L'olio extravergine di oliva incontra l'arte a Frieze Masters

Frieze Masters ospiterà l'evento "La cultura dell'olio d'oliva italiano", che vedrà la partecipazione di produttori italiani animati da una passione tanto per l'arte quanto per l'agricoltura.

«Questo progetto è stato ideato per mettere in luce il legame secolare tra agricoltura e arte, che oggi sta riacquistando la sua rilevanza sociale», ha affermato Domitilla Calamai.

Calamai non è solo sommelier dell’olio d’oliva e produttrice del pluripremiato olio Osti, ma è anche autrice di saggi e romanzi come Blame it on Fidel, da cui è stato tratto un film.

L’abbiamo incontrata per parlare di un evento esclusivo in cui l’olio extravergine d’oliva incontrerà l’arte in una delle fiere d’arte contemporanea più influenti al mondo.

Frieze Masters ospiterà l’evento “Culture of Italian Olive Oil”, con protagonisti produttori italiani appassionati in egual misura di arte e agricoltura.

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Il 7 ottobre alla Locanda Locatelli, il ristorante italiano di Londra premiato con una stella Michelin, una degustazione di oli extravergini d’oliva italiani metterà in risalto lo stretto legame tra l’arte e il mondo dell’agricoltura.

Testimoni di questo profondo legame saranno sedici produttori italiani che sono anche collezionisti, artisti, editori, scrittori, architetti, politologi, registi e proprietari terrieri.

Tra questi: Domitilla Calamai e Mattia Falchetto Osti, Giovanni e Patricia Aldobrandini, Matteo Boetti, Valentina Bruschi, Giuseppe Catalano di Melilli, Anna Federici e Roberto D’Agostino, Nina zu Fürstenberg e Giancarlo Bosetti, Giuseppe Gallo e Cristina Leonardi Gallo, Noëma e Klio Kosuth, Piervittorio Leopardi e Livia Berlingeri Leopardi, Peter Sartogo e Martina Mondadori Sartogo, Laura Einaudi e Bartolomeo Pietromarchi, Remo e Sally Salvadori, Bernardo e Costanza Scammacca del Murgo, Oliviero Toscani e l’ospite, lo chef Giorgio Locatelli.

Domitilla Calamai

Domitilla Calamai

L’evento, a cura della curatrice indipendente Cornelia Lauf, propone una selezione di prodotti d’eccellenza che saranno presentati e illustrati da Calamai e dalla sommelier dell’olio d’oliva, agricoltrice biodinamica e collezionista d’arte, Anna Federici. Rivelano le caratteristiche e la storia di ciascun produttore, introducendo i partecipanti ai segreti di una vera e propria degustazione, durante la quale verranno utilizzati bicchieri di Murano e ceramiche realizzate da artisti quali Alan Belcher, Roberto Caracciolo, Manuel Gorkiewicz, Nicoletta Gualdi, Coralla Maiuri e Tristano di Robilant.

Sarà un viaggio attraverso l’Italia, il paese con il maggior numero di varietà di olive, che si distinguono per i loro sapori e aromi peculiari. I produttori condividono la missione comune di produrre oli extravergini di oliva di altissima qualità, seguendo pratiche sostenibili, rispettando e valorizzando il territorio, preservando una biodiversità unica in un mosaico dove tradizione e modernità coesistono per esaltare la bellezza e l’unicità dei paesaggi italiani.

Cornelia Lauf ha proposto l’unione tra olio extravergine di oliva e arte “per sottolineare lo stretto legame tra la cultura millenaria dell’olio d’oliva e il ruolo del produttore, anch’egli protagonista culturale”. Tutti i produttori presenti all’evento sono, infatti, figure culturali. Inoltre, alcuni adornano le loro etichette con immagini create da artisti come Alighiero Boetti, Emilio Corti, Giuseppe Gallo, William Kentridge, Joseph Kosuth, Ignazio Mortellaro, Remo Salvadori e altri.

«Il rapporto con la nostra terra è forse l’ultima frontiera dell’arte contemporanea», si legge nella presentazione curatoriale, che poi cita Joseph Beuys, il quale ha dichiarato che «la difesa della natura è un’azione antropologica».

«In effetti, abbiamo l’impegno sociale di prenderci cura del mondo in cui viviamo», ha sottolineato Domitilla Calamai. «Gestire il mio uliveto è per me motivo di orgoglio. Al centro dell’unione tra olio extravergine di oliva e arte c’è l’idea che l’arte abbia anche una funzione utile a trasmettere un messaggio di cura e qualità».