In Molise, l'adozione di un ulivo sostiene la ricerca in campo sanitario
In memoria della moglie Gianna, Orazio Ferrelli ha piantato un nuovo uliveto e ha messo gli ulivi in adozione per sostenere la ricerca e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione.
Adagiato sulle dolci colline di Agnone, un pittoresco paesino nella regione del Molise, nel centro-sud dell’Italia, Uliveto Gianna (l’uliveto di Gianna) offre ai visitatori la possibilità di adottare un ulivo, sostenendo al contempo la ricerca in campo sanitario.
“Questo progetto è nato quando ho deciso di piantare un numero di ulivi pari agli anni trascorsi con mia moglie Gianna da quando ci siamo fidanzati”, ha raccontato Orazio Ferrelli a Olive Oil Times. “Era venuta a mancare da poco e volevo fare qualcosa di significativo per renderle omaggio”.
Con l’aiuto del fratello Antonio, Ferrelli ha piantato 26 giovani piantine di olivo in un appezzamento di terreno incolto di proprietà della loro famiglia e le ha messe in adozione.
Vedi anche: Il recupero degli ulivi in Aragona per arginare l’esodo rurale in Spagna“Volevo permettere alle persone, specialmente a quelle che non vivono in campagna, di adottare queste piante e goderne quando vogliono”, ha detto Ferrelli. “In cambio, chiederei qualcosa di molto prezioso: una donazione alla ricerca sanitaria”.
Un contributo di qualsiasi importo a sostegno di un’associazione o di un’organizzazione dedicata alla ricerca medica è il prezzo da pagare per adottare un giovane ulivo nel frutteto.
“Non ho bisogno della ricevuta della donazione, poiché sono un ‘uomo di montagna’ e mi fido della parola delle persone”, ha detto Ferrelli.
Ha precizato che chi desidera adottare un albero può contattare Uliveto Gianna su Instagram per comunicare la propria donazione e l’associazione che ha scelto di sosterre. Sono poi invitati a visitare il frutteto e a lasciare un messaggio, che verrà scritto su un cartello vicino al loro ulivo.
Lanciata come una piccola initiva per amici e colleghi, ha generato entusiasmo e interesse nella comunità locale e da parte dei media. Impressionato dal successo del suo progetto, Ferrelli sta ricevendo richieste di adozione da tutta Italia e da altri paesi, tra cui il Regno Unito e la Germania.
Questo lo ha spinto ad aggiungere altri ulivi: ne sono stati piantati 70 di recente e altri 100 saranno piantati nei prossimi mesi. A seconda del numero di nuove richieste di adozione, potrebbe essere aggiunto un ulteriore appezzamento al progetto. Gli alberi dovrebbero iniziare a produrre frutti tra quattro o cinque anni.

Settanta giovani ulivi sono stati piantati di recente a Uliveto Gianna. (Foto: Orazio Ferrelli)
«Ora posso dire che l’olio extravergine di oliva prodotto sarà utilizzato dalla nostra famiglia e come regalo», ha detto Ferrelli. “Al momento non posso permettermi di assumere personale per imbottigliare l’olio d’oliva. In ogni caso, questa iniziativa non avrà mai fini commerciali e dovrà rimanere senza scopo di lucro, con l’unico obiettivo di sostenere la ricerca sanitaria e promuovere la prevenzione”.
“In effetti, avrei potuto piantare altri tipi di alberi da frutto, ma ho optato per l’olivo per ciò che rappresenta per tutti i popoli”, ha aggiunto. “In tutte le culture, simbolizza valori importanti che voglio communicare con questo progetto, come la pace, l’amore eterno, l’amichezza e la rinascita.”
Lo scorso ottobre, in occasione del Mese della Prevenzione del Cancro al Seno, è stata collocata una panchina rosa in una zona panoramica dell’oliveto per ricordare l’importanza della prevenzione. Sarà il punto di arrivo di una passeggiata che Ferrelli intende organizzare il prossimo anno come ulteriore modo per sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere la ricerca.
“Posso portare avanti questo progetto grazie alle mie due figlie, che mi hanno sostenuto sin da quando l’ho ideato”, ha detto. “Tuttavia, devo dire che non avrei potuto fare nulla di tutto questo senza l’aiuto fondamentale di mio fratello, che si occupa del frutteto a livello pratico tutto l’anno. Questa terra apparteneva ai nostri genitori, che hanno fatto molti sacrifici per noi, e questo è anche un modo per ringraziarli”.
Il forte legame con la sua terra comprende la tutela dell’ambiente e della biodiversità, preservando al contempo le risorse naturali.

Ogni adozione di un ulivo a Uliveto Gianna è contrassegnata da un cartello con un messaggio dell’adottante. (Foto: Orazio Ferrelli)
L’oliveto Gianna è composto da alberi di varietà autoctone, tra cui la Bella di Montagna e lo Sperone di Gallo, e altre diffuse in tutta l’Italia centrale, come il Leccino, il Frantoio, il Pendolino, l’Olivastro e il Leccio del Corno.
Gli alberi sono gestiti in modo sostenibile, concimati con prodotti biologici e, nei mesi più caldi, irrigati attraverso un sistema di raccolta dell’acqua piovana.
“I cartelli che indicanno le adozioni accanto agli ulivi raccontano molte storie differenti, che includono momenti più o meno felici, tutti segnati dall’amore”, ha detto Ferrelli. “La cosa bella che stiamo facendo qui con tutte le persone che adottano gli ulivi è essere proattivi e impegnati, facendo qualcosa di buono per migliorare il mondo.”
“Nonostante i momenti difficili che abbiamo affrontato, non ci siamo arresi e abbiamo deciso di andare avanti insieme, guardando a un futuro dai colori dell’arcobaleno”, ha concluso.