A Roma, la raccolta comunitaria delle olive fornisce olio alle famiglie bisognose
A Roma, alcuni volontari stanno raccogliendo le olive da 65 alberi in un parco pubblico, producendo olio extravergine di oliva per le famiglie bisognose, grazie al sostegno comunale concesso a un’iniziativa comunitaria in continua espansione.
La raccolta delle olive è in corso al Parco dei Romanisti, nel quartiere Torre Spaccata di Roma, dove i 65 alberi del parco produrranno presto olio extravergine di oliva da distribuire alle famiglie e alle persone bisognose.
Il progetto «Olio Bene Comune», che opera ora sotto il patrocinio del Comune di Roma (Roma Capitale), risale al 2012, quando un gruppo di volontari iniziò a prendersi cura degli ulivi sparsi nel parco pubblico situato nella periferia orientale della città.
Nel corso degli anni, abbiamo constatato come attività come questa negli spazi pubblici possano contrastare il disimpegno civico e incoraggiare le persone ad assumere un ruolo più attivo nella propria comunità.
Nel 2024, Olive Oil Times ha dato risalto all’iniziativa, che ha continuato a crescere. L’anno scorso sono stati piantati nuovi alberi e Roma Capitale ha riconosciuto formalmente il progetto attraverso un accordo di collaborazione. I successivi finanziamenti della Fondazione Charlemagne hanno consentito un’ulteriore espansione dell’oliveto e l’acquisto di nuove attrezzature.
L’Assessorato all’Ambiente di Roma, il gruppo di acquisto solidale Gaspar8 APS e Gli Olivari, l’associazione di impegno civico costituita dai promotori originari dell’iniziativa, hanno firmato l’accordo, e Gli Olivari continua a guidare il progetto.
«Si tratta di un’iniziativa straordinaria che coniuga l’agricoltura urbana con un progetto di solidarietà profondamente significativo», ha affermato Sabrina Alfonsi, assessora di Roma Capitale all’agricoltura, all’ambiente e alla gestione dei rifiuti. «Gli accordi di collaborazione si stanno dimostrando, ancora una volta, uno strumento estremamente efficace per la sussidiarietà orizzontale tra l’amministrazione e i gruppi della comunità locale».
«Al di là dello straordinario ruolo che gli orti urbani svolgono nel promuovere la comunità e l’inclusività, l’esperienza dell’oliveto del Parco dei Romanisti mette in luce il valore dell’agricoltura urbana», ha aggiunto Alfonsi. «Non solo apporta benefici ambientali, come la conservazione del suolo e della biodiversità, ma ha anche un forte impatto sociale e di costruzione della solidarietà».

Nel 2025, Roma Capitale ha formalmente riconosciuto il progetto «Olio Bene Comune» attraverso un accordo di collaborazione. (Foto: Alfredo Vittorio)
Ai sensi del regolamento di Roma Capitale sulla governance condivisa dei beni comuni, l’accordo triennale prevede il ripristino e la gestione condivisa degli ulivi del parco.
Promuove inoltre l’educazione ambientale per bambini e giovani in collaborazione con le scuole locali, insieme a dibattiti pubblici sulla cultura alimentare e sull’alimentazione sana.
«L’accordo è stato l’ultimo passo necessario per formalizzare il nostro impegno, nato come iniziativa dal basso volta a salvaguardare il patrimonio verde della comunità e a sostenere i residenti svantaggiati e che, nel corso degli anni, è stato riconosciuto come una best practice nel promuovere la coesione comunitaria, la solidarietà e la tutela ambientale», ha dichiarato ad Olive Oil Times Antonio Carosi, portavoce di Gli Olivari.
Carosi ha affermato che il progetto ha acquisito nuovo slancio pochi mesi prima della firma dell’accordo, quando il Comune di Roma ha aggiunto 13 ulivi ai 35 già presenti nel parco.
Gli alberi sono stati trasferiti da Viale Mazzini, nella zona nord di Roma, dove era in corso un progetto di riqualificazione volto a riportare il viale alberato al progetto originale dell’architetto Raffaele De Vico.
All’inizio di quest’anno, la Fondazione Charlemagne, che sostiene il progetto attraverso il suo programma “Periferia Capitale”, ha piantato altri 17 ulivi delle varietà Leccino, Frantoio, Moraiolo e Pendolino.
«La Fondazione Charlemagne ha approvato la nostra richiesta di finanziamento, che comprendeva l’ampliamento dell’oliveto esistente, l’acquisto delle attrezzature necessarie e il sostegno a una serie di attività didattiche che intendiamo organizzare nei prossimi mesi», ha dichiarato Carosi.
Prima che l’associazione potesse piantare i nuovi alberi la scorsa primavera, ha dovuto espletare le procedure amministrative necessarie per donarli a Roma Capitale, in conformità con le normative comunali.

Dopo la raccolta e la molitura, i volontari di Gli Olivari imbottigliano ed etichettano l’olio d’oliva prima di consegnarlo ai centri Caritas locali per la distribuzione alle persone bisognose. (Foto: Alfredo Vittorio)
Gli Olivari sta documentando la piantumazione e il lavoro svolto durante tutto l’anno nell’oliveto per realizzare un filmato didattico da proiettare nelle scuole, mettendo in evidenza i benefici ambientali e sociali del progetto.
Lo scorso fine settimana, circa due dozzine di residenti locali si sono riuniti nel parco per la raccolta delle olive. L’evento ha offerto ai vicini anche l’occasione di socializzare, con i partecipanti che hanno portato cibo fatto in casa da condividere con gli altri volontari.
Le nuove attrezzature hanno permesso che la raccolta si svolgesse senza intoppi e i volontari hanno consegnato tempestivamente le olive a un frantoio nel vicino paese di Monte Compatri.
I volontari di Gli Olivari stanno ora imbottigliando ed etichettando l’olio prima di consegnarlo ai centri Caritas locali presso le parrocchie di San Bonaventura e Santa Maria Regina Mundi, che ne supervisioneranno la distribuzione alle persone bisognose.
«Riteniamo che un altro aspetto importante di questo progetto sia prevenire lo spreco alimentare e garantire che le olive vengano utilizzate al meglio», ha affermato Carosi. «Nel corso degli anni, abbiamo constatato come attività come questa negli spazi pubblici possano contrastare il disimpegno civico e incoraggiare le persone ad assumere un ruolo più attivo nella propria comunità».
Ha aggiunto che tali iniziative incoraggiano la cittadinanza attiva e rafforzano i legami dei residenti con i propri quartieri. Prendendosi cura degli alberi e donando l’olio ottenuto ai residenti in condizioni di vulnerabilità, i volontari creano un circolo virtuoso di solidarietà, sensibilizzando al contempo sul valore degli spazi pubblici condivisi.
«Questo progetto si fonda su tre grandi pilastri», ha affermato Carosi. «Il primo è la cura. Prendendoci cura di uno spazio condiviso, contribuiamo a creare un ambiente sicuro, pulito e bello. Crediamo che la bellezza incoraggi le persone a valorizzarla e proteggerla, conferendo all’iniziativa una forte dimensione educativa».

L’olio extravergine di oliva prodotto dagli alberi del Parco dei Romanisti di Roma viene distribuito ai membri della comunità in difficoltà. (Foto: Alfredo Vittorio)
«Il secondo pilastro è la solidarietà, incarnata dalla donazione di olio ai più vulnerabili, uno degli aspetti più significativi del progetto», ha proseguito. «Il terzo è la costruzione di una comunità. Questo lavoro richiede impegno e tempo da parte di persone provenienti da contesti molto diversi, eppure le unisce attorno all’obiettivo condiviso di prendersi cura di un bene comune in modo del tutto disinteressato, senza alcuna ricompensa se non l’impatto positivo generato dall’iniziativa stessa».
Gli Olivari stanno ora organizzando un corso sulla potatura e la gestione degli ulivi, che si terrà nel parco nei prossimi mesi e sarà tenuto da istruttori esperti.
Il successo dell’iniziativa del Parco dei Romanisti ha suscitato interesse anche da parte di altri gruppi della comunità. Nelle prossime settimane, alcune associazioni locali intendono organizzare raccolte di olive presso il vicino Parco Salvador Allende, il Parco Sergio Albani nel quartiere di Casal Brunori e nel quartiere dello Statuario.