L'Europa approva l'IGP "Olio di Roma" per la regione della capitale italiana

La nuova indicazione geografica comprenderà parti di tutte e cinque le province della regione del Lazio, nel centro Italia, con una produzione annua di circa 10.550 tonnellate.

La registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) «Olio di Roma» è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il che significa che la Commissione ha dato il via libera ai produttori della regione del Lazio, nell’Italia centrale, per l’utilizzo di questo marchio di qualità.

“Questo riconoscimento ci ha permesso di associare un nome evocativo come quello di Roma, che rappresenta un patrimonio autentico in termini di notorietà, a un prodotto di alta qualità che ha tutte le carte in regola per diventare l’ambasciatore del nostro territorio nel mondo”, ha dichiarato a Olive Oil Times David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Coldiretti Lazio.

“Tutti i territori della regione sono ora coperti da una denominazione di origine, poiché l’IGP comprende quattro DOP preesistenti, eppure il riferimento a Roma, con la sua eccezionale reputazione internazionale, sarà una forza trainante in termini di opportunità e valore sul mercato estero”, ha aggiunto.

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Secondo i dati di Coldiretti, il valore economico dell’Olio di Roma IGP ammonta a circa 52 milioni di euro, con una produzione stimata di 75.000 tonnellate di olive e 10.550 tonnellate di olio all’anno.

L’area di produzione della IGP comprende parti di tutte e cinque le province del Lazio, per un totale di 316 comuni: 107 nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, 27 nella provincia di Latina, 35 nella provincia di Rieti, 60 nella provincia di Viterbo e 87 nella provincia di Frosinone.

Gli oli extravergini di oliva certificati con l'IGP devono contenere l'80% di varietà autoctone quali Itrana, Carboncella, Moraiolo, Caninese, Salviana, Rosciola, Marina, Sirole, Maurino, Pendolino, Frantoio e Leccino, e un massimo del 20% di altre varietà.

L’Olio di Roma è caratterizzato da note di pomodoro, carciofo, mandorla ed erba, con amaro e piccantezza di intensità variabile.

Un paragrafo del disciplinare di produzione è dedicato al legame con l’area geografica, dove l’olivo era utilizzato a fini alimentari già dal VII secolo a.C.

“I Romani perfezionarono le tecniche di produzione e di spremitura dell’olio e diffusero la loro esperienza olivicola nei territori che conquistarono”, si legge nel documento. “Una visita al quartiere di Testaccio dovrebbe bastare a comprendere l’importanza del commercio dell’olio a Roma”.

“Sito dell’antico porto fluviale dell’Emporium, le anfore qui scaricate venivano frantumate e scartate in quantità tali, una volta svuotate, da formare un cumulo artificiale noto come Monte dei Cocci”, aggiunge il documento.

La celebre storia di Roma è ulteriormente evocata dal logo IGP, che raffigura un ramo d’ulivo posto sopra l’iconico Colosseo.