Nuovi aiuti finanziari per i molitori pugliesi colpiti dalla Xylella fastidiosa
I frantoiani potranno beneficiare di contributi fino a 200.000 euro. Il nuovo stanziamento di 35 milioni di euro rientra nel più ampio piano di rilancio del settore olivicolo.
Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali stanzierà 35 milioni di euro a favore dei frantoi italiani colpiti dalla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione pugliese.
I fondi saranno messi a disposizione delle aziende aventi diritto nelle prossime settimane. Il sostegno fa parte di un piano più ampio da 300 milioni di euro volto ad aiutare le aree più colpite a rilanciare, ove possibile, le attività legate alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio, al fine di rilanciare l’economia locale.
La devastazione causata dalla Xylella fastidiosa ha influito in modo significativo sui volumi di produzione delle aziende di frantumazione locali, principalmente nell’area del Salento, nella parte meridionale della regione.
Vedi anche: Il progetto europeo LIFE Resilience offre strumenti per mitigare la diffusione della XylellaPer poter beneficiare dei fondi, le aziende devono documentare la differenza tra i volumi di produzione della campagna 2019/20 e le rese medie dei raccolti 2012/13 e 2013/14. Questi sono ampiamente considerati gli ultimi raccolti di olive prima dell’introduzione della Xylella fastidiosa in Puglia.
Il decreto prevede anche una nuova tornata di fondi che sarà disponibile entro la fine dell’anno, incentrata sulla campagna agricola 2020/21.
Entrambe le tornate erano attese con impazienza dai frantoiani locali, che avevano chiesto al governo di accelerare il processo in diverse occasioni.
Il decreto del ministero, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, concede all’Agenzia per i finanziamenti all’agricoltura (Agea) 30 giorni per stabilire le procedure specifiche che consentiranno ai frantoiani di richiedere un massimo di 200.000 euro di fondi di recupero.
“A causa della diffusione della Xylella fastidiosa, molti frantoiani pugliesi hanno ridotto o addirittura interrotto la loro attività di trasformazione delle olive”, ha dichiarato Giuseppe L’Abbate, deputato pugliese ed ex sottosegretario di Stato all’Agricoltura.
Vedi anche: Il tribunale blocca l’abbattimento degli ulivi millenari infetti da Xylella in Puglia«Tali fondi… saranno ulteriormente sostenuti dalle misure incluse nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza volte al rilancio infrastrutturale e alla modernizzazione dei frantoi», ha aggiunto. «Si tratta di un’opportunità unica di innovazione e ripresa per potenziare la competitività e mantenere l’eccellenza di uno dei prodotti alimentari Made in Italy più rilevanti».
Dal 2013, la Xylella fastidiosa ha contribuito alla morte di milioni di ulivi in Puglia, che rimane la regione italiana più importante per la produzione di olio d’oliva.
Nel 2021, l’associazione agricola nazionale italiana, Confagricoltura, ha stimato che oltre 150.000 ettari di oliveti fossero stati colpiti dalla sindrome del deperimento rapido dell’olivo (QODS), la malattia causata dalla Xylella fastidiosa.
Oltre ai fondi destinati ai frantoi, le autorità nazionali e locali della Puglia hanno adottato una serie di misure per arginare la diffusione della malattia e ripristinare le aree colpite.
“L’obiettivo dei progetti attuali è riportare l’agricoltura e il reddito nelle aree gravemente colpite dalla Xylella”, ha dichiarato ad Olive Oil Times ad aprile Pantaleo Piccinno, presidente del Distretto Agricolo di Qualità Salento-Ionico (DAJS).
“Stiamo lavorando con un nuovo approccio, per sostituire gli oliveti distrutti con nuove colture, rimodellare il nostro territorio e dare forza alle sue eccellenze agricole”, ha aggiunto.