Una tempesta perfetta per i «Tre Grandi»

Il mercato dell'olio d'oliva in Spagna, Italia e Grecia sta attraversando gravi difficoltà che comportano la perdita di posti di lavoro nel breve periodo e un peggioramento dell'alimentazione nel lungo periodo.

Il Financial Times ha dedicato ampio spazio al turbolento mercato dell'olio d'oliva dei «Tre Grandi», ovvero Spagna, Italia e Grecia. Sottolineando che il prezzo dell’olio d’oliva è sceso al minimo degli ultimi 10 anni a causa del crollo della domanda dovuto alla crisi economica, l’articolo mette in relazione il calo del consumo di olio d’oliva con la concorrenza di oli vegetali più economici, come l’olio di girasole.

In Spagna, l’olio di girasole costa solo 1,25 euro al litro, mentre l’olio d’oliva viene venduto a 1,99 euro e l’extravergine a 3,25 euro. Il consumo interno di olio d’oliva in Spagna tornerà ai livelli del 2002 e in Italia e Grecia a quelli del 1995, afferma l’articolo, citando il Consiglio Oleicolo Internazionale.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il prezzo dell’olio extravergine a maggio si attesta a 2.900 dollari a tonnellata, avendo perso oltre la metà del suo valore dal 2005, quando la tonnellata veniva venduta a circa 6.000 dollari.

A peggiorare le cose, la sovrapproduzione di olio d’oliva registrata quest’anno in Spagna ha creato uno squilibrio nel mercato dell’olio, dove la domanda è risultata di gran lunga inferiore all’offerta, costringendo la Commissione Europea a stanziare nuovamente un budget per pagare i produttori affinché immagazzinino le quantità in eccedenza.

Meno olio d’oliva vergine o extravergine significa più olio vegetale o di altro tipo, il che porta la popolazione ad una dieta meno sana nel (non così) lungo periodo. Ma per ora, la diminuzione della domanda e il calo dei prezzi potrebbero significare che i posti di lavoro rurali sono a rischio, aggravando una situazione già disastrosa in cui la disoccupazione nei tre paesi del Mediterraneo supera il 20%.