Salvaguardare gli alberi millenari d'Italia

Testimoni silenziosi della storia, gli ulivi millenari d'Italia hanno dimostrato nel tempo la loro resistenza. Le organizzazioni locali si stanno impegnando per proteggerli dai cambiamenti climatici.

In alcune regioni d'Italia non è raro imbattersi in maestosi ulivi che risalgono a più di mille anni fa.

I loro enormi diametri, i tronchi contorti e le forme modellate nel corso dei secoli incantano i turisti, assumendo al contempo un significato simbolico per le comunità locali come parte della memoria collettiva e delle tradizioni.

Testimoni silenziosi della storia, questi giganti rappresentano un esempio straordinario della resilienza della natura, capace di sopravvivere al gelo, alla siccità, agli incendi e ai fulmini, noti per spaccare i tronchi degli alberi in due.

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Eppure, in alcune condizioni, possono dare frutti per centinaia di anni, producendo un olio prezioso.

Nel corso degli anni, ad alcuni di questi alberi è stato dato un nome, come la Regina del Salento in Puglia. Da oltre 1.400 anni, la sua chioma ombreggia i dintorni e, secondo la gente del posto, chiunque venga a toccarne la corteccia si sente avvolto da una potente energia.

Poi c'è l'Olivo della Strega in Toscana, un albero di 1.700 anni che si erge in un uliveto a Grosseto. L'antico albero deve il suo nome a una leggenda secondo cui le streghe si riunivano attorno ad esso per compiere i loro riti magici.

Con un'età stimata di 4.000 anni, il Patriarca della Natura a Luras, in Sardegna, è considerato uno degli ulivi più antichi d'Italia, in lizza per il primato con l'Olivone (che letteralmente significa "il grande ulivo") a Palombara Sabina, a pochi chilometri da Roma.

Patriarca della Natura (Foto: Agenzia Agris Sardegna)

Dopo che un incidente ha sradicato parte del tronco nel 2009, gli abitanti della zona hanno compiuto grandi sforzi per preservare e restaurare l’albero millenario.

Scattare una foto sotto la sua maestosa chioma è una tradizione locale per le giovani coppie nel giorno delle nozze e ha lo scopo di portare pace e prosperità al loro futuro.

Patrimonio da proteggere e valorizzare, questi alberi sono ora minacciati dai cambiamenti climatici e dalla gestione del territorio.

Ad esempio, un enorme incendio nel luglio 2021 ha danneggiato l’imponente ulivo di Sa Tanca Manna a Cuglieri, in Sardegna. Tuttavia, dopo l’eccezionale lavoro di restauro svolto da un team di botanici e volontari, dal tronco dell’albero sono spuntati nuovi germogli.

Sa Tanca Manna (Foto: Montiferru)

“Molti dicevano che stavamo sprecando il nostro tempo cercando di farlo rinascere”, ha detto Gianluigi Bacchetta, direttore dell’orto botanico dell’Università di Cagliari. “Invece, abbiamo basato la nostra strategia su una serie di azioni che si sono rivelate vincenti, combinando la pacciamatura, l’irrigazione d’emergenza, gli aminoacidi per stimolare il ripristino della funzionalità delle radici e la protezione del tronco con teli di iuta e una copertura superiore per simulare la chioma che non c’era più”.

In tutto il Paese, associazioni locali di volontariato si assumono la responsabilità di proteggere e ripristinare questi alberi, diffondendo al contempo la cultura del turismo lento e della conservazione del paesaggio.

Enzo Suma è tra i fondatori di Millenari di Puglia, un’associazione con sede a Ostuni, in provincia di Brindisi, che opera nel campo dell’educazione ambientale da oltre 10 anni.

“La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di ulivi monumentali: 350.000, secondo l’elenco regionale disponibile sul sito web della Regione Puglia”, ha affermato. “Lavoriamo per la tutela di questo paesaggio unico organizzando escursioni e visite guidate durante tutto l’anno e attività di divulgazione dedicate in particolare alle scuole”.

«Migliaia di persone hanno ormai partecipato ai nostri eventi: gran parte sono studenti, ma anche famiglie, turisti e cittadini», ha aggiunto Suma.

Con l’intento di valorizzare l’olio d’oliva prodotto nella regione da alberi monumentali, l’associazione collabora anche con altri paesi del Mediterraneo, come la Spagna.

Millenari di Puglia ha recentemente collaborato con un’organizzazione simile a Sénia, in Catalogna, per organizzare il Premio Giganti di Puglia, un concorso volto a richiamare l’attenzione sugli alberi millenari della regione.