L'adesione alla dieta mediterranea è associata a un minor rischio di fibrillazione atriale

Uno studio recente ha descritto la dieta mediterranea come una strategia preventiva efficace contro lo sviluppo della fibrillazione atriale, probabilmente grazie ai suoi polifenoli.

Uno studio recente pubblicato sulla rivista *Frontiers in Cardiovascular Medicine* ha esaminato le prove scientifiche attualmente disponibili riguardo all’impatto degli interventi dietetici, dei singoli nutrienti e di altri componenti alimentari su questa patologia.

L'aritmia cardiaca più comune, la fibrillazione atriale, è caratterizzata da un battito rapido e irregolare delle camere atriali del cuore. La con­di­zione può con­tribuire a o essere un pre­cur­so­re di un’ampia gamma di com­pli­ca­zioni, dal dolore toracico e dagli svenimenti all’insufficienza cardiaca e all’ictus.

Nonostante i progressi nelle pro­cedure med­iche e nei tr­a­t­amen­ti far­ma­ceu­tici, l’inc­iden­za della fibr­il­la­zione atriale è in a­u­mento in tutto il mondo, in par­ti­cu­lar­e modo nei cosiddetti paesi de­svil­lup­pati.

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Ad esem­pio, un’im­por­te­te studio di co­orte ha stimato un aumento del tre per­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­

I ricercatori della di­vi­so­ne di car­di­ologia del Baylor Scott & White Health Hospital, in Texas, hanno utilizzato un approccio di sintesi narrativa per esplorare l’impatto degli interventi dietetici sulla fibrillazione atriale e per valutare il ruolo svolto dai singoli componenti di tali interventi.

Lo studio ha rilevato che i due modelli alimentari più comunemente associati a una riduzione dell’incidenza e a migliori esiti erano la dieta mediterranea e la dieta DASH.

Sebbene quest’ultima fosse collegata a migliori esiti cardiovascolari e a una diminuzione della mortalità, i ricercatori hanno scoperto che, una volta presi in considerazione altri fattori legati allo stile di vita, non vi era alcun effetto dimostrabile sull’incidenza specifica, sulla recidiva o sulla progressione della fibrillazione atriale.

D'altra parte, la dieta mediterranea è risultata essere una solida strategia preventiva contro lo sviluppo della fibrillazione atriale”.

Nell’esplorare i potenziali meccanismi alla base di questo effetto, i ricercatori hanno ipotizzato diversi possibili fattori.

Il primo è l’elevata percentuale di frutta, verdura e olio d’oliva extravergine nella dieta mediterranea. Tutti e tre questi gruppi alimentari forniscono antiossidanti e polifenoli, che hanno dimostrato di avere effetti antinfiammatori e cardioprotettivi.

L'oleuropeina, ad esem­pio, ha de­mon­stra­to la ca­pa­ci­tà di ri­durre si­g­ni­fi­ca­tiva­men­te la pres­sione sanguigna, in linea con l'uso tra­di­zio­na­le della foglia d'olivo nel trattamento dell'i­per­ten­sione.

Gli studi discussi nell’articolo forniscono inoltre prove delle proprietà antitrombotiche e antiaritmiche dell’oleocantale e dell’idrossitirosolo, composti presenti quasi esclusivamente nell’olio extravergine di oliva.

È stato dimostrato che questi composti migliorano la funzione endoteliale e riducono l'aggregazione piastrinica, abbassando così il rischio di eventi come l'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale.

L'im­por­tan­za dei comp­osti a base di ol­iva è stata ul­teri­or­me­nte con­fer­ma­ta da un'an­ali­si se­conda­ria del 2014 dello studio PREDIMED, che ha rivelato una significativa protezione dalla fibrillazione atriale grazie a una dieta mediterranea integrata con olio d’oliva extravergine.

I ricercatori hanno citato tale analisi, che ha mostrato una riduzione del 38% del rischio relativo di fibrillazione atriale rispetto ad altre diete.

Sebbene le prove es­ami­nate av­es­sero forte­mente s­os­ten­uto il ruolo degli antio­xi­danti e dei polife­noli, in par­ti­cu­lare per quanto riguarda i legami diretti con la ridotta inciden­za della fibrilla­zione atriale, i ricercatori sottolineano che i mech­anismi in questione rimangono rel­a­tivamente inesplorati.

Concludono, quindi, che mentre ogni com­po­men­te merita un’approfondita ricerca ul­teri­ore, gli inter­ven­ti di­e­ta­ri come la dieta mediterranea dov­rebbero essere con­si­derati in modo olis­tico nel con­tes­to della pre­ven­zione delle malattie.

Questa con­clu­sione si basa sulle cres­cen­ti prove che dim­os­trano che la dieta me­di­terran­ea è le­ga­ta a una si­g­ni­fi­ca­ta ri­du­zione degli eventi car­dio­vas­cu­lari e del di­abe­te mel­li­to, a un miglioramento della pres­sione sanguigna, resistenza all’insulina, dei profili lipidici e dei trigliceridi, nonché a tassi di obesità significativamente più bassi.