Sul Lago di Garda, gli uliveti abbandonati ritrovano nuova vita

Sul Lago di Garda, Videlle Bionatura sta riportando in produzione migliaia di ulivi abbandonati, preservando al contempo le varietà autoctone, sostenendo la ricerca e formando i giovani lavoratori.

Circondato dalle dolci colline moreniche della Valtenesi, Puegnago sorge a pochi chilometri dalle rive sud-occidentali del Lago di Garda. Grazie agli effetti mitiganti del più grande lago d'acqua dolce d'Italia, questa zona della Lombardia offre da oltre un millennio condizioni favorevoli alla coltivazione della vite e dell'olivo.

La salvaguardia di questo patrimonio rimane la nostra motivazione ed è ciò che ci spinge avanti con la passione e la determinazione che hanno ispirato il progetto sin dall’inizio.– Marco Penitenti, agronomo e fondatore di Videlle Bionatura

Qui, l’agronomo Marco Penitenti ha iniziato 15 anni fa a ripristinare uliveti abbandonati, avviando un progetto che da allora si è esteso fino a comprendere 16.000 ulivi.

«Tutto è iniziato con la mia passione per l’olivicoltura», ha raccontato a Olive Oil Times. «Lavoravo come consulente per alcune aziende della zona e ogni giorno mi imbattevo in molti oliveti incolti e trascurati. Alla fine, ho deciso di contattare il proprietario di un appezzamento con 250 alberi e di offrirmi di gestirlo. Lui ha accettato e io mi sono messo al lavoro per ripristinarlo».

Quella prima iniziativa si è poi trasformata in un’attività professionale, gettando le basi per l’attuale azienda di Penitenti, Videlle Bionatura.

L’impresa è cresciuta man mano che altri ulivi abbandonati venivano affidati alle sue cure. L’ultimo oliveto aggiunto al progetto comprende 600 alberi che saranno presto sottoposti a potatura e concimazione nell’ambito di un piano di recupero volto a riportarli in produzione entro due o tre anni.

Penitenti ha affermato che l’abbandono degli oliveti rimane una sfida importante in Italia, dove la mancanza di ricambio generazionale, la difficoltà del terreno e gli ostacoli alla meccanizzazione fanno lievitare i costi e rendono la coltivazione dell’olivo sempre più difficile da sostenere.

L’ultimo oliveto aggiunto al progetto di recupero guidato da Videlle Bionatura di Marco Penitenti comprende 600 alberi che saranno presto sottoposti a potatura e concimazione prima di essere riportati in produzione.

L’ultimo oliveto aggiunto al progetto di recupero guidato da Videlle Bionatura di Marco Penitenti comprende 600 alberi che saranno presto sottoposti a potatura e concimazione prima di essere riportati in produzione.

«Si tratta certamente di operazioni costose, ma fondamentali per lo sviluppo del territorio e della comunità», ha affermato Penitenti. «Qui in Valtenesi, come altrove, la coltivazione dell’olivo non riguarda solo il valore della produzione. Svolge anche un ruolo ambientale significativo in un paesaggio plasmato dall’attività umana, contribuendo a prevenire l’erosione del suolo».

«Inoltre, gli ulivi vanno preservati come elemento caratteristico della zona, che è una rinomata destinazione turistica», ha aggiunto. «Non da ultimo, l’olivicoltura sostiene un tessuto sociale di persone il cui sostentamento è legato ad essa, tra cui agricoltori, tecnici, frantoiani, fornitori e molti altri».

Penitenti è stato presto affiancato nella gestione dell’azienda dalla moglie, Maria Cristina Plodari, che ora cura i rapporti con i clienti e la comunicazione.

La coppia, oggi genitori di due figli adolescenti, Daniele e Sofia, ha riservato diversi posti all’interno del proprio team a giovani con poca o nessuna esperienza lavorativa pregressa.

Delle 10 persone assunte a tempo pieno da Videlle Bionatura, quattro hanno 18 o 19 anni e stanno acquisendo la loro prima esperienza professionale. Livia è responsabile dell’imbottigliamento e della tracciabilità della filiera, mentre Stefano e Chris lavorano negli oliveti insieme a Paolo, che sta attualmente completando un tirocinio scolastico.

«Il nostro obiettivo è fornire loro le competenze necessarie per lavorare in modo autonomo e costruirsi una carriera nell’olivicoltura orientata alla qualità», ha affermato Penitenti. «È un’esperienza davvero formativa per entrambe le parti. Mentre noi forniamo loro formazione e guida, loro infondono nuova vita all’azienda».

Per valorizzare le cultivar del Lago di Garda, Marco Penitenti produce una gamma di oli monovarietali provenienti dai suoi oliveti restaurati, tra cui le autoctone Casaliva, Gargnà e Trepp, oltre al Leccino.

Per valorizzare le cultivar del Lago di Garda, Marco Penitenti produce una gamma di oli monovarietali provenienti dai suoi oliveti restaurati, tra cui le autoctone Casaliva, Gargnà e Trepp, oltre al Leccino.

«Portano con sé una mentalità molto più aperta, notevoli competenze digitali e un senso unico di vitalità, freschezza e passione, insieme a un vero desiderio di lasciare il segno e perseguire le proprie ambizioni», ha aggiunto. «È uno scambio reciprocamente arricchente, e loro ci motivano tanto quanto noi li sosteniamo».

L’azienda collabora con i corsi di laurea in scienze agrarie dell’Università di Brescia e, grazie al suo impegno nella tutela ambientale, ha attirato studenti che hanno scelto l’azienda agricola come oggetto della loro tesi di laurea.

Sono già stati portati a termine due studi. Il primo ha esaminato e messo a confronto le impronte di carbonio di diversi sistemi di allevamento dell’olivo. Il secondo ha esteso l’analisi alle fasi successive della produzione, valutando l’impronta di carbonio delle attività di frantumazione e imbottigliamento.

È in corso un terzo progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Padova. Esso esamina la salute del suolo in relazione alle pratiche di coltivazione degli olivi, concentrandosi su nutrienti, microfauna, flora e comunità batteriche all’interno degli oliveti.

La salvaguardia della biodiversità è una delle missioni fondamentali dell’azienda. Per valorizzare le cultivar locali, produce una gamma di oli monovarietali provenienti dai propri oliveti ripristinati, tra cui l’autoctona Casaliva, oltre a Gargnà e Trepp, entrambe tipiche dell’Alto Garda, insieme al Leccino.

L’obiettivo è quello di creare un’oleoteca dedicata che metta in risalto la diversità degli oli monovarietali del Lago di Garda.

Attingendo alla sua vasta esperienza, Penitenti ha individuato, durante i lavori di ripristino, diversi alberi in prossimità del lago che sembravano differire dalle cultivar locali più note. Ha inviato dei campioni al Consiglio Nazionale delle Ricerche per effettuare analisi genetiche, dalle quali è emerso che due di questi alberi possiedono profili genetici unici.

Videlle Bionatura collabora con l’Università di Brescia e, grazie al suo impegno nella tutela ambientale, è diventata una meta per gli studenti che svolgono progetti di ricerca per la tesi.

Videlle Bionatura collabora con l’Università di Brescia e, grazie al suo impegno nella tutela ambientale, è diventata una meta per gli studenti che svolgono progetti di ricerca per la tesi.

Il prossimo passo sarà quello di propagare le cultivar appena identificate e monitorarne le prestazioni, la produttività e la resilienza alle attuali pressioni climatiche.

Oltre a un nucleo centrale di 6.000 alberi, l’azienda gestisce altri 10.000 distribuiti in boschetti più piccoli da 500 a 1.500 alberi, che si estendono dall’entroterra alle rive del Lago di Garda e abbracciano cinque comuni.

La maggior parte dei boschetti segue schemi di impianto tradizionali di sei per sei e sei per sette metri. Una quota minore, piantata negli anni ’90, presenta distanze più fitte di sei per tre e cinque per tre metri. L’azienda ha inoltre realizzato alcuni boschetti intensivi con diverse cultivar in fase di valutazione, che fungono da appezzamenti sperimentali per la ricerca.

La tipica coltivazione mista degli oliveti più vecchi richiede che gli operai identifichino e raccolgano alberi specifici per cultivar al fine di produrre ciascun olio monovarietale. In combinazione con la frammentazione del territorio e la frequente presenza di pendii ripidi e antichi terrazzamenti, ciò richiede un’attenta pianificazione e un lavoro aggiuntivo per coordinare personale, macchinari e attrezzature.

In qualità di membro di una cooperativa locale di olivicoltori, l’azienda attualmente lavora le proprie olive presso il frantoio del gruppo. Il prossimo passo sarà l’installazione di un proprio frantoio per completare l’intero ciclo produttivo in proprio.

Un altro settore di attività dell’azienda è il recupero di vigneti abbandonati, dai quali produce vino e aceto balsamico. Insieme ai propri oli d’oliva, l’azienda propone questi prodotti nell’ambito di esperienze didattiche per i visitatori, tra cui degustazioni guidate, escursioni e picnic tra gli uliveti.

«Una delle missioni principali dell’azienda è promuovere una cultura dell’olio d’oliva di qualità e il suo legame con il rispetto per l’ambiente», ha affermato Penitenti. «I nostri oliveti fanno parte di un ecosistema delicato e fragile, ed è nostra responsabilità preservarlo per le generazioni future».

«Continuiamo a ricevere chiamate da tutta l’area del Lago di Garda da parte di proprietari terrieri che chiedono il nostro aiuto e offrono oliveti in affitto», ha detto Penitenti. «Disponiamo delle risorse e della manodopera necessarie per sostenere questo tipo di iniziativa, anche se, al momento, l’ulteriore espansione del progetto sta diventando sempre più difficile, soprattutto a causa delle caratteristiche del terreno e della frammentazione dei terreni».

«Il ripristino di un boschetto abbandonato di 1.000 alberi, ad esempio, richiede un investimento significativo e da due a tre anni di lavoro», ha aggiunto. «Un’azienda consolidata può assorbire tali costi nell’ambito del proprio bilancio annuale, ma per un giovane agricoltore che parte da zero le barriere sono molto più elevate».

«Il nostro obiettivo è quindi quello di svolgere i lavori iniziali di ripristino e, alla fine, trasferire la gestione di alcuni di questi boschetti a giovani agricoltori o a nuove imprese disposte a preservarne e valorizzarne il valore», ha affermato Penitenti. «La salvaguardia di questo patrimonio rimane la nostra motivazione ed è ciò che ci spinge avanti con la passione e la determinazione che hanno ispirato il progetto sin dall’inizio».