Identificata una nuova “Blue Zone” in Sardegna, dove le donne godono di una longevità eccezionale

I ricercatori hanno individuato un nuovo “hotspot” della longevità nella Sardegna centrale, dove gli eccezionali tassi di sopravvivenza tra le donne distinguono il paese dalla “Zona Blu” originaria dell’isola.

Situata nella regione del Marghine, nella Sardegna centrale, Bolotana vanta un’eccezionale concentrazione di centenari, con tassi dieci volte superiori alla media sarda e undici volte superiori a quelli degli Stati Uniti. La longevità è particolarmente marcata tra le donne, i cui tassi di sopravvivenza in età avanzata rivaleggiano con quelli delle popolazioni più longeve al mondo.

Molte persone nella nostra comunità seguono ancora uno stile di vita strettamente legato alle tradizioni rurali e ai ritmi della campagna.– Giacomo Nieddu, Terracuza

Dopo aver partecipato a uno studio che esaminava i fattori demografici alla base di questa straordinaria longevità, il ricercatore Dan Buettner ha identificato il piccolo villaggio di montagna in provincia di Nuoro come una nuova “Zona Blu”.

Le Blue Zones sono regioni note per l’eccezionale longevità, dove i residenti raggiungono i 100 anni con una frequenza significativamente superiore alla media e presentano tassi più bassi di malattie croniche, il che riflette potenzialmente diete e stili di vita sani.

Il termine ha origine da una ricerca demografica pionieristica condotta da Gianni Pes dell’Università di Sassari e Michel Poulain dell’Università di Lovanio, che nelle prime fasi dei loro studi utilizzarono cerchi blu per contrassegnare su una mappa le comunità sarde caratterizzate da una lunga aspettativa di vita. Buettner ha successivamente collaborato con i due ricercatori e altri scienziati per indagare sui focolai di longevità in tutto il mondo.

Il team di ricerca ha innanzitutto individuato un gruppo di 14 comuni tra la Barbagia e l’Ogliastra, nella Sardegna centro-orientale, per la loro eccezionale longevità e i modelli di vita sani, designando l’area come la prima “Blue Zone” al mondo nel 2004.

«La nuova Blue Zone sarda di Bolotana è distinta e si trova a circa 110 chilometri dalla prima identificata più di 20 anni fa», ha affermato Pes, coautore dello studio insieme a Buettner.

«Per la nostra indagine, abbiamo ottenuto informazioni demografiche dall’anagrafe comunale, avvalendoci al contempo dei registri parrocchiali storici come fonte indipendente per la validazione incrociata dei dati», ha spiegato Pes.

«Nello specifico, i registri anagrafici delle nascite sono stati collegati ai successivi registri anagrafici e, quando disponibili, a quelli parrocchiali, utilizzando la concordanza dei dati anagrafici, la filiazione, i rapporti familiari e altre informazioni identificative. Inoltre, quando necessario, sono state ricostruite le linee genealogiche per escludere collegamenti con fratelli o parenti omonimi».

La zona di Bolotana, recentemente designata come “Blue Zone”, è situata nella regione montuosa della Marghine, nella Sardegna centrale. (Foto di Giacomo Nieddu, Terracuza)

La zona di Bolotana, recentemente designata come “Blue Zone”, è situata nella regione montuosa della Marghine, nella Sardegna centrale. (Foto di Giacomo Nieddu, Terracuza)

Lo studio si è concentrato principalmente sul periodo dal 2021 al 2025, quando Bolotana contava una popolazione residente media di 2.266 abitanti, tra cui dieci persone di età pari o superiore a 100 anni. Ciò rappresentava circa 442 centenari ogni 100.000 residenti, con il vantaggio di longevità più marcato osservato tra le donne.

I ricercatori hanno inoltre analizzato i dati del 2020 per tenere conto dei potenziali effetti del Covid-19 e hanno condotto un confronto su un periodo corrispondente, che copre gli anni dal 2015 al 2019.

Hanno riscontrato che le donne che raggiungevano i 70 anni avevano un’aspettativa di vita residua di 20,85 anni, mentre il 13,83% delle donne che raggiungevano tale età arrivava a 100 anni. Entrambe le cifre superavano le medie e i valori annuali più elevati registrati nella provincia di Nuoro e in Italia durante lo stesso periodo.

Le stime sulla longevità femminile di Bolotana si sono inoltre classificate a livelli eccezionalmente elevati rispetto ai parametri di riferimento internazionali del Human Mortality Database, posizionandosi al secondo posto dopo Hong Kong per entrambi gli indicatori.

Nel complesso, le donne di Bolotana hanno mostrato uno dei profili di sopravvivenza in età avanzata più favorevoli mai registrati a livello internazionale. La loro probabilità di sopravvivere dai 70 ai 100 anni era più di tre volte superiore a quella delle donne negli Stati Uniti.

I ricercatori hanno osservato che il vantaggio di longevità prevalentemente femminile di Bolotana dal 2021 al 2025 contrasta con il modello storicamente osservato nella “Blue Zone” originaria della Sardegna, dove la longevità eccezionale era particolarmente marcata tra gli uomini e la differenza tra i sessi era relativamente ridotta.

Questo contrasto suggerisce che l’eccezionale sopravvivenza in età avanzata in Sardegna possa seguire modelli demografici diversi a seconda delle comunità e dei periodi storici.

«Tale eterogeneità potrebbe riflettere differenze nella composizione delle coorti, caratteristiche ambientali, sociali, comportamentali o altre specifiche della popolazione», ha spiegato Pes.

«Diversi meccanismi potrebbero plausibilmente contribuire al marcato vantaggio di sopravvivenza femminile osservato, tra cui il background genetico, le abitudini alimentari, l’attività fisica, il sostegno familiare, la coesione sociale, la continuità di residenza e l’accesso all’assistenza sanitaria».

I ricercatori hanno inoltre esaminato indagini alimentari storiche e intervistato medici locali per comprendere meglio i fattori legati allo stile di vita che potrebbero contribuire alla longevità della comunità.

I loro risultati hanno indicato che la dieta tradizionale era prevalentemente a base vegetale, con un consumo di carne di sole cinque volte al mese circa per gran parte della vita dei residenti. Gran parte del cibo proveniva da fonti locali, tra cui olio d’oliva, olive, formaggio e grano prodotti dagli stessi residenti.

Sebbene questi risultati relativi allo stile di vita non facessero parte dell’analisi principale dello studio, hanno fornito un contesto per interpretare i risultati demografici.

«La presente analisi demografica non è in grado di determinare se uno qualsiasi dei fattori legati alla dieta e allo stile di vita abbia contribuito al modello osservato, né di valutarne l’importanza relativa», ha affermato Pes.

«Saranno necessari studi comparativi a livello individuale per valutare i potenziali determinanti biologici, comportamentali e sociali dell’eccezionale longevità nel villaggio. Ora ci stiamo concentrando su questa linea di ricerca».

I residenti locali hanno accolto con favore l’annuncio della designazione di Bolotana come nuova Zona Blu. Il riconoscimento è stato discusso durante una seduta del consiglio comunale, in cui Pes ha presentato formalmente un certificato che attesta l’inclusione del comune tra le Zone Blu del mondo.

L’olio d’oliva è un alimento fondamentale nella dieta degli abitanti di Bolotana, le cui abitudini alimentari sono prevalentemente di origine vegetale. (Foto di Giacomo Nieddu, Terracuza)

L’olio d’oliva è un alimento fondamentale nella dieta degli abitanti di Bolotana, le cui abitudini alimentari sono prevalentemente di origine vegetale. (Foto di Giacomo Nieddu, Terracuza)

Al suo fianco c’erano Salvatore Pedde, presidente di Ormìnas, un’associazione culturale dedicata alla promozione del territorio e delle sue tradizioni, e Vittorio Romerio della Scuola di Archivi, Paleografia e Studi Diplomatici presso l’Archivio di Stato di Cagliari. Entrambi hanno contribuito alla ricerca demografica.

«Questo riconoscimento è importante per la nostra comunità, poiché mette in risalto la nostra identità, la nostra cultura e le nostre tradizioni», ha dichiarato a Olive Oil Times il sindaco di Bolotana, Francesco Manconi.

«Tra i fattori che hanno contribuito alla notevole longevità della nostra comunità, l’alimentazione sana è senza dubbio un elemento chiave. Uno dei tratti distintivi della nostra tradizione agricola è l’olio d’oliva, che ha sempre occupato un posto centrale nella nostra dieta e continua ad essere utilizzato quotidianamente come ingrediente in una vasta gamma di piatti tradizionali».

Tra gli olivicoltori di Bolotana c’è Giacomo Nieddu, che produce olio extravergine di oliva nella tenuta Terracuza, sulle colline che circondano il paese. L’azienda agricola è stata uno dei luoghi visitati dai ricercatori lo scorso anno durante il loro coinvolgimento con la comunità locale.

«Questo riconoscimento conferma la nostra visione e rafforza il nostro impegno come produttori di olio extravergine di oliva di alta qualità, i cui benefici per la salute sono ampiamente riconosciuti», ha dichiarato Nieddu a Olive Oil Times.

I suoi oliveti, molti dei quali secolari, sono sparsi su ripidi terrazzamenti dove la coltivazione dell’olivo è considerata una forma di agricoltura “eroica”. Attraverso Terracuza, Nieddu sta portando avanti un progetto di recupero per riportare in vita gli oliveti abbandonati della zona e preservare il paesaggio.

L’azienda promuove inoltre le varietà olivicole locali, tra cui la Bosana, la Maiorca e la Cariasina, che utilizza per produrre olive da tavola lavorate secondo metodi tradizionali.

«Oltre all’olio d’oliva e a una dieta equilibrata, è fondamentale mantenere uno stile di vita sano», ha aggiunto Nieddu. «Molte persone nella nostra comunità seguono ancora uno stile di vita strettamente legato alle tradizioni rurali e ai ritmi della campagna, il che contribuisce sicuramente al benessere delle persone».