Una mostra d'arte riflette sull'impatto devastante della Xylella

La mostra «Xylella Studies», che documenta i danni causati dal batterio alla Puglia, sarà aperta al pubblico fino al 10 settembre presso il Museo Sigismondo Castromediano.

Il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, in Puglia, ospiterà fino al 10 settembre la mostra “Xylella Studies” del fotografo e artista canadese Edward Burtynsky, che ha immortalato il disastro causato dalla Xylella fastidiosa in 12 fotografie di grande formato e in un video.

L’evento è il risultato di una partnership con la Sylva Foundation, un’organizzazione no-profit fondata nel 2021, che mira alla rigenerazione ambientale dei terreni colpiti dalla Xylella fastidiosa attraverso il rimboschimento.

L’ambientazione della mostra di un artista contemporaneo come Burtynsky in questo museo archeologico rende ancora più drammatica la rappresentazione dell’epidemia di Xylella fastidiosa.- Luigi De Luca, direttore del Museo Sigismondo Castromediano

L’anno scorso, Burtynsky è stato invitato dalla fondazione a una residenza in Salento e incaricato di tradurre in foto e video gli effetti della diffusione del batterio sul paesaggio pugliese. È stato poi selezionato per ricevere il 25° premio Pino Pascali, assegnato ogni anno a un artista contemporaneo.

Concentrandosi sull’azione impetuosa e negligente dell’uomo sul pianeta, i fenomeni antropocentrici diventano per Burtynsky il fulcro per ridefinire la spiritualità della natura e il precario equilibrio tra gli esseri viventi,” ha affermato la commissione di esperti nella dichiarazione esplicativa del premio.

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L’artista ha dedica­to i suoi 40 anni di carriera a doc­u­mentare gli effetti dell’umanità sul pianeta, e le sue opere sono ora presenti nelle collezioni dei muse­i più rin­nom­ati al mondo.

Tra le più popolari vi è la serie multidisciplinare “Anthropocene Project”, che combina fotografia, film, realtà virtuale e aumentata e ricerca scientifica.

“L’ambientazione della mostra di un artista contemporaneo come Burtynsky in questo museo archeologico rende la rappresentazione dell’epidemia di Xylella fastidiosa ancora più drammatica, migliorando la comprensione dei danni causati da questa piaga», ha dichiarato a Olive Oil Times Luigi De Luca, direttore del Museo Sigismondo Castromediano.

Le opere di “Xylella Studies” sono poste in stretto di­alogo con la colle­zione arche­o­lo­gi­ca del museo, mescolandosi con i reperti situati lungo l’itinerario permanente, che è suddiviso in cinque sezioni definite come paesaggi culturali del mare, della terra, del sacro, dei vivi e dei morti.

Allo stesso tempo, lungo il perimetro esterno del museo, sarà esposta per tutta la durata della mostra una selezione di scatti realizzati dal fotografo e artista salentino Daniele Coricciati nei giorni in cui Burtynsky ha lavorato negli uliveti.

“Non si tratta solo di distruggere milioni di ulivi, e quindi un patrimonio sia naturalistico che produttivo, dato che la produzione di olio extravergine di oliva è così fondamentale in Puglia, ma si tratta anche di distruggere una parte significativa dell’identità culturale della nostra terra”, ha detto De Luca.

«Infatti, l’allestimento del museo, accanto a oggetti che ci raccontano quanto siano antiche e radicate la tradizione e la cultura dell’olio d’oliva nella nostra terra e nell’intero bacino del Mediterraneo, ci aiuta a riflettere ancora più profondamente sulla piaga che la nostra terra sta vivendo», ha aggiunto.

A distanza di 10 anni dalla scoperta dell’epidemia di Xylella, associata al deperimento degli olivi, oltre 8.000 ettari di territorio, pari al 40 per­cento della regione, è col­pito a diversi livelli dall’epi­de­mia e dai pro­to­col­li di con­ten­me­nto.

Tuttavia, negli ultimi due anni, la capacità infettiva del batterio ha subito un rallentamento, come hanno riferito gli esperti a Olive Oil Times a giugno.