Il settore dell'olio d'oliva tunisino raggiunge nuovi livelli

Il settore dell'olio d'oliva tunisino sta vivendo un periodo di grande prosperità in seguito alla decisione dell'Unione Europea di abolire i dazi sulle importazioni di olio tunisino e di concedere un consistente sostegno finanziario al Paese.

Il settore dell'olio d'oliva tunisino è in piena espansione e sta registrando una crescita straordinaria, grazie soprattutto alla decisione dell'Unione Europea di esentare dalle tasse le importazioni di olio tunisino e di concedere un consistente sostegno finanziario al Paese. Il settore sta inoltre beneficiando della domanda globale in costante aumento.

A tempi eccezionali, misure eccezionali. - Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'UE

La misura dell'UE sulle importazioni di olio d'oliva tunisino è stata adottata a seguito dell'attacco terroristico avvenuto lo scorso anno nella località balneare di Sousse, che ha causato la morte di trentotto persone. Federica Mogherini, capo della politica estera dell'UE, ha giustificato la decisione affermando: «I tempi eccezionali richiedono misure eccezionali».
Vedi anche: Altri articoli sulla Tunisia
La Tunisia rimane uno dei più importanti alleati dell’Europa nel mondo arabo, dal punto di vista strategico, e lo è ancora di più dopo la Rivoluzione dei Gelsomini. Il movimento di resistenza civile iniziato il 17 dicembre 2010 dopo che Muhammad Bouazizi, un venditore ambulante di frutta e verdura che si è dato fuoco dopo che le autorità locali gli avevano confiscato il carretto e lo avevano maltrattato verbalmente e fisicamente, si è rapidamente trasformato in una rivoluzione più ampia che ha portato alla destituzione dell’allora presidente Zine El Abidine Ben Ali ventotto giorni dopo.

Da allora il Paese sta attraversando una transizione verso la democrazia attraverso cambiamenti strutturali. Tali eventi hanno fortemente influenzato l’economia e la geopolitica della nazione e l’Unione Europea è rimasta vigile sull’evoluzione della Tunisia.

Inoltre, l’attacco terroristico di Sousse e un altro che ha colpito il Museo del Bardo di Tunisi hanno avuto un grave impatto sul settore turistico tunisino, rendendo il Paese ancora più dipendente dalle esportazioni di olio d’oliva. La minaccia terroristica in Nord Africa è aumentata negli ultimi anni, preoccupando ancora di più i partner economici della Tunisia.

L'UE cerca di renderla un partner privilegiato nel mondo arabo, con la speranza che ciò contribuisca a stabilizzare il Paese. Di conseguenza, dalla scorsa primavera l'Unione Europea ha allentato le restrizioni sulle importazioni di olio d'oliva tunisino.

Negli ultimi due anni sono state esportate nell’Unione Europea trentacinquemila tonnellate di olio d’oliva tunisino, esenti da dazi, e l’UE ha speso miliardi dalla Rivoluzione dei Gelsomini per rilanciare l’economia tunisina; l’aiuto finanziario potrebbe presto raggiungere i 300 milioni di euro all’anno.

Quasi il tre per cento della popolazione lavora nel settore dell’olio d’oliva, una cifra impressionante che dimostra la forte dipendenza della Tunisia dalle esportazioni di olio. La misura dell’UE rappresenta un’occasione d’oro per i coltivatori tunisini, ma una minaccia diretta per i loro omologhi europei.

Molti olivicoltori italiani hanno espresso apertamente la loro opposizione alle mosse finanziarie dell’UE, una posizione paradossale considerando il numero di aziende che realizzano profitti elevati miscelando l’olio d’oliva tunisino con il proprio ed etichettandolo “Made in Italy”.

L'economia dell'olio d'oliva in Tunisia sta vivendo un boom senza precedenti. Nel 2015 ha esportato 20.000 tonnellate di olio d'oliva rispetto alle sole 400 tonnellate di dieci anni fa, una tendenza in forte crescita che non mostra segni di rallentamento.