L'Italia inasprisce le sanzioni contro le frodi nel settore dell'olio d'oliva

Il governo italiano ha approvato alcune modifiche a un progetto di decreto legislativo che avrebbe depenalizzato i reati di contraffazione. La nuova misura prevede nuove sanzioni amministrative e introduce un sistema di tracciabilità.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto contenente disposizioni relative alle sanzioni per la violazione del Regolamento UE n. 29/2012 concernente le norme di commercializzazione dell’olio d’oliva e del Regolamento CEE n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e dell’olio di sansa di oliva e ai relativi metodi.

Siamo soddisfatti che il Governo abbia rettificato il decreto e confermato le disposizioni penali introdotte dalla legge «salva olio». – Colomba Mongiello

Con questa approvazione, il governo ha recepito le modifiche che le Commissioni Agricoltura e Giustizia avevano apportato a dicembre a un progetto di decreto legislativo che avrebbe ridotto le sanzioni per la contraffazione dell’olio d’oliva e che aveva suscitato preoccupazione tra gli agricoltori e i consumatori italiani.

L’intervento ha completato le misure previste dalla legge n. 9 del 14 gennaio 2013 (la cosiddetta legge “salva olio”) e prevede, secondo una dichiarazione del governo, sanzioni amministrative per la mancata indicazione dell’origine e di altre informazioni che devono figurare in modo visibile sulla confezione.

Sono state inoltre introdotte sanzioni amministrative per la tenuta irregolare dei registri di magazzino. Il governo ha chiarito che «l’ambito di intervento delle sanzioni amministrative rimane circoscritto al settore non contemplato dal diritto penale, al quale è riservata la repressione di qualsiasi tipo di frode alimentare».

L’applicazione delle sanzioni previste dal decreto è affidata all’Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi dei prodotti alimentari (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, mentre rimangono invariate le competenze attribuite dalla normativa vigente alle autorità preposte all’accertamento delle violazioni.

Il decreto completa un quadro normativo che attua un sistema di tracciabilità, indispensabile per la lotta alle frodi nel settore dell’olio d’oliva.

«Siamo soddisfatti che il Governo abbia rettificato il decreto e confermato i reati penali introdotti dalla legge ‘salva olio’”, ha affermato la vicepresidente della Commissione parlamentare sui fenomeni di contraffazione e pirateria, Colomba Mongiello, che ha sottolineato l’importanza strategica del settore dell’olio d’oliva e dell’agroalimentare made in Italy.

Le associazioni dei consumatori hanno apprezzato la misura: «Abbiamo finalmente ottenuto un sistema di sanzioni, finalizzato alla veridicità delle informazioni riportate in etichetta, che offre maggiori garanzie. La tutela dell’oro verde italiano è fondamentale per salvaguardare la filiera e il consumatore», ha affermato Matteo Pennacchia, dell’associazione dei consumatori Codici.