La dieta mediterranea modifica il microbioma intestinale e migliora la salute degli anziani

Un nuovo studio si aggiunge alle ricerche che dimostrano come seguire una dieta mediterranea sia benefico per il microbioma intestinale, il quale, a sua volta, influisce notevolmente sul benessere generale e sull'invecchiamento.

Sebbene non sia possibile fermare l'inesorabile scorrere del tempo, è possibile rallentare gli effetti dell'invecchiamento sulla salute, come conferma un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal.

Lo studio ha rilevato che l'adesione alla dieta mediterranea (MedDiet) negli anziani era associata a cambiamenti positivi nella comunità batterica dell'intestino, chiamata microbioma. I cambiamenti erano collegati a indicatori di minore infiammazione, migliori capacità cognitive e un minor rischio di malattie croniche come l'aterosclerosi, il cancro del colon-retto e il diabete.

Nel complesso, i nostri risultati supportano la fattibilità di migliorare la dieta abituale per modulare il microbiota intestinale, il quale a sua volta ha il potenziale di promuovere un invecchiamento più sano. - Ricercatori

Con l'avanzare dell'età, le persone sperimentano livelli più elevati di infiammazione e un declino delle funzioni corporee, entrambi fattori che portano alla fragilità e alla malattia.

Ricerche precedenti hanno dimostrato che la fragilità è correlata a una perdita di diversità nei ceppi batterici che compongono il microbioma. Nel recente studio, gli autori hanno esaminato come seguire la dieta mediterranea per un anno potesse influenzare la composizione del microbioma e incidere sui livelli dei principali indicatori di salute.

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La dieta mediterranea è composta principalmente da frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca, olio d'oliva e pesce. È inoltre povera di carne rossa, grassi saturi, dolci e latticini. Gli scienziati hanno collegato questa dieta a molteplici benefici, tra cui una maggiore longevità.

I partecipanti allo studio erano 935 anziani provenienti da Paesi Bassi, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia. Di questi, 323 individui hanno seguito la dieta mediterranea per 12 mesi, mentre i restanti 612 hanno mantenuto la loro dieta abituale.

Per confrontare gli effetti delle due diete, gli autori hanno analizzato gli ormoni correlati all'obesità e i marcatori di infiammazione. Hanno inoltre valutato il DNA microbico da campioni di feci e misurato i tipi e il numero di ceppi batterici presenti nell'intestino.

L'analisi dei risultati ha mostrato diverse differenze nel microbioma tra gli individui che seguivano la dieta mediterranea e il gruppo di controllo. Una stretta aderenza al programma alimentare nutriente era associata a una minore perdita di diversità del microbioma. La dieta ha inoltre aumentato la popolazione di ceppi batterici collegati a indicatori di miglioramento delle funzioni cognitive, minore fragilità e livelli più bassi di infiammazione.

Inoltre, l'aumento del numero di batteri benefici occupava posizioni chiave nell'intestino: al contrario, i batteri associati alla fragilità venivano relegati alla periferia dell'intestino. I benefici del microbioma erano legati all'aumento della produzione di acidi grassi a catena corta, un effetto che comporta una serie di vantaggi per la salute, tra cui una ridotta incidenza di malattie.

I cambiamenti positivi osservati nel microbioma erano collegati a una migliore salute mentale e fisica. I partecipanti alla dieta mediterranea presentavano una cognizione più acuta, insieme a una riduzione dell'infiammazione e della fragilità; pertanto, sono stati confermati gli effetti sul benessere generale prodotti dal miglioramento della salute intestinale.

È interessante notare che i benefici si sono verificati indipendentemente dall'età, il che solleva la questione se le persone di mezza età e più giovani possano sperimentare i vantaggi di seguire il programma alimentare, così come gli anziani.

Secondo il coautore Paul O'Toole dell'APC Microbiome Institute, la risposta è sì.

"Ho partecipato a uno studio precedente che dimostra che i giovani possono ottenere una certa riduzione dei metaboliti alimentari legati alle malattie se seguono in una certa misura la dieta mediterranea", ha dichiarato a Olive Oil Times.

"Nel complesso, i nostri risultati sostengono la fattibilità di migliorare la dieta abituale per modulare il microbiota intestinale, il che a sua volta ha il potenziale di promuovere un invecchiamento più sano", hanno concluso gli autori.