Offerenti italiani e spagnoli in lizza per il controllo del colosso dell'olio d'oliva Deoleo

Il gruppo italiano Pietro Coricelli è emerso come il principale offerente per Deoleo, mentre i rivali spagnoli Dcoop e Acesur si contendono il mantenimento del controllo nazionale sull’azienda globale produttrice di olio d’oliva.

Deoleo, l’azienda spagnola considerata il più grande imbottigliatore e distributore al mondo di olio d’oliva di marca, sta per affrontare un potenziale cambio di controllo, poiché i suoi principali azionisti stanno valutando offerte di acquisizione concorrenti.

Un acquirente otterrebbe il controllo di alcuni dei marchi di olio d'oliva più noti al mondo, tra cui Bertolli, Carapelli, Carbonell e Hojiblanca.

Le origini di Deoleo risalgono al 1955, quando fu fondata nella città di Bilbao, nel nord della Spagna, con il nome di Arana Maderas. Oggi l’azienda ha sede nella regione di Madrid.

Secondo i dati aziendali, Deoleo imbottiglia circa 158 milioni di litri di olio d’oliva all’anno e i suoi marchi sono venduti in decine di paesi. Bertolli è il suo marchio più prezioso e più venduto a livello globale, rappresentando una quota significativa del fatturato dell’azienda.

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Nel 2025, Deoleo deteneva una quota stimata dell’8,3% del mercato globale dell’olio d’oliva confezionato, nettamente davanti a concorrenti quali Bunge e Bright Food.

I due principali azionisti della società, le società di investimento Alchemy Partners e CVC Capital Partners, controllano insieme circa il 70% del gruppo. Gli investitori stanno valutando un’uscita dopo anni di ristrutturazione, riduzione del debito e consolidamento delle attività di Deoleo.

Inizialmente, diverse importanti aziende del settore alimentare e dell’olio d’oliva avevano mostrato interesse per l’azienda, tra cui le italiane Pietro Coricelli e Bonifiche Ferraresi, la francese Lesieur, l’australiana Cobram Estate Olives e le spagnole Dcoop e Acesur.

Nelle ultime settimane, tuttavia, il processo si è trasformato sempre più in una contesa tra Spagna e Italia per il controllo dell’azienda spagnola e del suo portafoglio di marchi storici italiani e spagnoli.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, l’azienda alimentare italiana Pietro Coricelli è emersa come il principale offerente con un’offerta che valuta Deoleo a circa 500 milioni di euro.

Dcoop, una cooperativa agroalimentare e il più grande produttore di olio d’oliva della Spagna, avrebbe presentato un’offerta di 470 milioni di euro, mentre Acesur ha offerto circa 460 milioni di euro. Anche Bonifiche Ferraresi è rimasta tra le parti interessate finaliste.

Il prezzo potrebbe non essere l’unico fattore determinante per l’esito della trattativa. Coricelli ha una presenza relativamente limitata in Spagna e negli Stati Uniti, il che potrebbe sollevare minori preoccupazioni in materia di concorrenza rispetto a un’acquisizione da parte di Dcoop o Acesur, che detengono entrambe posizioni significative nei mercati in cui opera Deoleo.

Deoleo ha attraversato notevoli difficoltà finanziarie nell’ultimo decennio. Nel 2017, tra gli allarmi lanciati dalla stampa spagnola secondo cui la società era sull’orlo dello scioglimento, ha registrato perdite pari a 179 milioni di euro.

La crisi ha portato a una ristrutturazione che ha comportato la vendita di un impianto di imbottigliamento ad Antequera, in Spagna, e una riduzione di circa il 15 per cento della forza lavoro dell’azienda.

Nel 2024, Deoleo ha registrato una perdita di 54,5 milioni di euro, rispetto alla perdita di 34,3 milioni di euro del 2023. Il risultato è stato fortemente influenzato da un contenzioso in Italia relativo a una controversia fiscale che ha coinvolto la sua controllata Carapelli.

L’azienda è tornata in attivo nel 2025, registrando un utile netto di circa 20 milioni di euro grazie alla normalizzazione della produzione di olio d’oliva, alla ripresa dei consumi e al miglioramento delle condizioni operative.

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Nel frattempo, i funzionari spagnoli hanno chiarito che preferirebbero che Deoleo rimanesse di proprietà nazionale.

Fonti interne al Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo hanno riferito a Europa Press che il governo sta seguendo da vicino la vendita a causa dell’importanza di Deoleo per il settore agroalimentare del Paese.

Secondo l’agenzia di stampa, fonti del ministero hanno dichiarato di preferire un esito che preservi gli interessi industriali spagnoli, garantendo al contempo che gli interessi degli olivicoltori del Paese siano “rigorosamente” rispettati.

Anche il governo regionale dell’Andalusia ha espresso una preferenza simile. Il ministro dell’Agricoltura Ramón Fernández-Pacheco ha dichiarato che le autorità sperano che l’azienda rimanga in mani spagnole e, se possibile, sotto proprietà andalusa.

Anche CCOO Andalucía, il principale sindacato della regione, ha esortato le autorità ad agire con un elevato grado di coordinamento istituzionale per proteggere la catena del valore del settore dell’olio d’oliva e salvaguardare l’occupazione.

Il sindacato ha invitato il governo spagnolo a ricorrere, se necessario, ai poteri conferitigli dalle norme sugli investimenti esteri per impedire un’operazione che potrebbe mettere a rischio l’occupazione o l’attività industriale in Andalusia.

La procedura di gara si è conclusa alla fine di agosto e si prevede che gli azionisti di controllo e i loro consulenti selezionino una proposta preferita prima di avviare trattative esclusive. Un accordo potrebbe essere raggiunto a settembre, sebbene qualsiasi operazione rimanga soggetta alle approvazioni delle autorità di regolamentazione e della concorrenza.