Una revisione esamina il ruolo dell’olio d’oliva nella riduzione del declino cognitivo
Una nuova revisione scientifica esamina in che modo l'olio extravergine di oliva e la dieta mediterranea possano proteggere le funzioni cognitive riducendo l'infiammazione, lo stress ossidativo e il rischio vascolare.
Una recente revisione della letteratura esamina in che modo l’adesione alla dieta mediterranea e il consumo di olio extravergine di oliva possano influire positivamente sulla salute cognitiva.
Basandosi su meta-analisi condotte su 730.000 partecipanti e su recenti evidenze ottenute tramite risonanza magnetica, i ricercatori hanno concluso che molti dei meccanismi attraverso i quali il consumo di olio d’oliva e la dieta mediterranea promuovono la salute cardiovascolare e riducono l’infiammazione attenuano anche gli effetti del deterioramento cognitivo lieve, del morbo di Alzheimer e della demenza vascolare.
Analizzando i dati, i ricercatori hanno studiato gli effetti dell’adesione alla dieta mediterranea sui fattori di rischio cardiovascolare, gli effetti antinfiammatori e antiossidanti dell’olio extravergine di oliva, il ruolo dell’olio d’oliva nella prevenzione dell’ictus e diversi altri indicatori di salute.
«In sintesi, lo studio dimostra che l’olio d’oliva e la dieta mediterranea contengono polifenoli antinfiammatori e altri componenti che generano una risposta sistemica volta a mitigare i fattori di rischio vascolari, offrendo al contempo effetti neuroprotettivi diretti che contribuiscono a prevenire l’insorgenza della demenza», ha affermato Aitor González-Cidad, autore principale dello studio e studente di medicina al sesto anno presso l’Università dei Paesi Baschi.
Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato la necessità di ulteriori studi clinici controllati con placebo per confermare il ruolo nutrizionale benefico dell’olio extravergine di oliva nel declino cognitivo legato all’età negli anziani.
“La ricerca futura dovrà determinare in che modo questi meccanismi si traducano nella pratica clinica, isolando l’olio extravergine di oliva e i suoi polifenoli”, hanno scritto.
Partendo dal ruolo di miglioramento della salute cardiovascolare nel deterioramento cognitivo, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti che seguivano la dieta mediterranea con olio extravergine di oliva presentavano un rischio inferiore di ipertensione e obesità, entrambe fortemente associate alle malattie cardiovascolari e ai sintomi delle malattie vascolari legati al deterioramento cognitivo.
Inoltre, i ricercatori hanno indicato che la dieta mediterranea influenza direttamente i principali fattori patogeni di una delle principali cause delle malattie cardiovascolari, l’aterosclerosi, che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della demenza vascolare.
L’adesione alla dieta mediterranea ha consentito di ottenere questi risultati grazie alla riduzione della pressione arteriosa, al miglioramento del profilo lipidico e alla riduzione dell’infiammazione.
I ricercatori hanno inoltre studiato il ruolo della dieta mediterranea e dell’olio extravergine di oliva sulla salute vascolare, il cui deterioramento è direttamente associato alla demenza vascolare, il secondo tipo più comune di demenza dopo il morbo di Alzheimer.
Secondo la letteratura scientifica, le malattie cerebrovascolari, tra cui l’ictus, l’ischemia cerebrale cronica e la malattia dei piccoli vasi ischemica subcorticale, sono la causa primaria della demenza vascolare.
I ricercatori hanno scoperto che l’adesione alla dieta mediterranea è collegata alla prevenzione dell’ictus ischemico ed emorragico, il che a sua volta riduce l’incidenza della demenza vascolare, aggiungendo che la dieta mediterranea aiuta a preservare l’integrità e la funzione cerebrovascolare migliorando questi parametri metabolici
I ricercatori hanno inoltre evidenziato il ruolo specifico dell’olio extravergine di oliva in questa protezione, osservando che uno studio osservazionale condotto su 239 pazienti con ictus ischemico ha mostrato tassi più elevati di ricanalizzazione arteriosa completa con l’uso dell’olio extravergine di oliva rispetto all’adesione alla dieta mediterranea in generale.
Questo risultato suggerisce che l’olio extravergine di oliva produca effetti vascolari unici, distinti da quelli ottenuti con la sola dieta mediterranea.
A parte ciò, i ricercatori hanno identificato la riduzione dello stress ossidativo come uno dei meccanismi più significativi attraverso i quali la dieta mediterranea e il consumo di olio extravergine di oliva influiscono positivamente sulla salute cognitiva
Hanno osservato che lo stress ossidativo è un fattore chiave nell’invecchiamento cerebrale e nella neurodegenerazione, rendendolo un bersaglio importante per gli interventi volti a rallentare il declino cognitivo.
La letteratura scientifica ha evidenziato che l’ictus e l’ischemia cerebrale, che si verificano quando il flusso sanguigno al cervello è ridotto, possono esacerbare ulteriormente lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale, processi associati al danno neuronale e al morbo di Alzheimer.
Attraverso la loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che la dieta mediterranea può aiutare a contrastare questi effetti grazie ai suoi composti antiossidanti, tra cui le vitamine C ed E, che riducono lo stress ossidativo e sono state associate a migliori esiti cognitivi.
I ricercatori hanno evidenziato il ruolo dell’acido oleico, dell’idrossitirosolo e dell’oleocantale nel ridurre lo stress ossidativo, nel potenziare la funzione endoteliale e nel modulare le cascate infiammatorie implicate nella malattia dei piccoli vasi cerebrali, che è «strettamente correlata» alla patogenesi della demenza vascolare.
Hanno aggiunto che gli effetti positivi dell’olio extravergine di oliva sulla circonferenza della vita, sui trigliceridi, sulla glicemia a digiuno, sulle lipoproteine ad alta densità (HDL) e sui fattori infiammatori sistemici sono anch’essi direttamente collegati alla riduzione del rischio cerebrovascolare.
I ricercatori hanno inoltre scoperto che l’olio extravergine di oliva agisce come un potente potenziatore della salute mitocondriale, aumentando la produzione di ATP e migliorando i punteggi cognitivi nei modelli su ratti.
Inoltre, hanno aggiunto che l’adesione alla dieta mediterranea è stata associata a un minor rischio di ictus emorragici grazie alla riduzione dell’infiammazione e al miglioramento della funzione endoteliale. L’ictus è una delle cause principali della demenza vascolare.
Esaminando in particolare il ruolo del consumo di olio extravergine di oliva e del deterioramento cognitivo, i ricercatori hanno ulteriormente confermato che i meccanismi antinfiammatori derivanti da diete ricche di acidi grassi monoinsaturi, antiossidanti e polifenoli presenti nell’olio extravergine di oliva riducono significativamente l’interleuchina-6, una citochina pro-infiammatoria associata al morbo di Alzheimer.
Dimostrando come le associazioni positive dell’olio extravergine di oliva con la salute cognitiva siano interconnesse, i ricercatori hanno affermato che questi composti migliorano la funzione mitocondriale, il che riduce anche lo stress ossidativo e migliora la funzione endoteliale.
Il miglioramento della funzione endoteliale, a sua volta, induce l’organismo ad adottare fenotipi metabolici più sani e modula l’espressione dei geni correlati al metabolismo dei lipidi e alla sensibilità all’insulina, tra gli altri meccanismi
Tornando al ruolo dell’olio extravergine di oliva nel deterioramento cognitivo, i ricercatori hanno sottolineato che studi preclinici indicano che i polifenoli possono influenzare l’iperfosforilazione della proteina tau e le aggregazioni di beta-amiloide, due meccanismi fisiopatologici fondamentali del morbo di Alzheimer.
I ricercatori hanno inoltre studiato la relazione tra i polifenoli dell’olio extravergine di oliva e il declino cognitivo.
Hanno scoperto che l’idrossitirosolo, l’oleocantale, l’oleuropeina e la luteolina sono stati tutti associati, in studi preclinici, alla modulazione dei meccanismi chiave del morbo di Alzheimer.
Più specificamente, hanno scoperto che l’oleocantale e l’oleuropeina inibiscono l’aggregazione della proteina beta-amiloide in oligomeri e fibrille neurotossici e facilitano la disaggregazione delle strutture amiloidi già formate.
È stato inoltre dimostrato che l’oleocantale attiva il processo autofagico che aiuta a eliminare i detriti cellulari e a migliorare la funzione mitocondriale, proteggendo dal morbo di Alzheimer.
Questi polifenoli hanno analogamente ridotto la fosforilazione e l’aggregazione della proteina tau, mentre altri composti fenolici hanno dimostrato di ridurre la neuroinfiammazione cronica diminuendo l’attivazione microgliale e abbassando i livelli delle citochine infiammatorie.
È stato inoltre dimostrato che questi composti fenolici inibiscono le vie della p38 MAPK, coinvolte nello stress ossidativo e nella neurodegenerazione, e contribuiscono a spezzare il ciclo di tossicità amiloide, riducendo la morte neuronale.
Passando da aspetti altamente scientifici a quelli più banali, i ricercatori hanno esaminato anche l’impatto della dieta mediterranea sul sonno e sull’umore.
Hanno scoperto che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea era associata a una migliore qualità del sonno e a un sonno più stabile, «fornendo un meccanismo plausibile per la neuroprotezione», poiché un sonno di scarsa qualità è stato collegato al deterioramento cognitivo e al rischio di demenza.
Hanno aggiunto che l’adesione alla dieta mediterranea migliora i marcatori di infiammazione e stress ossidativo, suggerendo un impatto benefico sull’apnea notturna e una migliore circolazione glinfatica durante il sonno a vantaggio delle funzioni cognitive.
Con ulteriori ricerche sull’argomento che saranno pubblicate nei prossimi mesi, i ricercatori hanno affermato che i medici dovrebbero considerare con maggiore serietà l’integrazione della dieta mediterranea nei programmi terapeutici per le persone a rischio di deterioramento cognitivo.
«La dieta mediterranea dovrebbe essere valorizzata dai medici nelle future strategie alimentari e non farmacologiche specificamente progettate per mitigare i principali fattori di rischio di demenza», hanno scritto.
«Sebbene i benefici generali della dieta mediterranea siano ben documentati, è necessario sintetizzare i dati più recenti, risalenti al 2020, sui meccanismi neuroprotettivi specifici dell’olio extravergine di oliva e su come questi interventi siano correlati a esiti clinici misurabili», hanno concluso i ricercatori.