Un composto derivato dalle sansa d'oliva dimostra proprietà antitumorali

I ricercatori hanno messo a punto nanoparticelle di acido maslinico, che ha dimostrato di contribuire alla lotta contro i tumori al seno, al colon, al pancreas e alla prostata attraverso diverse terapie.

I ricercatori dell’Università di Granada hanno messo a punto nanoparticelle di acido maslinico, un composto naturale derivato dagli scarti della produzione dell’olio d’oliva.

Queste nanoparticelle mostrano un notevole potenziale nella lotta contro vari tipi di cancro, tra cui quello al seno, al colon, al pancreas e alla prostata. L’approccio del team mira a migliorare l’efficacia e ad ampliare le applicazioni dell’acido maslinico in oncologia.

Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca di nuove strategie terapeutiche che producano meno effetti collaterali e siano più selettive nella lotta contro questi due tipi di tumore (al seno e al pancreas). - Juan Antonio Marchal Corrales, ricercatore, Università di Granada

L'acido maslinico è un composto naturale estratto dai sottoprodotti della produzione dell'olio d'oliva. Vanta una serie di significativi benefici per la salute, che lo rendono un prezioso candidato per la ricerca medica.

Tra le sue notevoli caratteristiche, l’acido maslinico dimostra potenti proprietà antiossidanti, proteggendo l'organismo dallo stress ossidativo e mitigando il rischio di malattie associate al danno ossidativo, quali patologie cardiovascolari, cancro e invecchiamento precoce.

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Inoltre, l'acido maslinico mostra effetti anti-infiammatori ed è un efficace agente antimicrobico contro vari batteri e funghi.

Questa attività antimicrobica aiuta a combattere le infezioni e a inibire la proliferazione di microrganismi nocivi all'interno dell'organismo. Tuttavia, la caratteristica più distintiva dell'acido maslinico risiede nel suo potenziale di lotta contro il cancro.

Test di laboratorio sulle cellule hanno rivelato il ruolo promettente dell'acido maslinico come inibitore della crescita delle cellule tumorali, promuovendo la morte cellulare programmata (apoptosi) in diversi tipi di cancro, tra cui il cancro al seno, al colon e alla prostata.

Acido maslinico

L'acido maslinico, derivato dalla sansa di oliva secca, un sottoprodotto della produzione di olio d'oliva, appartiene al gruppo dei triterpeni noti come oleanani. Questo composto bioattivo si dimostra promettente in vari aspetti della salute. Inibisce le serin-proteasi cruciali per la diffusione dell’HIV, mostra proprietà antitumorali contro le cellule del colon e potenzia il riassorbimento del glutammato, riducendo potenzialmente il danno alle cellule nervose. Grazie ai suoi effetti antiossidanti contro le specie reattive dannose e alla capacità di frenare l’infiammazione, l’acido maslinico può favorire la sintesi proteica, la crescita e la salute delle articolazioni. Funge anche da inibitore della glicogeno fosforilasi, aumentando le riserve di glicogeno nel fegato.

Inoltre, ostacola l'angiogenesi, il processo attraverso il quale i nuovi vasi sanguigni nutrono i tumori. Grazie alla sua versatilità e al suo potenziale terapeutico, l'acido maslinico ha suscitato notevole interesse nei settori medico e sanitario. Ciononostante, la sua applicazione pratica è stata limitata a causa della sua bassa solubilità in acqua, pari a soli 3,6 microgrammi per litro.

La svolta raggiunta dai ricercatori dell’Università di Granada consiste nella creazione di nanoparticelle che aumentano significativamente la solubilità dell’acido maslinico in soluzioni acquose, superando di un milione di volte la sua solubilità orig­ina­le.

Questo importante progresso consente l’utilizzo del composto in vari campi. Inoltre, queste nanoparticelle sono progettate per trasportare al loro interno altri farmaci insolubili in acqua, determinando un doppio effetto antitumorale: una combinazione delle proprietà intrinseche dell’acido maslinico e della potenza del farmaco incapsulato. Questa inno­va­zione è molto promettente per il miglioramento dell’effi­ca­cia dei tratu­menti contro il cancro.

Le nanoparticelle risultanti hanno dimensioni comprese tra 120 e 160 nanometri, presentano una dispersione uniforme e una notevole stabilità e mantengono le loro proprietà fino a sei mesi se conservate.

Test cellulari hanno dimostrato l’attività citotossica di queste nanoparticelle contro linee cellulari di tumori al seno e al pancreas, con una tossicità inferiore osservata nelle cellule sane (fibroblasti).

Inoltre, è stata osservata la rapida internalizzazione di queste nanoparticelle da parte delle cellule tumorali, a dimostrazione della loro capacità di trasportare farmaci chemioterapici ampiamente utilizzati per il cancro al pancreas e al seno – rispettivamente paclitaxel e docetaxel.

Esperimenti sui topi hanno verificato la natura non tossica delle nanoparticelle e la loro idoneità alla somministrazione endovenosa e orale.

In particolare, la somministrazione orale è preferita dai pazienti grazie alla sua elevata accettabilità. Queste nanoparticelle sono formulate con un guscio polimerico che permette l’attacco di molecole di targeting, facilitando un trattamento antitumorale più selettivo, mirando specificamente alle cellule tumorali e risparmiando quelle sane.

Abbiamo osservato che queste nanoparticelle, sia somministrate per via endovenosa che per via orale, sono tutte in grado di raggiungere i diversi organi del corpo”, ha affermato Juan Antonio Marchal Corrales, ricercatore presso l’Università di Granada e coautore dello studio. E, con un adeguato targeting, potremmo indirizzarle direttamente alle cellule tumorali, ma non a quelle sane.”

«Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca di nuove strategie terapeutiche che producano meno effetti collaterali e che siano più selettive nella lotta contro questi due tipi di cancro, principalmente il-negativo e il cancro al pancreas, che sono tumori con un alto tasso di mortalità”, ha aggiunto.

Questo sistema estende le potenziali applicazioni dell’acido maslinico in vari ambiti. Queste nanoparticelle possono essere combinate con diversi farmaci e adattate per soddisfare specifiche esigenze terapeutiche nel trattamento del cancro. Questa vers­ati­lità posi­ziona il nanosis­te­ma come un potente strumento nella bat­ta­lia in corso contro il cancro.