Un nuovo progetto per promuovere le strade dell'olio in Puglia

Una nuova legge stanzia fondi per la realizzazione di percorsi dedicati all'olio d'oliva, coinvolgendo agricoltori, strutture turistiche, frantoi e amministrazioni comunali.

L'olio extravergine di oliva locale e la storica cultura dell'olio d'oliva della Puglia, regione del sud Italia, saranno promossi da una nuova rete collaborativa composta da coltivatori, frantoi, agriturismi, negozi e fiere.

Le autorità locali hanno recentemente approvato una nuova legge che crea un quadro normativo per aiutare a creare e promuovere le nuove strade dell’olio nella più grande regione produttrice di olio d’oliva d’Italia.

Le nuove strade, segnalate da appositi cartelli, sono percorsi pedonali che promuoveranno il nostro patrimonio ambientale e architettonico, ricco di tesori spesso dimenticati.– Davide Bellomo, consigliere, Consiglio regionale della Puglia

Oltre alle strade dell’olio, la Quarta Commissione dell’Assemblea pugliese ha approvato anche lo sviluppo di nuove strade del vino, che si aggiungono a quelle già esistenti.

Il vino e l’olio d’oliva sono due delle specialità alimentari più rilevanti della regione. La Puglia è responsabile di circa il 50% della produzione totale italiana di olio d’oliva.

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La legge sostiene la creazione di punti informativi e centri oleoturistici dedicati a ciascuna strada dell’olio. Questi offriranno ai turisti diverse modalità per interagire con la cultura locale del vino e dell’olio d’oliva e per conoscere il patrimonio agricolo del territorio.

Le strade saranno segnalate con una rete dedicata di cartelli stradali per aiutare i turisti a visitare uliveti e agriturismi, frantoi e locali gastronomici incentrati sulla degustazione e la promozione dell’olio d’oliva.

Ogni strada sarà battezzata con un nome strettamente legato alle attività locali legate all'olio d'oliva e, nella maggior parte dei casi, sarà collegata alle denominazioni locali di Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Per essere formalmente riconosciute, le nuove strade dell’olio saranno promosse da comitati che rappresentano singole aziende agricole o associazioni, frantoi, agriturismi e comuni locali. Affinché una strada dell’olio possa essere battezzata, almeno il 30% della comunità agricola inclusa nel percorso deve sostenerla.

Secondo Davide Bellomo, primo firmatario della legge, le nuove strade si ispirano a quanto fatto da altri paesi europei, tra cui la Francia, con le strade del vino.

"Questa iniziativa guarda a un futuro in cui le opportunità turistiche tradizionali siano accompagnate dalla scoperta dei prodotti locali", ha affermato. "Sostenendo le attività culturali, educative e ricreative locali legate all'olio d'oliva e al vino, possiamo anche sostenere ulteriormente le nostre esportazioni alimentari".

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“Le nuove strade, segnalate da appositi cartelli, sono percorsi che promuoveranno il nostro patrimonio ambientale e architettonico, ricco di tesori spesso dimenticati”, ha aggiunto Bellomo, accennando ai nuovi fondi che le autorità regionali dovranno stanziare per sostenere le nuove iniziative.

Oltre ad essere un leader contemporaneo nella produzione italiana di olio d’oliva, la Puglia è anche sede di una ricca tradizione di olivicoltura familiare.

Secondo i dati di iCribis, il 18,4% di tutte le aziende italiane coinvolte nella coltivazione dell’olivo ha sede in Puglia. Circa il 30% di queste aziende è di proprietà di famiglie o singoli individui. Solo il 13,3% delle aziende agricole locali ha un fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro.

Si prevede che le nuove strade dell’olio d’oliva daranno impulso alle attività associative tra i diversi soggetti interessati, che perseguono insieme l’obiettivo di sviluppare l’offerta oleoturistica.

L'iniziativa regionale pugliese fa seguito a diverse altre attività nel Paese legate alla recente legge nazionale sull'oleoturismo.