleali mossa in precedenza a seguito di un articolo pubblicato nel maggio 2015 dalla rivista dei consumatori «Il Test Salvagente».

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha prosciolto Colavita Spa da una precedente accusa di pratiche commerciali sleali a seguito di un rapporto pubblicato nel maggio 2015 dalla rivista dei consumatori «Il Test Salvagente».

Giovanni Colavita, legale rappresentante dell’azienda, ha annunciato che Santa Sabina è stata ritenuta conforme agli attuali standard di qualità per l’olio extravergine di oliva.

“Dopo 15 mesi, finalmente, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto chiarezza con la sua Decisione n. 26161, pubblicata il 22 agosto 2016 nel proprio bollettino ufficiale, la quale ha confermato che, sulla base delle analisi effettuate su Santa Sabina, è emerso che tale prodotto ‘corrisponde alla categoria olio extravergine di oliva come dichiarato in etichetta’. Di conseguenza, l’Autorità ha stabilito che non sussisteva alcuna ‘pratica commerciale sleale’.”

La decisione dell’Antitrust è l’ultima di una serie di atti successivi al reportage de Il Test che, nel maggio 2015, aveva commissionato un’analisi su 20 oli d’oliva etichettati come ‘extra vergini’ distribuiti e venduti dai supermercati più diffusi in Italia. Alcuni sono stati giudicati dalla rivista semplicemente vergini a causa della presenza di difetti organolettici rilevati dalle prove di degustazione.

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Il procuratore di Torino ha quindi avviato un’indagine per verificare le accuse.

Nel frattempo, le associazioni italiane dei consumatori hanno presentato un reclamo all’Autorità Antitrust italiana chiedendo provvedimenti nei confronti delle aziende con la motivazione che queste avrebbero diffuso “comunicazioni commerciali non veritiere” presentando i propri prodotti come extra vergini mentre appartenevano alla categoria inferiore dell’olio vergine.

A maggio, il laboratorio dell’Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e la prevenzione delle frodi dei prodotti alimentari (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) di Perugia ha prodotto la sua relazione sul lotto 15203 di Santa Sabina, concludendo che il campione analizzato “è risultato conforme al tipo dichiarato”, sottolineando che per varie ragioni l’analisi precedente non era sufficiente per fondare una valutazione di pratiche commerciali sleali.

Come si legge nella decisione dell’antitrust, “le analisi effettuate dal Mipaaf-ICQRF sono della massima affidabilità, poiché sia le operazioni di campionamento che le successive analisi sono state effettuate da enti pubblici responsabili di questo tipo di controllo, che hanno certificato ogni fase procedurale, dal campionamento alla certificazione. Sulla base dei risultati delle analisi, è stato certificato che Santa Sabina corrisponde alla categoria ‘olio extravergine di oliva’ dichiarata sull’etichetta”.

«Eravamo fiduciosi riguardo a questa decisione, che testimonia l’impegno della nostra famiglia per la qualità», ha dichiarato Colavita a Olive Oil Times.