L'IGP "Calabria" fa un grande passo avanti
L'IGP “Olio di Calabria” è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Dopo un periodo di cinque mesi, concesso agli altri Stati membri per presentare eventuali obiezioni, la nuova IGP sarà registrata.
Dopo la Toscana e, più recentemente, la Sicilia, un’altra regione italiana sta per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta (IGP).
La domanda definitiva di registrazione dell’IGP per l’olio extravergine di oliva calabrese è stata pubblicata
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e ora la procedura prevede un periodo di cinque mesi per consentire agli altri Stati membri di presentare eventuali opposizioni. In assenza di opposizioni, una volta effettuata la registrazione, la denominazione «Olio di Calabria IGP» diventerà ufficiale.
L’IGP premierà l’impegno, il sacrificio e la professionalità degli agricoltori calabresi che producono olio extravergine di oliva di alta qualità.
«Questo è l’ultimo passo prima della registrazione definitiva del marchio di qualità certificato e riconosciuto dall’UE», ha annunciato in una nota il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. «L’IGP premierà l’impegno, il sacrificio e la professionalità degli agricoltori calabresi che producono olio extravergine di oliva di alta qualità e certificherà che la coltivazione, la molitura e il processo di produzione sono interamente realizzati in Calabria.
«Ciò tutelerà il settore dell’olio d’oliva calabrese e riconoscerà l’eccellenza della sua produzione sul mercato italiano, europeo e internazionale». La Regione, anche nell’ambito dei finanziamenti comunitari, continuerà a perseguire la promozione della qualità sostenendo i produttori e incoraggiando l’eccellenza. Inoltre, la certificazione tutelerà i consumatori poiché sarà garantita la tracciabilità dell’intera filiera produttiva.
Il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, e il presidente dell’associazione nazionale dei giovani agricoltori ANGA Calabria, Giuseppe Barbaro, in una dichiarazione congiunta hanno accolto con favore la pubblicazione nella GUUE come «un altro passo importante e decisivo». La produzione regionale sarà promossa, commercializzata e soprattutto tutelata grazie a un’unica certificazione di qualità. Il nome dell’IGP «Olio di Calabria» apparirà in caratteri ben visibili sull’etichetta, dove dovrà essere specificato l’anno di produzione e sarà consentito il riferimento alla produzione biologica».
Secondo il disciplinare, l’IGP «Olio di Calabria» dovrà essere composto per il 90% esclusivamente da olio extravergine di oliva prodotto da cultivar locali diffuse nella regione, tra cui Carolea, Dolce di Rossano, Sinopolese, Grossa di Gerace, Tondina, Ottobratica, Grossa di Cassano, Tonda di Strongoli, singolarmente o in combinazione. Il restante 10% può provenire da varietà locali meno diffuse quali Nostrana, Spezzanese, Santomauro, Dolce di Cerchiara, Tombarello, Ciciarello, Zinzifarica, Galatrese, Tonda di Filocaso, Tonda di Filadelfia, Borgese, Pennulara, Mafra, Vraja, Agristigna, Corniola, mentre fino al 3% può provenire da altre cultivar nazionali che fungono da impollinatori.
Il logo
è costituito da una riproduzione dei bronzi di Riace (due guerrieri nudi e barbuti, probabilmente di origine greca, risalenti al V secolo a.C., rinvenuti sul fondale marino della costa ionica nei pressi di Riace nel 1972 e oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria). Gli emblemi della Calabria e il suo forte legame con i paesi del Mediterraneo sono racchiusi da due rami stilizzati di ulivo uniti da tre olive all’inizio della maturazione, con l’intento di suggerire i concetti di qualità, territorio e novità.