Il DOP Umbria guarda all'Expo e oltre
Con una produzione in calo del 95%, il nuovo presidente del DOP umbro ha affermato che il raccolto del 2014 ha dimostrato come i prodotti della regione siano «quasi indispensabili».
Leonardo Laureti è il presidente del Consorzio dei oli extravergini di oliva DOP Umbria
, il cui obiettivo è sostenere la DOP, informare i consumatori e incoraggiare nuove iniziative volte a promuovere i marchi umbri sul mercato.
Stimiamo che la produzione del 2014 sia pari a circa il 5% di quella del 2013
Recentemente, Laureti ha rilasciato alcune dichiarazioni sul fallimento del settore olivicolo italiano e umbro nel prepararsi adeguatamente alle sfide – ambientali e non – che hanno portato a uno degli anni peggiori della storia recente per l’olio d’oliva italiano; una situazione talmente grave, infatti, che la Tunisia ha sostituito l’Italia come secondo produttore mondiale di olio d’oliva.
Abbiamo contattato Laureti questa settimana per vedere come stanno i suoi olivicoltori dopo l’“annus horribilis”.
D: Signor Laureti, a novembre ha criticato gli olivicoltori umbri perché, secondo lei, non erano stati in grado di prevenire i problemi di una stagione disastrosa. Qual è stato il bilancio finale per l’olio DOP umbro?
Non si è trattato di un rimprovero, ma di un invito a una maggiore consapevolezza del fatto che l’olivicoltura non può essere lasciata al caso e che, di fronte a un cattivo raccolto come quello del 2014 (il peggiore della nostra lunga storia), le semplici lamentele rappresentano la soluzione più inutile e sbagliata che si possa trovare.
Come ho già ribadito la scorsa primavera, a causa dell’umidità che ha impedito l’impollinazione delle olive e, dopo un anno con un ottimo raccolto come il 2013, era prevedibile una stagione con una bassa produzione di olio DOP Umbria, quindi siamo partiti con prospettive modeste per il 2014.
Vedi anche: Copertura completa della raccolta
delle olive 2014
Al momento, stimiamo che la produzione del 2014 sia pari a circa il 5% di quella del 2013. Da un punto di vista economico si tratta di una situazione drammatica per il settore oleario, ma d’altra parte possiamo affermare che le istituzioni di controllo hanno operato bene nel monitorare la filiera per tutelare i consumatori e gli stessi produttori dalla contraffazione.
Un altro aspetto interessante è la crescente consapevolezza di tutti noi sull’importanza dell’olio che utilizziamo in cucina. I consumatori sono disposti a pagare un po’ di più per acquistare l’olio DOP Umbria e probabilmente il suo prezzo continuerà a mantenersi a questo livello (elevato) per un po’.
Lei ha chiesto una visione più ampia e maggiore professionalità da parte degli olivicoltori: quali sono gli strumenti che la sua associazione ha implementato per migliorare la resa e la produzione per la prossima stagione?
Per il nostro Consorzio era necessario lanciare un messaggio forte per un miglioramento continuo del sistema produttivo. La cosiddetta “mosca dell’olivo” è nota da tempo; le condizioni meteorologiche del 2014, tuttavia, ne hanno reso il controllo molto complesso e difficile, poiché le temperature elevate in inverno e quelle più basse in estate, con la presenza di piogge continue, hanno favorito lo sviluppo di malattie delle piante.
Per questo motivo, il nostro Consorzio ha preparato una guida per la lotta alla mosca dell’olivo in collaborazione con il Servizio fitosanitario della Regione Umbria. Il manuale offre consigli per prevenire gli attacchi della mosca, definisce il monitoraggio tecnico di questo insetto ed elenca le tecniche di lotta sia nell’agricoltura biologica che in quella convenzionale, in conformità con le migliori pratiche agricole. Infine, consiglio di rivolgersi a un agronomo professionista.
Quest’anno la domanda di olio DOP ha superato l’offerta: questo è sicuramente un buon segno per i tanti piccoli produttori schiacciati dai grandi operatori internazionali, ma è anche un segnale che ci dimostra quanto il nostro prodotto sia apprezzato nel mondo, considerato quasi indispensabile, e questo ci rende orgogliosi del lavoro svolto negli ultimi anni.
È possibile fare previsioni sulla produzione di olio DOP Umbria nel 2015?
Secondo lo scenario migliore, prevediamo due anni di raccolti interessanti, poiché le scorte mondiali si stanno esaurendo e quindi sarà necessario ripartire da zero. Il 2014 è stato un anno di “scarico”, tipico del ciclo dell’olivicoltura. Tutti i raccolti in agricoltura dipendono dalla natura, essendo continuamente esposti a eventi meteorologici e malattie.
Fortunatamente l’Umbria ha un territorio che ci regala prodotti straordinari, in primo luogo l’olio, caratterizzati da elevati contenuti organolettici e salutari; i nostri produttori devono essere all’altezza di ciò che il nostro territorio offre loro, per poter vendere l’eccellenza ai nostri consumatori. Siamo piccoli, ma il nostro olio rappresenta l’eccellenza sul mercato globale.
Il 2015 è l’anno dell’Expo, incentrato sul tema “Nutrire il Pianeta”. Il Consorzio sarà presente all’Esposizione Universale?
Certo, ci saremo, perché è un’occasione unica e perché abbiamo un obbligo morale di fronte a uno slogan che recita “Nutrire il mondo, energia per la vita”. Non nascondiamo la nostra delusione per la mancanza di un “padiglione dell’olio”, come invece è stato organizzato per il vino.
Potremo raccontare la meravigliosa cultura mediterranea in cui l’olivo riveste un ruolo simbolico. Porteremo con noi il nostro patrimonio, i produttori, i frantoiani, il paesaggio oliveto; ovvero la nostra identità. Abbiamo preparato due progetti: uno per la comunicazione e uno sul legame tra design e cibo. Ci piace pensare che la bellezza, la bontà e la conoscenza siano un privilegio che dobbiamo sostenere.
Quali sono gli obiettivi della vostra partecipazione?
Promuovere e diffondere la cultura umbra e imparare dai nostri amici nel mondo, per scambiare idee e buone pratiche agricole: perché no? In realtà, l’Expo è anche un’occasione per confrontarci, per lasciarci incuriosire, per proporre modelli di sviluppo in armonia con la nostra terra. Siamo nani sulle spalle di un gigante e abbiamo il compito di mostrare la nostra “bellezza” così come era percepita dagli antichi greci: armonia tra bellezza e giustizia.