L'Italia approva un fondo da 300 milioni di euro per combattere la Xylella

Meglio tardi che mai: il governo italiano finanzierà un piano da 300 milioni di euro per combattere la Xylella fastidiosa attraverso l'eradicazione, il reimpianto, la ricerca e il ripristino.

La lotta in corso contro l'infezione da Xylella fastidiosa nella regione Puglia potrebbe aver raggiunto una svolta.

Il 29 gennaio, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un piano per stanziare 300 milioni di euro (332 milioni di dollari) nei prossimi due anni, sia come indennizzo per gli agricoltori sia per progetti volti a ripristinare la capacità produttiva di olio d'oliva della regione, contenendo al contempo la diffusione della malattia.

Abbiamo bisogno di una burocrazia rapida ed efficiente per consentire agli agricoltori di ricostruire il loro futuro. - Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia

Tali fondi sono stati fortemente richiesti dalle autorità locali e dagli agricoltori e fanno parte di quello che viene considerato un “piano di intervento straordinario” elaborato dal Ministero dell’Agricoltura negli ultimi mesi.

"Per ripristinare l'olivicoltura e l'agricoltura, abbiamo bisogno di agricoltori in grado di investire, sostenere il reimpianto, diversificare i propri oliveti e lavorare a stretto contatto con l'industria di trasformazione e le aziende di commercializzazione", ha affermato Teresa Bellanova, ministro dell'Agricoltura.

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La maggior parte di questi fondi sarà destinata agli olivicoltori che hanno subito l’infezione e perso molti dei loro alberi su un’area di 750.000 ettari (1,85 milioni di acri).

Il governo regionale aveva chiesto che tutti i fondi fossero destinati agli agricoltori, ma il governo centrale ha deciso di tenere conto anche della ricerca scientifica e delle spese necessarie per i progetti volti al ripristino della produzione di olio d’oliva.

Gli alberi colpiti rimossi negli ultimi anni e tutti gli oliveti vicini che hanno dovuto essere distrutti per rallentare la diffusione dell’infezione saranno sostituiti da diverse varietà di olivi, quelle considerate immuni al batterio Xylella.

È opinione diffusa che la principale causa del ritardo nell’intervento contro la Xylella sia una sostanziale mancanza di coordinamento e accordo tra le diverse istituzioni italiane, sia a livello centrale che locale.

Coldiretti, l’associazione degli agricoltori, ha recentemente sottolineato che “dal 2013, quando la Xylella fastidiosa è stata individuata in un olivo a Gallipoli, la malattia si è diffusa senza che venisse applicata alcuna strategia efficace per contenere il batterio. Ora la Xylella si è spostata verso nord, da Lecce a Brindisi e Taranto”.

«Ora la Regione Puglia deve agire e recuperare quei ritardi», ha affermato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. «Abbiamo bisogno di una burocrazia rapida ed efficiente per consentire agli agricoltori di ricostruire il loro futuro».

Sia i funzionari del governo centrale e locale, sia gli agricoltori, sottolineano ora l’importanza di agire rapidamente e di attuare il piano.

Negli ultimi mesi, sono state riscontrate nuove preoccupanti prove della diffusione della malattia in Francia, Spagna, Portogallo e Germania.

L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ammette che non esiste una politica miracolosa in grado di contenere la Xylella, ma che vi sono una serie di misure che i governi locali e centrali possono adottare per contenerne la diffusione.