La dieta mediterranea vegana mostra benefici per le donne affette da fibromialgia
Le donne affette da fibromialgia che seguivano una dieta mediterranea vegana hanno registrato una riduzione maggiore dei livelli di colesterolo LDL e dei trigliceridi, nonché una diminuzione del dolore riferito, rispetto a quelle che seguivano una dieta mediterranea tradizionale.
Un recente studio nutrizionale ha rilevato che le donne affette da fibromialgia che hanno seguito una versione vegana della dieta mediterranea hanno registrato riduzioni significativamente maggiori del colesterolo LDL e dei trigliceridi rispetto a quelle che hanno seguito una dieta mediterranea convenzionale. Le partecipanti del gruppo vegano hanno inoltre segnalato riduzioni significativamente maggiori del dolore.
Lo studio FIBROVEG, uno studio randomizzato, controllato, a bracci paralleli condotto a Madrid, ha seguito 22 donne affette da fibromialgia per sei settimane. Le partecipanti sono state assegnate in modo casuale a una dieta mediterranea vegana o a una dieta mediterranea tradizionale; 11 donne hanno completato ciascun intervento.
Lo studio randomizzato, controllato a bracci paralleli ha seguito 22 donne affette da fibromialgia a Madrid per sei settimane. Le partecipanti sono state assegnate in modo casuale a una dieta mediterranea vegana o a una dieta mediterranea tradizionale; 11 donne hanno completato ciascun intervento.
Entrambe le diete fornivano quantità simili di energia e presentavano distribuzioni dei macronutrienti comparabili, consentendo ai ricercatori di concentrarsi principalmente sulle differenze associate alle fonti degli alimenti consumati. Le valutazioni effettuate prima e dopo l’intervento hanno esaminato i marcatori cardiometabolici, la composizione corporea e i sintomi correlati alla fibromialgia.
La fibromialgia è associata a una maggiore prevalenza di sovrappeso e obesità. Sebbene la natura precisa di questa relazione rimanga poco chiara, l’eccesso di peso può esacerbare i sintomi della fibromialgia, mentre i sintomi della malattia possono a loro volta contribuire all’aumento di peso.
La fibromialgia è caratterizzata da dolore cronico, maggiore sensibilità al dolore, disturbi del sonno, affaticamento e riduzione della mobilità e della forza fisica. L’eccesso di peso corporeo è stato associato al peggioramento di molti di questi sintomi e a una ridotta qualità della vita.
Allo stesso tempo, il dolore, l’affaticamento e la ridotta mobilità possono scoraggiare l’attività fisica, creando potenzialmente un circolo vizioso in cui i sintomi e l’eccesso di peso corporeo si alimentano a vicenda.
Il sovrappeso e l’obesità sono inoltre associati a alterazioni cardiometaboliche avverse, tra cui livelli elevati di trigliceridi, colesterolo LDL e colesterolo totale. Questi fattori possono contribuire all’infiammazione sistemica e alla disfunzione vascolare e possono aggravare ulteriormente i sintomi della fibromialgia.
Date le prove precedenti che collegano sia la dieta mediterranea che quella a base vegetale a miglioramenti nei principali fattori di rischio cardiovascolare, i ricercatori hanno cercato di determinare se la combinazione dei due approcci potesse fornire ulteriori benefici.
La dieta mediterranea vegana manteneva l’olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi aggiunti, insieme a frutta secca e semi e a un elevato consumo di legumi, frutta, verdura e cereali integrali, escludendo al contempo carne, pesce, latticini, uova e altri alimenti di origine animale.
Rispetto alla dieta mediterranea tradizionale, la versione vegana ha determinato una riduzione del colesterolo LDL superiore di 21,2 milligrammi per decilitro. Anche i trigliceridi sono diminuiti in modo significativamente maggiore nel gruppo vegano, con una differenza stimata tra i gruppi pari a 27,4 milligrammi per decilitro.
Le donne che seguivano la dieta mediterranea vegana hanno inoltre riportato un miglioramento significativamente maggiore nella componente relativa al dolore del Fibromyalgia Impact Questionnaire. Il dolore cronico è uno dei sintomi più debilitanti di questa patologia e può influire in modo sostanziale sulle attività quotidiane, sull’attività fisica e sul sonno.
Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato che il colesterolo LDL era l’esito primario dello studio, mentre i trigliceridi, la composizione corporea e i sintomi correlati alla fibromialgia erano esiti esplorativi secondari. Hanno inoltre precisato che lo studio ha coinvolto un numero ridotto di partecipanti ed è durato solo sei settimane.
Saranno necessari studi randomizzati più ampi e di maggiore durata per determinare se i miglioramenti osservati persistano e siano clinicamente significativi nel tempo.
I ricercatori hanno inoltre esaminato la capacità delle partecipanti di seguire le diete. Sebbene l’aderenza fosse generalmente elevata durante l’intervento, le partecipanti che seguivano la dieta mediterranea vegana hanno segnalato difficoltà legate al mantenimento di tale modello alimentare, tra cui l’autodisciplina, la preparazione dei pasti e i costi percepiti.
I risultati suggeriscono tuttavia che aumentare la componente vegetale della dieta mediterranea possa offrire ulteriori benefici cardiometabolici a breve termine per le donne affette da fibromialgia, pur mantenendo l’olio d’oliva come fonte principale di grassi alimentari.