L'olio d'oliva "Hallowed" aiuta i vicini in difficoltà

Una comunità italiana si riunisce per celebrare gli ulivi e raccogliere fondi a scopo benefico.

Ogni anno a Varese, nel Nord Italia, una tradizionale manifestazione religiosa celebra l’olio d’oliva e dedica i festeggiamenti a Sant’Imerio, da cui prende il nome la chiesa locale.

In diversi oliveti coltivati dai parrocchiani e in quelli messi a disposizione dai donatori per l’evento, i volontari hanno raccolto le olive che sono state poi utilizzate per produrre l’olio di Sant’Imerio, o «olio sacro del lago», come lo chiamano gli abitanti del posto.

Una volta all’anno celebriamo il nostro legame storico con gli uliveti che ci circondano all’interno della comunità. – Don Enrico, Parrocchia di Bosto

I membri di un’associazione intitolata al Santo hanno raccolto le olive e le hanno portate nella casa parrocchiale di Bosto, un paese che fa parte dell’area metropolitana di Varese, in Lombardia, dove ogni febbraio si svolge la fiera annuale.

«Per noi gli ulivi rappresentano speranza e resilienza. Una volta all’anno celebriamo il nostro legame storico con gli uliveti e tra di noi all’interno della comunità. Coloro che partecipano alle iniziative legate all’olio di Sant’Imerio portano gioia a tutti noi e rafforzano le attività rivolte ai più bisognosi», ha spiegato a Olive Oil Times don Enrico, uno dei sacerdoti e delle autorità locali coinvolti nelle attività.

C’è una crescente attenzione per l’evento da parte dei residenti della zona di Varese. Gli oliveti destinati all’olio sacro per l’attuale stagione di raccolta sono stati colpiti dall’infestazione della mosca dell’oliva, aggravata da condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Ecco perché lo scorso ottobre gli abitanti del posto che avevano olive da condividere si sono presentati e hanno donato i loro frutti per l’evento. Hanno partecipato persone di diverse età, etnie e culture, portando le olive in auto, in bicicletta e con qualsiasi mezzo a loro disposizione. Lì, a Bosto, con l’aiuto del Frantoio di Lenno, le olive sono diventate olio.

La fiera, della durata di due giorni, ha seguito un fitto programma di attività, pasti in comune e giochi, ma l’evento più atteso si è svolto domenica mattina.

Gli abitanti del paese, insieme a diverse associazioni riunitesi per l’occasione, hanno preso parte alla tradizionale processione dalla piccola e antica chiesa di Sant’Imerio alla chiesa parrocchiale principale.

Chiesa di Sant’Imerio

Chiesa di Sant’Imerio

Al termine della processione è stato acceso il tradizionale pallone, affascinante ricordo del martirio di Sant’Imerio. Successivamente, con la comunità riunita all’esterno e all’interno dell’edificio, l’olio di Sant’Imerio è stato benedetto dalle massime autorità religiose locali e si è celebrata una messa speciale.

Diverse centinaia di bottiglie della riserva sacra di Sant’Imerio sono state vendute nel giro di poche ore. «Molti sperano di riuscire ad accaparrarsi almeno alcune bottiglie per via del legame che tutti noi sentiamo durante l’evento. Inoltre, il ricavato va a beneficio di chi si trova in difficoltà», ha affermato don Enrico.

I proventi della vendita sono interamente destinati alle iniziative che la comunità religiosa locale mette in atto per alleviare le condizioni dei bambini del posto le cui famiglie si trovano in difficoltà e che occupano un posto speciale nel cuore della comunità dell’olio benedetto.