Le esportazioni spagnole di olio d'oliva superano il milione di tonnellate mentre i prezzi calano

Le esportazioni spagnole di olio d'oliva hanno superato il milione di tonnellate metriche per la prima volta dalla stagione 2021/22, grazie a un raccolto abbondante, nonostante il calo dei valori e dei prezzi all'esportazione.

Secondo i dati governativi pub­blicati di re­centi, le es­porta­zioni di olio d’oliva sp­agnolo hanno sup­erato il mil­lione di ton­nellate met­riche per la prima volta dalla camp­agna agricola 2021/22.

A seguito di un raccolto in ripresa nella campagna agricola 2024/25, in cui la Spagna ha prodotto 1,38 milioni di tonnellate di olio d'oliva, le esportazioni sono salite a 1,03 milioni di tonnellate. Tale cifra rappresenta un aumento del 35% rispetto all'anno precedente ed è superiore dell'11% alla media quadriennale.

Nonostante l’impennata dei volu­mi di es­porta­zione, il valore delle es­porta­zioni di olio d’oliva spani­olo è sceso a 5,05 mil­liardi di euro, in calo del 17 per­cento rispetto alla pre­cedente campagna agricola. Ciononostante, i ricavi da es­porta­zione sono rimasti del 17 per­cento al di sopra della media quadri­ennale.

Di conseguenza, il valore medio per unità di olio d’oliva esportato, misurato in euro al chilogrammo, è diminuito del 39% rispetto al 2023/24 e si è attestato leggermente al di sotto della media quadriennale.

I dati pub­blicati dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione (MAPA) spagnolo hanno mostrato che l’Italia è rimasta la destina­zione prin­cipale per l’olio d’oliva spagnolo, con le es­portazioni verso il Paese in au­mento del 69 per­cento.

Sono aumentate anche le spedizioni in termini di volume verso Stati Uniti, Portogallo e Francia, mentre le esportazioni verso Regno Unito, Germania, Messico e Brasile sono diminuite rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda le importazioni, l’aumento della produzione interna dopo due raccolti consecutivi ai minimi storici ha portato a una diminuzione del 16% del volume delle importazioni di olio d’oliva. Il valore delle importazioni ha subito un calo ancora più marcato, pari al 47%.

I volu­mi delle impor­ta­zioni sono de­cre­s­u­ti per nove dei dieci mag­gi­ori for­ni­to­ri della Spagna, con l’ecce­zione del Por­to­galo. Il Por­to­galo, il mag­gi­ore for­ni­to­re della Spagna con una quota di mercato di cir­ca il 55 per­­cento, ha visto le sue es­por­ta­zioni verso la Spagna salire a 113.840 ton­nellate.

Le importazioni dalla Tunisia, oggetto di un maggiore controllo a seguito delle accuse di vendite illegali su larga scala ad acquirenti spagnoli, sono scese leggermente a 54.210 tonnellate. La Tunisia è tuttavia rimasta il secondo fornitore della Spagna, con una quota di mercato del 26%.

Dati separati sulla produzione pub­blicati dal MAPA hanno eviden­ziato un ottimo inizio per la camp­agna agricola 2025/26. La Spagna ha pro­dotto 42.400 ton­nelle di olio d’oliva nei primi due mesi di raccolta, con un aumento del 16 per­cento rispetto allo stesso periodo del 2024/25 e dell’otto per­cento in più rispetto alla media degli ultimi quattro anni.

Le esportazioni nei primi due mesi della campagna agricola sono aumentate bruscamente a 78.600 tonnellate, mentre le importazioni sono rimaste significativamente inferiori rispetto ai quattro anni precedenti, attestandosi a 11.000 tonnellate.

Ciononostante, il ruolo della Tunisia come secondo fornitore della Spagna ha assunto maggiore importanza a fronte della crescente preoccupazione tra i gruppi di produttori riguardo all’impatto delle importazioni a basso prezzo.

Un raccolto potenz­ia­le­mente da record in Tunisi­a ha ac­cres­ci­uto i timori tra gli agricoltori e i fran­chi­za­tori spa­gnoli che un afflusso di olio d’oliva extra­ver­gine a basso pre­zzo possa esercitare una pre­s­s­ione al ribasso sui pre­zzi na­zionali.

Secondo la piattaforma di commercio dell’olio d’oliva Oleista, i prezzi all’origine dell’olio extravergine di oliva spagnolo si attestano attualmente a 4,58 euro al chilogrammo, con prezzi in Andalusia leggermente più alti a 4,81 euro. In con­fronto, l’olio d’oliva extra ver­gine tunisino viene venduto a 3,78 euro al chilo.

Queste preoccupazioni hanno spinto l’Associazione dei Giovani Agricoltori (Asaja) di Córdoba a chiedere all’Agenzia spagnola per il controllo degli alimenti e dell’informazione (AICA) di inasprire i controlli sulle importazioni di olio d’oliva tunisino per «garantire che questo prodotto soddisfi gli stessi requisiti legali e di qualità applicati all’olio prodotto in Spagna».

L’associazione ha esortato l’AICA a richiedere alle aziende olivicole e ai frantoi tunisini che esportano in Spagna di presentare la stessa documentazione richiesta ai produttori spagnoli.

«È essenziale applicare criteri uniformi per evitare distorsioni del mercato e proteggere gli agricoltori spagnoli», ha affermato Asaja Córdoba. «Non ha senso che gli olivicoltori spagnoli rispettino rigorosamente la legislazione se i prodotti provenienti da altri paesi entrano nel mercato senza essere soggetti agli stessi requisiti».

La richiesta fa seguito ad appelli simili da parte del Coordinamento delle Organizzazioni di Agricoltori e Allevatori, che recentemente ha esortato il governo a bloccare le importazioni di olio d’oliva tunisino.

Francisco Elvira, segretario generale della COAG Jaén, ha affermato che ben 100.000 tonnellate di olio d’oliva tunisino stanno entrando in Spagna, facendo crollare i prezzi. In alcuni casi, ha sostenuto, gli oli miscelati vengono successivamente venduti come olio d’oliva spagnolo.