Il maggiore produttore mondiale di olio d'oliva risponde alle accuse di frode

Deoleo ha dichiarato di «rispettare rigorosamente tutte le leggi e le normative in materia di sicurezza alimentare in tutti i paesi in cui opera».

Dopo il clamore suscitato dal caso delle famose marche di olio d'oliva distribuite nei supermercati italiani e accusate di frode, Deoleo, che gestisce i marchi Bertolli, Carapelli e Sasso, ha prontamente reagito.

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I tre marchi, nonostante i nomi italiani, sono dal 2008 di proprietà del gruppo alimentare spagnolo, che in un comunicato stampa ha respinto le accuse, sottolineando alcuni punti.

Questi controlli, anche se effettuati da degustatori professionisti, sono considerati inappropriati sotto molti aspetti. - Deoleo

Deoleo ha affermato che i suoi “prodotti e processi soddisfano i più elevati standard di qualità” e che l’azienda “rispetta rigorosamente tutte le leggi e i regolamenti relativi alla sicurezza alimentare in tutti i paesi in cui opera”.

Riguardo ai fatti oggetto dell’indagine del procuratore di Torino, l’azienda ha dichiarato che le analisi chimico-fisiche condotte dal laboratorio chimico dell’agenzia delle dogane di Genova hanno dimostrato che i propri prodotti “sono conformi alla normativa italiana sull’olio extravergine di oliva e soddisfano tutti i parametri fisico-chimici (valore di perossido, acidi grassi liberi e analisi spettrofotometrica di K232 e K270, esteri totali, esteri etilici)”.
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Successivamente, Deoleo ha affermato che i prodotti incriminati, in base alla data di confezionamento, erano pienamente conformi sia alle analisi fisico-chimiche che alla degustazione.

Considerando che “la degustazione effettuata dalla polizia italiana è un’analisi sensoriale, in cui un gruppo di esperti apprezza solo l’odore e il sapore dell’olio d’oliva”, il gruppo ha concluso che “i controlli commissionati dal Procuratore ed effettuati sia dalla rivista The Test che successivamente dal NAS, si basano esclusivamente su una degustazione del prodotto” e, in sostanza, «tali controlli, anche se effettuati da degustatori professionisti, sono da considerarsi inadeguati sotto molti aspetti, in quanto il metodo di analisi è soggettivo, non ripetibile e non riproducibile».

Poiché la legge italiana stabilisce un termine legale di 30 giorni per richiedere una controperizia, Deoleo ha già richiesto una controverifica, per verificare i risultati della degustazione effettuata dalla NAS.

Oggi il procuratore capo, Armando Spataro, ha trasferito le indagini ai procuratori di Firenze, Genova, Spoleto e Velletri, sedi di produzione degli oli d’oliva oggetto dell’indagine.