L'olio d'oliva al centro della campagna italiana contro le frodi alimentari

Lo scorso anno, le iniziative italiane volte a prevenire le frodi alimentari si sono concentrate sull'olio d'oliva: sono state effettuate oltre 8.200 ispezioni e il 23% dei campioni ha evidenziato irregolarità, che hanno portato a sequestri e denunce penali.

Nel 2024, una parte significativa delle iniziative italiane volte a prevenire le frodi alimentari si è concentrata sull’olio d’oliva.

Secondo il nuovo rapporto dell’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e l’antifrode dei prodotti agroalimentari (ICQRF), oltre 8.200 delle 54.000 ispezioni alimentari hanno riguardato gli oli vegetali, la maggior parte delle quali relative all’olio extravergine di oliva.

Avvalendosi di una rete di laboratori gestita dall’ispettorato e dalle università partner, l’ICQRF ha riscontrato che in quasi il 15% dei campioni prelevati il contenuto dichiarato sulle confezioni non corrispondeva a quello effettivo.

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Nel complesso, il 23% dei campioni ha dato “risultati irregolari”, il che significa che il contenuto del contenitore non corrispondeva alle etichette o che c’era qualche altro errore nell’identificazione del prodotto.

Gli ispettori hanno riscontrato che il 19% degli operatori non era conforme alle normative vigenti.

Nel 2024, nel settore dell’olio d’oliva sono stati registrati 72 procedimenti penali, 896 sanzioni amministrative, 843 diffide e 76 sequestri.

Com­pless­iva­mente, le autorità hanno confis­ca­to 455.000 chi­lo­grammi di olio d’oliva non con­forme, per un valore di oltre 4 mil­ioni di euro.

Queste cifre rendono l’olio d’oliva uno dei set­tori più san­zionati del sistema agro-al­i­mentare it­aliano.

Questa attenzione non è una coincidenza. L’olio d’oliva è considerato un settore ad alto rischio a causa della sua suscettibilità alle frodi.

Secondo l’ICQRF, una delle chiavi delle operazioni anti-frode è il Registro Digitale Nazionale dell’Olio d’Oliva (RTO).

L’RTO è un sistema destinato a tracciare la catena di approvvigionamento dell’olio d’oliva a livello nazionale. Consente alle autorità di controllare e monitorare in tempo reale ogni movimento di olive, olio d’oliva e olio di sansa.

Tutti i commercianti di olive, i frantoi, le aziende di imbottigliamento, i commercianti di olio di oliva sfuso, le raffinerie e i commercianti di sansa devono tenere un registro aggiornato per ciascuno dei loro impianti.

Secondo l'ICQRF, il registro nazionale digitale dell'olio d'oliva, combinato con ampi controlli nella regione e l'impiego di una forza di polizia specializzata per individuare le frodi, è una caratteristica unica al mondo per la prevenzione delle frodi alimentari.

Nel suo rapporto, l’ICQRF ha incluso diversi esempi delle numerose operazioni coordinate condotte dall’agenzia e dalle sue forze di polizia specializzate nel 2024.

In Veneto sono state individuate discrepanze per oltre 72.000 chilogrammi tra le registrazioni delle scorte fisiche e quelle del registro digitale.

In Umbria, le autorità hanno scoperto un sistema fraudolento che coinvolgeva olio di origine UE spacciato per italiano, insieme a miscele di oli di semi e oli d’oliva di qualità inferiore venduti come olio extravergine di oliva di alta qualità.

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In Toscana, gli investigatori hanno bloccato la vendita di olio extravergine di oliva contraffatto, prodotto con olio di semi e sansa, colorato con clorofilla e beta-carotene.

In Campania sono stati sequestrati 8.000 litri di olio extravergine di oliva con etichetta falsa dopo che i test hanno rivelato l’adulterazione con olio di girasole e coloranti sintetici.

Uno dei sequestri più ingenti è avvenuto nella provincia di Bari, dove sono stati confiscati 340.000 chilogrammi di olio d’oliva vergine biologico non registrato, per un valore di circa 3 milioni di euro.

In Liguria, 18.000 litri di olio d’oliva UE sono stati venduti come olio italiano Taggiasco di alto valore, mentre prodotti per un valore di 230.000 euro sono stati commercializzati in nero.

Nella provincia di Roma, sono stati ritirati dal mercato oltre 100.000 litri di olio d’oliva non conforme destinati ai ristoranti.

Alcune azioni di controllo si sono estese oltre i confini italiani. A seguito di una segnalazione da parte delle autorità francesi, gli ispettori italiani hanno intercettato al confine olio extravergine di oliva con etichette non conformi, portando al sequestro di quasi 92 tonnellate di oli vegetali e oltre 10.000 confezioni con marchio contraffatto.

Nel 2024, le esportazioni agroalimentari dall’Italia hanno superato i 70 miliardi di euro, l’8% in più rispetto all’anno precedente.

Nel suo complesso, il settore agroalimentare rappresenta il 15% del prodotto interno lordo italiano, con un fatturato che supera i 200 miliardi di euro.

Questo notevole risultato non sarebbe stato possibile senza un efficace sistema di controllo che garantisca l’autenticità e la sicurezza dei nostri prodotti, salvaguardando la reputazione del Made in Italy’ e tutelando il lavoro dei pro­dut­ori che rispetta­no le regole”, ha af­fer­to Francesco Lollobrigida, min­istro dell’ag­ri­col­tura, della sov­er­ni­tà alim­en­are e delle foreste, durante la pre­sen­ta­zione del rap­porto.

I controlli svolgono un ruolo cruciale lungo l’intera catena di approvvigionamento, dal campo alla tavola. Autorità competenti come l’ICQRF sono in prima linea nel garantire che i prodotti italiani soddisfino elevati standard di qualità”, ha aggiunto.

Oltre alla sorveglianza ter­ri­to­riale, l’ICQRF opera in co­o­op­era­zione con organismi inter­na­zionali, piattaforme di e-commerce e uffici doganali per prevenire la diffusione di prodotti falsificati e contraffatti, che minacciano la reputazione del Made in Italy’ sui mercati globali”, ha proseguito Lollobrigida.

Grazie a queste attività, ogni anno vengono sequestrati migliaia di prodotti con etichette false, a tutela sia dei consumatori che dei produttori che investono in qualità e autenticità”, ha concluso.