L'Andalusia valuta un maggiore sostegno agli oliveti tradizionali

Il governo andaluso sta valutando nuove misure di sostegno e fiscali a favore dei coltivatori di olive tradizionali, con particolare attenzione alle aziende agricole in difficoltà economica e a quelle che apportano benefici ambientali.

Il governo regionale dell’Andalusia ha annunciato, nell’ambito di un aggiornamento della sua ambiziosa prima strategia per il settore olivicolo, che sono in corso nuovi studi volti a fornire assistenza e aiuti finanziari agli oliveti tradizionali e di montagna che non possono essere meccanizzati.

Gli studi esamineranno inoltre il programma regionale dedicato agli oliveti tradizionali che devono affrontare particolari difficoltà e che possiedono un elevato valore ambientale.

Sebbene la maggior parte dell’aggiornamento si concentri sui risultati raggiunti finora, l’inclusione delle nuove iniziative attirerà probabilmente l’attenzione degli olivicoltori tradizionali della regione, che devono affrontare minacce crescenti ai propri mezzi di sussistenza.

Anche la prospettiva di ulteriori aiuti finanziari e investimenti volti a sostenere una coltivazione dell’olivo rispettosa dell’ambiente sarà probabilmente accolta con favore da molti olivicoltori del settore tradizionale andaluso.

L’annuncio di nuovi studi sugli oneri sociali e fiscali sembra rispondere alle preoccupazioni e alle critiche sollevate da gruppi agricoli e altri esperti, nonché alle richieste di revisione della legislazione e delle politiche in materia.

Sono state mosse critiche specifiche alla metodologia utilizzata per il calcolo degli aiuti finanziari e delle riduzioni fiscali. Associazioni come il COAG hanno chiesto una riforma metodologica che includa 10 anni di dati storici e variabili economiche attuali, compreso il rapporto tra costi di produzione e prezzi di mercato.

Sebbene molte di queste critiche e richieste di cambiamento fossero già state avanzate prima della pubblicazione dell’ultimo rapporto sui costi, i risultati di quest’ultimo hanno conferito maggiore peso e urgenza alla questione, fornendo agli agricoltori e alle associazioni agricole dati a sostegno delle loro argomentazioni.

Tali richieste si sono intensificate negli ultimi giorni, con le Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía, la più grande associazione agricola dell’Andalusia, che ha pubblicamente esortato il governo spagnolo e l’Unione Europea ad adottare misure significative e urgenti a sostegno del settore olivicolo di fronte a minacce nuove e in peggioramento.

Il programma per gli oliveti tradizionali che affrontano sfide particolari e possiedono un elevato valore ambientale, identificato anche nel rapporto come un’iniziativa oggetto di rinnovata attenzione, è destinato ad affrontare circostanze specifiche della Spagna, ma con parallelismi in molti altri paesi mediterranei olivicoli.

Sviluppato inizialmente durante i preparativi per il Piano strategico della Politica agricola comune e basandosi in larga misura sugli studi sui costi della coltivazione dell’olivo pubblicati dall’Associazione spagnola dei Comuni olivicoli (AEMO), il programma riconosce l’importanza sproporzionata della coltivazione tradizionale dell’olivo rispetto alla sua redditività.

Per quanto riguarda i benefici ambientali, il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione individua una serie di fattori che rendono la coltivazione dell’olivo in Spagna, in particolare quella tradizionale non irrigata, una componente importante della conservazione ambientale.

Si descrive come gli uliveti creino un microclima simile a quello dei boschi mediterranei autoctoni e forniscano un habitat prezioso per molte specie autoctone.

Il ministero cita 180 specie di uccelli, 60 specie di formiche, 200 specie di api selvatiche e oltre 750 specie vegetali presenti negli oliveti spagnoli. Nel loro insieme, rappresentano circa il 20 per cento delle specie appartenenti a questi gruppi di cui si conosce la presenza nella Penisola Iberica.

Anche il controllo dell’erosione e la protezione contro la desertificazione sono citati come importanti benefici della coltivazione tradizionale dell’olivo. Gli oliveti alimentati dalla pioggia producono rese molto inferiori ma consumano molta meno acqua, una risorsa sempre più scarsa in Spagna e in tutto il Mediterraneo.

Gli oliveti forniscono inoltre un’importante protezione contro l’erosione del suolo. I pendii ripidi e i versanti montuosi dove si trovano comunemente gli oliveti non meccanizzabili sono particolarmente vulnerabili a causa del terreno, mentre le condizioni del suolo generalmente più povere possono aumentare ulteriormente l’erosione in assenza di un’adeguata copertura vegetale.

Il ministero cita inoltre considerazioni macroeconomiche e sociali come motivi per proteggere la coltivazione tradizionale dell’olivo. La coltivazione dell’olivo è la principale attività agricola della Spagna per numero di aziende agricole, comprendendo quasi un quarto di milione di singole aziende, con una concentrazione particolarmente elevata in Andalusia.

Insieme alle industrie collegate, il settore sostiene l’economia di numerose comunità rurali. La sua dipendenza dal lavoro manuale, pur contribuendo in modo significativo ai costi più elevati della coltivazione tradizionale, rappresenta anche un’importante fonte di occupazione.

Poiché molte comunità dipendono fortemente dalla coltivazione tradizionale dell’olivo, il declino di questi oliveti è considerato una minaccia non solo per l’occupazione e l’attività economica, ma anche per il tessuto sociale delle aree rurali.