Previsioni ottimistiche per il raccolto in Italia

Alle condizioni attuali, la produzione potrebbe superare le 315.000 tonnellate: un dato inferiore alla media dell'ultimo decennio, ma comunque migliore rispetto agli ultimi anni.

Secondo le stime preliminari di Coldiretti, basate sui dati Ismea/Unaprol, la produzione italiana di olio d’oliva nella campagna 2019/20 dovrebbe aumentare dell’80 per cento rispetto all’anno scorso.

L’organizzazione degli agricoltori italiani ha sottolineato che le condizioni meteorologiche saranno ora determinanti per l’andamento del raccolto. Nei prossimi mesi, fattori quali le piogge e le temperature potrebbero avere un impatto significativo sui volumi.

Le previsioni sono ottimistiche e siamo lieti che le regioni meridionali si siano completamente riprese dopo il calo di produzione dello scorso anno. – David Granieri, presidente di Unaprol

Tuttavia, alle condizioni attuali, la resa potrebbe superare le 315.000 tonnellate, un dato inferiore alla media dell’ultimo decennio, ma comunque migliore rispetto ai livelli di produzione raggiunti negli ultimi anni.

Lo scorso anno si è registrato il raccolto più basso degli ultimi tre decenni, con una resa di 175.000 tonnellate. Ciononostante, la scarsa quantità ottenuta dagli olivicoltori italiani è stata compensata dall’elevata qualità della loro produzione, che si è mantenuta ai livelli più alti di sempre.

Vedi anche: Notizie sul raccolto di olive 2019

I primi dati globali provvisori relativi alla campagna 2019/20 indicano che la Spagna potrebbe raggiungere 1,35 milioni di tonnellate di olio d’oliva, in calo rispetto alla produzione di 1,77 milioni di tonnellate dell’anno precedente. Tuttavia, si prevede un aumento della produzione in tutta la regione mediterranea, dopo il calo dei volumi registrato nella scorsa stagione di raccolta.

Le regioni meridionali dell’Italia, che rappresentano la maggior parte della produzione nazionale, registreranno molto probabilmente un aumento significativo, mentre le previsioni per le aree settentrionali sono meno ottimistiche. In alcuni territori del centro-nord, il caldo secco durante la fase finale della fioritura ha causato problemi che si stanno manifestando in vari modi.

Il buono stato di salute degli oliveti del sud sembra essere confermato dalle prime raccolte sperimentali effettuate in Sicilia e in Puglia: il 22 agosto, in provincia di Palermo, i produttori hanno testato varietà autoctone; il 27 agosto, a Gagliano del Capo, nel Salento, sono stati raccolti frutti da piante innestate con cultivar di olivo tolleranti alla Xylella fastidiosa.

Secondo Coldiretti, la Puglia registrerà un aumento dal 70 all’80 per cento dopo il drastico crollo registrato lo scorso anno, con una ripresa straordinaria nell’area di Bari, nella provincia di Barletta-Andria-Trani e a Foggia, oltre a ottimi risultati a Taranto e Brindisi.

«Le previsioni sono ottimistiche e siamo lieti che le regioni meridionali si siano pienamente riprese dopo il calo di produzione dello scorso anno», ha dichiarato a Olive Oil Times David Granieri, presidente di Unaprol. «Il nostro obiettivo è garantire una produzione sempre più stabile e competitiva sui mercati internazionali. Volumi significativi sono vantaggiosi non solo per il settore, ma anche per tutte le attività collegate, poiché generano nuova occupazione e promuovono lo sviluppo territoriale».

L’inizio ufficiale della raccolta in Italia è previsto per questo mese. Nella seconda metà di settembre, diversi frantoi saranno pienamente operativi; successivamente, le attività di raccolta inizieranno gradualmente in tutta la penisola e proseguiranno fino a novembre.

L’associazione dei produttori di olive, Aprol Campania, ha dichiarato a Olive Oil Times che i primi frutti della regione a raggiungere il frantoio, il 20 settembre, saranno quelli delle coste di Sorrento e di Amalfi, insieme ad altre zone vicine al mare. Nelle zone dell’entroterra, le prime olive saranno raccolte all’inizio di novembre.

In Irpinia, nelle zone interne del Cilento e nella maggior parte delle aree di produzione di Salerno e Caserta, le prime operazioni negli oliveti sono previste per la seconda settimana di ottobre. Anche i produttori della zona di Benevento sono pronti a iniziare tra la prima e la seconda settimana di ottobre.

La raccolta dei frutti dipende da una serie di fattori, tra cui la varietà, il terreno e il clima; quest’ultimo, sempre più variabile, sarà attentamente valutato dai produttori fino al momento della raccolta.