I produttori italiani celebrano la qualità agli Ercole Olivario Awards

I produttori italiani provenienti da tutto il Paese hanno dato prova della loro tenacia di fronte a una stagione di raccolta difficile in occasione della ventisettesima edizione della cerimonia di premiazione.

La qualità dei prodotti valutati durante la ventisettesima edizione dell’Ercole Olivario ha rappresentato l’ennesima conferma dell’impegno e della tenacia degli olivicoltori italiani nella produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità.

Al termine di una stagione difficile, 185 partecipanti provenienti da 17 regioni si sono sfidati nel prestigioso concorso dedicato ai migliori oli extravergini d’oliva italiani, dimostrando come i loro sforzi si siano trasformati in eccellenza.

L'alto livello qualitativo, non intaccato dal calo dei volumi, conferma le eccellenti caratteristiche del prodotto regionale. - Pietro Abate, segretario generale di Unioncamere Lazio

“Nonostante il forte calo di produzione registrato quest’anno, l’Italia ha scelto di puntare sulla valorizzazione della qualità”, hanno dichiarato gli organizzatori durante la cerimonia di premiazione del concorso, che porta il nome di un tempio romano dedicato a Ercole Olivario.

“Dalla prima edizione nel 1993, hanno partecipato oltre 8.800 etichette”, ha dichiarato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia.

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La Camera di Commercio di Perugia ha collaborato con l’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, il Sistema delle Camere Italiane e le organizzazioni di olivicoltori per organizzare il concorso.

Una giuria nazionale composta da degustatori professionisti ha valutato i prodotti in base a diverse categorie, oli extravergini di oliva e IGP e DOP, ciascuna delle quali suddivisa in fruttato leggero, medio e intenso.

Sono stati assegnati premi speciali al miglior olio monovarietale e al miglior olio biologico, mentre il premio Amphora Olearia è andato al miglior packaging. Il premio Lekythos, destinato a chi si impegna a diffondere la conoscenza dell’olio d’oliva di qualità, è stato assegnato al colonnello dei Carabinieri Luigi Cortellessa, del comando per la tutela del settore agroalimentare.

In totale, 16 vincitori hanno festeggiato le loro vittorie il 30 marzo presso il centro congressi della Camera di Commercio di Perugia. I produttori umbri hanno ottenuto quattro premi, mentre quelli del Trentino, della Puglia e della Sicilia ne hanno portati a casa due ciascuno. I produttori dell’Abruzzo, della Calabria, della Sardegna, della Toscana, della Liguria e della Lombardia hanno ottenuto un premio ciascuno.

“Questo è un grande riconoscimento per il nostro impegno nel corso degli anni e ci incoraggia a fare ancora meglio”, ha dichiarato Lucia Talotta, dell’Oleificio Torchia di Tiriolo. La produttrice della provincia di Catanzaro, in Calabria, ha vinto il primo premio nella categoria dell’olio extravergine di oliva mediamente fruttato, con una miscela di Carolea, Coratina e Nocellara.

“Quindici anni fa abbiamo aggiunto nuove piante all’oliveto principale situato sulle colline a un’altitudine compresa tra i 600 e i 700 metri”, ha aggiunto. “L’idea era quella di realizzare un ottimo blend. La raccolta su questi pendii ripidi non è sempre facile, ma il nostro duro lavoro ha dato i suoi frutti e, in stagioni difficili come quella attuale, siamo più motivati che mai a raggiungere il massimo livello di qualità”.

L’elenco completo dei vincitori dell’Ercole Olivario è disponibile qui.

Una caratteristica distintiva del concorso nazionale risiede nelle selezioni regionali preliminari.

Tra queste c’è “Orii del Lazio – Capolavori del Gusto”, che è nato come selezione territoriale e ha acquisito importanza nel corso degli anni.

A questa selezione preliminare hanno partecipato in totale 45 etichette prodotte da 38 aziende diverse. Di questi partecipanti, 10 sono stati scelti per i premi Ercole Olivario.

“L’elevato livello qualitativo, non influenzato dal calo dei volumi, conferma le eccellenti caratteristiche del prodotto regionale”, ha affermato Pietro Abate, segretario generale di Unioncamere Lazio, che promuove il concorso.

«[Oltre 200.000 acri di] oliveti e quattro DOP danno un’idea dell’importanza degli oli extravergini di oliva nel contesto dei nostri prodotti agroalimentari», ha dichiarato Lorenzo Tagliavanti, presidente di Unioncamere Lazio.

Le quattro DOP regionali presenti in questo concorso – Sabina, Canino, Tuscia e Colline Pontine – hanno rappresentato ciascuna una categoria.

I campioni sono stati valutati da una giuria di esperti degustatori presso il laboratorio chimico della Camera di Commercio di Roma.

Tra i vari riconoscimenti, premi speciali sono stati assegnati al miglior olio monovarietale e al miglior olio biologico, il premio Tonino Zelinotti è andato al miglior packaging, mentre un riconoscimento è stato assegnato all’olio con il più alto contenuto di polifenoli e tocoferoli.

Cosmo Di Russo si è aggiudicato il premio per il miglior olio DOP Colline Pontine dal gusto fruttato intenso, il miglior monovarietale e un premio della critica assegnato dai giornalisti.

“Questi riconoscimenti sono importanti perché costituiscono un’ulteriore occasione per rappresentare il nostro territorio”, ha dichiarato il produttore di Gaeta. “Ci rendono orgogliosi nei confronti dei nostri consumatori, specialmente quelli all’estero, che apprezzano la nostra qualità legata alla nostra terra”.

Un’Itrana sapientemente lavorata dà vita a Don Pasquale, che porta il nome del padre di Cosmo.

“Questo è un omaggio a lui, che si è impegnato con energia e passione nella ricerca dell’alta qualità, che è il nostro obiettivo principale”, ha detto Di Russo.

I vincitori del concorso (che si possono trovare qui cliccando in basso a destra su “I vincitori 2019 – Categorie”) sono stati annunciati il 23 marzo alla Camera di Commercio di Roma, presso il Tempio di Adriano.