L'Autorità per la sicurezza alimentare chiede il contributo dei cittadini mentre l'UE rivaluta le opzioni di controllo della Xylella fastidiosa
Da un'analisi approfondita degli studi condotti in tutta l'UE emerge che non esiste una cura pronta per l'uso sul campo contro la Xylella fastidiosa, mentre le autorità di regolamentazione valutano gli aggiornamenti relativi alla sorveglianza e al contenimento.
Le istituzioni dell’Unione Europea stanno cercando nuovi approcci per affrontare l’epidemia di Xylella fastidiosa, poiché un’ampia analisi della ricerca scientifica non ha individuato alcuna soluzione o prodotto efficace in grado di impedire la diffusione del batterio.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha avviato una consultazione pubblica su due bozze di pareri scientifici che affrontano la questione.
Entrambi i pareri si basano su un'ampia revisione degli studi e delle osservazioni sul campo riportate negli ultimi anni in tutti i 27 Stati membri. Una volta adottate, le conclusioni dovrebbero plasmare l’approccio dell’Unione Europea alla Xylella, influenzando la sorveglianza, i protocolli di contenimento, il controllo dei vettori e altre misure di gestione nelle regioni colpite.
La consulazione fa parte di un più ampio aggiornamento delle procedure comuni richiesto dagli Stati membri a seguito dei recenti sviluppi nell’epidemiologia della Xylella fastidiosa. Da quando il patogeno è stato individuato per la prima volta in Europa nel 2013, è stato segnalato in diverse aree del Mediterraneo e su un numero crescente di piante ospiti. Gli Stati membri hanno chiesto all’EFSA di rivalutare i rischi posti dal batterio e di valutare l’efficacia delle misure di controllo attualmente in uso o proposte.
L’EFSA ha dichiarato di voler raccogliere i commenti di parti interessate, ricercatori e istituzioni sulle prove, l’interpretazione e le conclusioni contenute nelle bozze delle relazioni prima che queste vengano finalizzate. Dopo la scadenza del 24 aprile 2026, il gruppo di esperti scientifici per la salute delle piante dell’EFSA esaminerà i riscontri prima di adottare formalmente i pareri nel corso del 2026.
I cambiamenti di politica che potrebbero seguire includono aggiornamenti alle misure di eradicazione o contenimento, revisioni delle linee guida sulla gestione dei vettori e la valutazione di ulteriori opzioni di riduzione del rischio supportate dalla letteratura scientifica.
I due pareri esamino le misure che si concentrono su due punti chiave del ciclo della maledia: i metodi intesi a ridurre o sopprimere il batterio all’interno delle piante infette e i metodi intesi a controllare gli insetti vettori responsabili della transmissione. Insieme, i documenti offrono una valutazione aggiornata delle prove relative al controllo dell’agente patogeno.
Entrambe le bozze aggiornano le valutazioni dell’EFSA pubblicate nel 2019, quando le prove a sosistenere diversi approcci erano limitate e molti metodi sperimentali erano ancora in fase di studio. Le nuove revisioni incorporano gli studi pubblicati da allora, insieme ai dati provenienti da programmi di ricerca in corso e da sperimentazioni cliniche.
Le opinioni giungono inoltre in un momento in cui l’attuale quadro normativo dell’UE continua a fare ampio ricorso alla prevenzione e al contenimento, compresa la rimozione delle piante infette e l’istituzione di zone cuscinetto attorno ai focolai. Sebbene queste misure possano limitare la diffusione, possono essere economicamente e socialmente destabilizzanti, in particolare laddove l’agente patogeno è già ampiamente diffuso.
Ciò ha alimentato l’interesse tra i responsabili politici, gli agricoltori e i ricercatori verso opzioni aggiuntive che potrebbero integrare le strategie esistenti, incluse cure che riducano le popolazioni batteriche nelle piante infette, nuovi approcci alla gestione dei vettori e pratiche agronomiche che aiutino a limitare la trasmissione.
Il primo parere si concentra sulle misure di controllo “in planta” — metodi progettati per frenare l’attività della Xylella all’interno delle piante infette — e valuta se gli interventi chimici, biologici o agronomici possano ridurre le popolazioni batteriche o alleviare i sintomi negli ospiti infetti.
Il gruppo di esperti dell’EFSA ha effettuato una revisione sistematica della letteratura relativa a studi sperimentali che testavano trattamenti applicati direttamente alle piante infette. La revisione riguarda composti chimici, agenti di controllo biologici, estratti vegetali, formulazioni di micronutrienti e altre sostanze esaminate per la loro capacità di sopprimere il batterio. Include inoltre ricerche di laboratorio volte a identificare composti antibatterici che potrebbero essere eventualmente utilizzati nelle strategie di protezione delle piante.
Il parere esamina inoltre i trattamenti fisici e le pratiche agronomiche segnalati per ridurre la gravità della malattia o interrompere la diffusione dell’agente patogeno. Gli esempi includono trattamenti termici, potatura, gestione delle infestanti e gestione delle colture di copertura. L’EFSA considera queste misure come opzioni di riduzione del rischio poiché possono influire sul ciclo della malattia anche se non eliminano l’agente patogeno.
Nonostante la varietà di approcci descritti in letteratura, il gruppo di esperti conclude che nessuno dei metodi testati è in grado di eliminare il batterio dalle piante infette in condizioni di campo aperto. Alcuni trattamenti sono stati associati a una riduzione dei simtomi o a una diminuzione delle popolazioni batteriche, ma gli effetti erano in genere limitati e spesso insufficienti a impedire la progressione della malattia o la trasmissione da parte degli insetti vettori.
Il secondo parere valuta il controllo diretto degli insetti vettori che diffondono la Xylella fastidiosa. In Europa, la cicalina dei prati (Philaenus spumarius) è considerata il vettore principale, sebbene anche altri insetti xilofagi possano contribuire alla trasmissione.
Sulla base di un'altra revisione sistematica, il gruppo di esperti ha valutato gli studi che testano le strategie di controllo dei vettori in condizioni di laboratorio e sul campo. Le prove riguardano insetticidi sintetici, controlli biologici e pratiche agronomiche volte a ridurre le popolazioni di insetti.
Le misure esaminate includono sostanze attive sintetiche, composti insetticidi non sintetici, funghi e microrganismi tossici per i vettori, predatori naturali e pratiche quali lo sfalcio o la lavorazione del suolo in grado di alterare gli habitat dei vettori.
L’EFSA ha riscontrato che gli insetticidi sintetici attualmente approvati nell’Unione europea tendono a produrre le riduzioni più significative nella sopravvivenza dei vettori. Allo stesso tempo, l’analisi rileva una sostanziale incertezza, che riflette la limitatezza dei dati per molti interventi e l’ampia variazione nei disegni e nelle condizioni degli studi.
Il parere evidenzia inoltre importanti lacune conoscitive, tra cui la limitata evidenza che colleghi direttamente la riduzione delle popolazioni di vettori alla riduzione della trasmissione di agenti patogeni. In altre parole, sebbene alcune misure riducano il numero di insetti, non è ancora chiaro in che misura ciò si traduca in una diminuzione dei tassi di infezione nelle colture.
La consultazione pubblica durerà fino al 24 aprile 2026. L'EFSA ha dichiarato che esaminerà i contributi e finalizzerà i pareri per l'adozione nel corso del 2026, dopodiché questi saranno condivisi con la Commissione europea e gli Stati membri per informare le decisioni in materia di regolamentazione e gestione dei rischi.