Oltre 200.000 rami d’ulivo donati per la Messa della Domenica delle Palme

In vista delle celebrazioni di domenica in Piazza San Pietro, sono stati raccolti centinaia di migliaia di rami d’ulivo dagli uliveti di tutto il Lazio.

Nell’ambito delle celebrazioni dell’Anno Giubilare, sono stati donati oltre 200.000 rami d’ulivo per la Messa della Domenica delle Palme in Piazza San Pietro a Roma, più del doppio rispetto a quelli donati lo scorso anno dalle Città dell’Olio della Sardegna. 

Centomila rami provenienti dalla tenuta di Castel di Guido sono stati donati dal Comune di Roma, e altri 100.000 dalle 46 associazioni delle Città dell’Olio del Lazio. Inoltre, 150 rami d’ulivo sono stati donati ai cardinali.

Abbiamo raccolto questa sfida con grande orgoglio”, ha detto Alfredo D’Antimi, coordinatore delle Città dell’Olio del Lazio. Molti olivicoltori hanno aderito all’iniziativa. Donare i propri rami d’ulivo per una giornata di preghiera così importante rappresenta una grande emozione per loro e un grande onore per noi”.

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Il cardinale Leonardo Sandri ha presieduto la messa della Domenica delle Palme, con Papa Francesco che è apparso in seguito per salutare i pellegrini.

Sebbene oggi le foglie di palma siano più comunemente associate a questa festività, i rami d’ulivo hanno svolto un ruolo essenziale fin dall’antichità. Secondo la Bibbia, «i figli degli Ebrei, portando rami d’ulivo, uscirono incontro al Signore, gridando e dicendo: Osanna nell’alto dei cieli».

La liturgia contiene molti riferimenti agli ulivi e ai rami portati dal clero e dai fedeli. 

Come indicato nel messale, il sacerdote illustra la storia e il simbolismo, dicendo, ad esempio: «In questo giorno la moltitudine, istruita da un'illuminazione celeste, uscì incontro al proprio Redentore e sparse rami di palma e di ulivo ai Suoi piedi». I rami di palma, quindi, simboleggiano il Suo trionfo sul principe della morte, e i rami d’ulivo proclamano l’avvento di un’unzione spirituale».

Egli invoca inoltre Dio numerose volte affinché benedica i rami, riferendosi ancora una volta al loro simbolismo, prima che siano distribuiti tra il clero presente.

«Fa’ che la Tua multiforme misericordia discenda su di noi, e che questi rami di palma o di ulivo siano benedetti… così come questi rami di palma e di ulivo, che i Tuoi servi ricevono fedelmente in onore del Tuo nome».

«O Dio, che con un ramo d’ulivo hai comandato alla colomba di proclamare la pace al mondo: santifica, ti supplichiamo, con una benedizione celeste, questi rami d’ulivo e di altri alberi. Benedici, ti supplichiamo, o Signore, questi rami di palma o d’ulivo».

Oltre ai rami portati durante le celebrazioni della Domenica delle Palme, grandi ulivi sono stati collocati vicino alle statue di San Pietro e San Paolo, ai piedi del tabernacolo e dell’obelisco, dove rimangono come parte integrante dell’arredamento della piazza per il resto della Settimana Santa.

Come negli anni pre­cedenti, le dona­zioni sono ac­compagnate da de­clara­zioni sull’impor­tan­za della pace e da pre­ghier­e spe­ci­fiche per la pace a Gaza e in Ucraina. 

L’omaggio di Città dell’Olio… porta con sé anche quest’anno la richiesta di una pace definitiva e duratura a Gaza e in Ucraina e un messaggio di vicinanza alle popolazioni vittime di tutte le guerre del mondo”, ha dichiarato l’associazione na­zio­nale Città dell’Olio in un com­uni­ca­to u­fi­cia­le.

«L’olivo ci insegna a vivere in armonia perché è un simbolo di pace», ha affermato Michele Sonnessa, presidente dell’associazione. «Ma la pace si può costruire solo insieme. La guerra non lascia scampo a nessuno; semina solo morte e povertà». 

«Al con­trario, la ci­vi­li­zza­zione germina nella pace», ha aggiunto. «Non c’è pace senza dialogo e riconoscimento reciproco, né alleanza senza il bene comune. Gli Stati del mondo devono assumersi immediatamente questo impegno concreto. Se non lo faranno, la storia li giudicherà».