I legislatori francesi portano avanti il progetto di rendere obbligatorio il Nutri-Score
Una nuova votazione all'Assemblea nazionale francese ha rilanciato gli sforzi volti a rendere obbligatorio il Nutri-Score, scatenando un dibattito sulle esenzioni per i prodotti tradizionali e suscitando preoccupazioni riguardo a possibili conflitti con le norme dell'Unione europea.
Con una nuova votazione, i deputati dell’Assemblea nazionale francese hanno deciso di inserire un possibile obbligo relativo al Nutri-Score in un progetto di legge sulla previdenza sociale.
Se il disegno di legge venisse approvato senza modifiche agli emendamenti adottati, la Francia diventerebbe il primo paese a introdurre il sistema di etichettatura sulla parte anteriore delle confezioni per la maggior parte degli alimenti confezionati venduti nel paese.
Nutri-Score è un'etichetta in stile semaforo che utilizza cinque colori e lettere coordinati per classificare la salubrità di un prodotto alimentare confezionato in base al suo contenuto di grassi, zuccheri, sale e calorie per 100 grammi o millilitri. Una "A verde" indica la valutazione più salutare, mentre una "E rossa" rappresenta quella meno salutare. Tutti gli oli d'oliva ricevono attualmente una "B verde chiaro".
L’emendamento principale afferma che “un gran numero di studi scientifici dimostra che il Nutri-Score è un segnale nutrizionale che funziona”.
I legislatori francesi hanno osservato che, sebbene più di 1.500 marchi utilizzino ora l’etichetta, “i grandi gruppi agroalimentari continuano a non giocare la carta della trasparenza”.
Il testo sottolinea inoltre che «il 94% dei consumatori francesi ha espresso il proprio sostegno a un Nutri-Score obbligatorio».
Durante il dibattito, i rappresentanti hanno discusso dell’esenzione dei prodotti alimentari tradizionali francesi, in particolare dei prodotti certificati nell’ambito dei regimi DOP, IGP o STG dell’UE.
Un sub-emendamento specifica che questi alimenti certificati dovrebbero essere esentati, insieme ai prodotti legati a tradizioni regionali di lunga data, compresi quelli prodotti nelle zone montane e in alcune piccole aziende agricole.
I legislatori hanno sostenuto che l’attuale algoritmo Nutri-Score classifica quasi il 90 per cento dei formaggi francesi come D o E, compresi molti con marchi di qualità ufficiali, non riuscendo a riflettere «i loro metodi di produzione, l’importanza culturale e il valore gastronomico».
Hanno avvertito che rendere il logo uno standard universale per giudicare gli “buoni” e “cattivi” potrebbe incoraggiare la riformulazione industriale — con l’uso di addivivi, dolcificanti o tecnologie di conservazione — per ottenere puntigazioni migliori, senza ofrire reali benefici per la salute.
Un simile esito, hanno affermato, rischia di trasformare Nutri-Score in “uno strumento di marketing per prodotti dalle qualità nutrizionali discutibili”, penalizzando ingiustamente i prodotti regionali le cui specifiche non consentono la riformulazione.
Jean-François Rousset, uno dei legislatori che sostengono gli emendamenti, ha affermato: “I nostri prodotti locali, realizzati con amore per riprodurre ricette che a volte risalgono a secoli fa, non dovrebbero essere paragonati a prodotti ultra-trasformati”.
Sebbene il futuro del disegno di legge rimanga incerto, l’iniziativa riflette il crescente sostegno pubblico in Francia a favore di Nutri-Score e la maggiore pressione sui legislatori affinché assumano una posizione definitiva.
Nutri-Score è stato introdotto in Francia nel 2017 come etichetta opzionale. Tra i primi ad adottarlo vi erano grandi aziende come Danone e ritalisti come Carrefour, che ne hanno favorito la rapida diffusione in tutto il paese.
Da allora, diversi paesi europei hanno seguito l’esempio con sistemi volontari simili. Tuttavia, dopo l’annuncio di un significativo aggiornamento dell’algoritmo lo scorso anno, alcuni operatori del settore hanno cambiato posizione.
Danone, ad esempio, ha afferto che l’algoritmo rivisto avrebbe penalizzato molti dei suoi prodotti e ha annunciato l’intenzione di rimuovere l’etichetta dalla maggiorparte di essi.
Al contrario, Carrefour si è musa nella direzione opposta, rendendo Nutri-Score obbligatorio per la maggiorparte dei prodotti alimentari venduti nei suoi negozi in Francia.
Dall’introduzione di Nutri-Score, è continuato il dibattito sull’opportunità di adottarlo in tutti i 27 Stati membri dell’UE. La Commissione Europea ha rinviato qualsiasi decisione dopo che sono emerse divisioni tra i governi e i gruppi industriali.
Il Senato francese dovrebbe votare presto il disegno di legge, ma nessun altro paese dell’UE sembra perseguire un approccio obbligatorio.
Gli esperti sottolineano inoltre che un Nutri-Score obbligatorio in Francia potrebbe essere in conflitto con le attuali norme UE. Ai sensi del Regolamento (UE) n. 1169/2011, “nessuno Stato membro può adottare unilateralmente un’etichetta obbligatoria sulla parte anteriore della confezione se ciò incide sul commercio intra-UE”.
La Commissione europea ha già affermato in precedenza che la legislazione UE consente solo etichette volontarie sulla parte anteriore della confezione, a meno che non venga adottato un sistema obbligatorio a livello UE.