Il Festival di Roma celebra l’Olio di Roma IGP e il patrimonio olivicolo della città

La prima edizione del Festival dell’Olio di Roma IGP ha riunito degustazioni, conferenze, visite guidate e un programma culturale per mettere in luce il legame profondo che unisce la capitale all’olio extravergine di oliva.

Roma ha ospitato la prima edizione del Festival dell’Olio di Roma IGP dal 10 al 21 aprile, mettendo in risalto il patrimonio culturale e agricolo della città attraverso un programma di ampio respiro che ha suscitato grande interesse da parte del pubblico e degli operatori del settore.

La tempistica dell’iniziativa è stata voluta. Il festival ha coinciso con il giorno che segna la nascita della città: secondo la leggenda, Romolo fondò Roma il 21 aprile del 753 a.C., quando tracciò il primo solco sacro che ne definiva il confine originario, in un giorno già consacrato all’antica festa pastorale delle Palilia.

La festa ha offerto degustazioni di olio d’oliva, conferenze, dimostrazioni culinarie dal vivo, laboratori didattici per le scuole e visite guidate, oltre alla presentazione del libro “L’Olio di Roma”, pubblicato dalla Camera di Commercio di Roma e curato da Agro Camera.

L’ultima giornata ha visto la consegna del Premio L’Eterno nella prestigiosa cornice della Curia Iulia, l’antica sede del Senato romano. Il riconoscimento ha premiato persone e organizzazioni che hanno contribuito a promuovere la cultura dell’olio extravergine di oliva e il patrimonio romano.

Tra i premiati figuravano la giornalista Susanna Savage, la squadra italiana in gara al Bocuse d’Or, il direttore dei programmi diurni della Rai Angelo Mellone, la giornalista Patrizia Miotti a nome del programma televisivo Donnavventura, l’oncologa Debora Rasio, la stilista Ilaria Venturini Fendi, lo schermidore Daniele Garozzo, Marika Aakesson a nome dello IED Istituto Europeo di Design e l’ex direttrice del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo.

“Ringraziamo le istituzioni per aver accolto questa iniziativa nella Città Eterna”, ha dichiarato a Olive Oil Times Tiziana Torelli, vicepresidente del Consorzio Olio di Roma IGP. “Con questo festival miriamo non solo a promuovere un’eccellenza agroalimentare, ma anche a preservare un patrimonio culturale vivente, capace di collegare storia e futuro attraverso il legame tra comunità, paesaggio e filiera”.

L’evento si è concluso con una visita guidata all’oliveto del Palatino all’interno del Parco Archeologico del Colosseo. Si tratta di uno degli itinerari di oleoturismo presentati dal Consorzio Olio di Roma IGP nell’ambito di un programma illustrato il giorno precedente presso il Tempio di Adriano.

L’oliveto del Palatino è uno dei siti inclusi negli itinerari di oleoturismo presentati al Festival dell’Olio di Roma IGP (Foto di Ylenia Granitto)

L’oliveto del Palatino è uno dei siti inclusi negli itinerari di oleoturismo presentati al Festival dell’Olio di Roma IGP (Foto di Ylenia Granitto)

Il consorzio ha inoltre firmato e presentato il protocollo d’intesa “Le vie dell’Olio di Roma IGP” con la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggi e Turismo (FIAVET) e ITS Turismo Academy.

Con l’obiettivo di integ­rare cul­tura, gas­tronom­ia e ter­ri­to­rio, l’accordo è stato concepito per valor­izzare la col­tivazione dell’olivo a Roma come patrimonio storico e identi­ta­rio, ampliando al contempo le attività turistiche esperienziali e sostenibili a sostegno dell’economia locale e delle filiere certificate.

Di seguito sono riportati tre siti inclusi negli itinerari di oleoturismo presentati al Festival dell’Olio di Roma IGP.

Oliveto del Palatino — Fin dall’antichità, gli ulivi sono stati parte integrante del paesaggio del Palatino, che oggi ospita i resti delle residenze degli imperatori romani. Nella sua “Naturalis Historia”, Plinio il Vecchio menziona “ficus, olea e vitis” — fico, olivo e vite — tra le piante coltivate nella zona.

Oggi, l’oliveto del Palatino ospita 189 ulivi di epoche diverse, tra cui esemplari secolari nei pressi dell’Arco di Tito. Da essi viene prodotto un olio extravergine di oliva certificato IGP “Olio di Roma” per valorizzarne il valore archeologico e paesaggistico.

Tempio di Ercole Vittore — Il Tempio di Ercole Vittore, l’edificio in marmo più antico della città, sorge nell’area archeologica del Foro Boario, che nell’antica Roma fungeva da mercato della carne. Conosciuto anche come Tempio di Ercole Olivario, fu costruito nel I secolo a.C. dalla corporazione romana dei produttori di olio d’oliva e dedicato a Ercole, protettore del mondo agricolo.

Espressione del rapporto di lunga data tra la produzione di olio d’oliva e il mondo romano antico, è, insieme al Pantheon e al Tempio di Portunus, uno dei tre templi romani conservati nella loro interezza.

Monte dei Cocci a Testaccio — Nel cuore dello storico quartiere romano di Testaccio, vicino al sito dell’antico porto fluviale romano, il Monte Testaccio, noto anche come Monte dei Cocci, è un tumulo artificiale costituito in gran parte da frammenti di anfore per l’olio d’oliva utilizzate tra il periodo augusteo e la metà del III secolo d.C.

Accatastati con cura nel corso del tempo, i frammenti hanno gradualmente formato la collina, che si erge a 36 metri sopra il livello della strada e ha una circonferenza di circa un chilometro. Si tratta di un sito archeologico unico nel suo genere e di un’importante fonte di informazioni sullo sviluppo economico dell’Impero Romano e sulle abitudini alimentari dell’antichità.