Grandi speranze e poche risposte all’inizio della vendemmia in Italia
Si prevede che la produzione nel 2015 registri un aumento, ma sono ancora troppe le variabili che possono influire sulle rese finali per poter prevedere come andrà il raccolto di quest’anno.
La raccolta è iniziata in Italia con grandi aspettative in una stagione che si spera possa rappresentare una sorta di rinascita per il settore olivicolo nazionale, ma è ancora troppo presto per dire se tali speranze saranno soddisfatte, ha affermato Raffaele Maiorano, presidente dell’ANGA, l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori.
L’associazione sostiene le iniziative imprenditoriali dei giovani, promuovendo al contempo un’agricoltura orientata al futuro e rispettosa delle tradizioni attraverso il dialogo con il governo e le istituzioni.
Si prevede che la produzione del 2015 sarà superiore a quella del 2014, ma Maiorano ha buoni motivi per ritenere che molte variabili possano ancora influire sulle rese finali e che occorrerà attendere fino a dicembre per ottenere un bilancio definitivo. «Ciononostante, possiamo affermare con certezza che la qualità dell’olio d’oliva sarà superiore a quella dello scorso anno, poiché le condizioni meteorologiche hanno impedito la diffusione della mosca dell’olivo e di altre malattie, e gli agricoltori hanno lavorato duramente per attuare efficaci misure preventive».
La consapevolezza sta crescendo e il nostro impegno è quello di sostenere e agevolare l’attività dei protagonisti del settore, in particolare dei giovani imprenditori olivicoli, in questo momento cruciale.
I prezzi più elevati, dovuti alla minore produzione dello scorso anno, hanno portato un po’ di sollievo, ha affermato Maiorano.
«I prezzi sono finalmente equi per la prima volta dopo molti anni, in particolare per quanto riguarda alcune zone. Due anni fa, l’olio d’oliva proveniente dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia veniva venduto dai produttori ai fornitori a un prezzo compreso tra 3,80 e 4,50 euro al litro, mentre lo scorso anno i prezzi sono saliti tra i 5,00 e i 7,00 euro (per l’olio extravergine di oliva biologico) al litro».
La proposta legislativa adottata dalla Commissione europea per offrire un ulteriore accesso temporaneo al mercato dell’UE all’olio d’oliva tunisino, aumentando la quota mensile di esportazioni, è un tema molto dibattuto in questi giorni.
«Sostenere la ripresa della Tunisia in questo periodo difficile è un atto nobile e indispensabile», ha osservato Maiorano, «ma questo tipo di misura rischia di danneggiare i nostri agricoltori. Aumentare le esportazioni extra-UE senza adeguate disposizioni (come l’obbligo di indicare il paese di origine sull’etichetta) può indurre gli operatori a importare a prezzi molto bassi, dando vita a una concorrenza sleale a scapito della produzione locale».
«Chiediamo al governo e ai nostri rappresentanti al Parlamento europeo di tutelare la produzione italiana, attraverso un’adeguata valutazione di questa proposta», ha affermato.
Riguardo alla cosiddetta sindrome CoDiRo che sta affliggendo gli olivi nel Salento, «l’emergenza Xylella è stata un evento drammatico, ma ora siamo molto ottimisti. Abbiamo fiducia negli scienziati e nei ricercatori che hanno contenuto il problema con ottimi risultati e arginato l’epidemia», ha affermato.
«L’olio extravergine di oliva sta vivendo un momento di grande successo», ha dichiarato Maiorano, «paragonabile a quello che ha vissuto il vino alcuni anni fa. Le cose stanno cambiando sia per i produttori di olio d’oliva che per i consumatori. Gli operatori del settore della ristorazione stanno comprendendo l’importanza di offrire ai propri clienti non solo un vino eccellente, ma anche un olio extravergine di oliva di alta qualità. La consapevolezza sta crescendo e il nostro impegno è quello di sostenere e agevolare l’attività dei protagonisti del settore, in particolare dei giovani imprenditori olivicoli, in questo momento cruciale».
Esperti e operatori potranno discutere di tutte queste tematiche e di molto altro il 23 e 24 ottobre in occasione del 16° Incontro dei Dirigenti dell’ANGA a Palermo (Sicilia), un evento che si tiene ogni due anni.
Il tema di questa edizione riguarda il nuovo modello di agroalimentare. L’ANGA proporrà gli strumenti adeguati per accompagnare la transizione dall’attuale condizione di agricoltori a una nuova condizione di imprenditori agricoli, al fine di reindirizzare il settore olivicolo verso un percorso moderno e dinamico.
«Discuteremo di un nuovo modello di sviluppo che dia risposte concrete, andando oltre gli slogan, fornendo sostegno con soluzioni efficaci per una nuova imprenditoria agricola nazionale. Parleremo di Europa, internazionalizzazione e miti dell’innovazione».