Un tribunale italiano ordina di sospendere l'abbattimento degli ulivi in Puglia

La sospensione disposta dal tribunale consentirà di effettuare ulteriori analisi per stabilire quale malattia abbia colpito gli alberi.

Un tribunale regionale italiano ha temporaneamente sospeso l'abbattimento degli ulivi in Puglia a seguito di un ricorso presentato da 21 olivicoltori che chiedevano prove certe del fatto che i loro alberi fossero infetti da Xylella fastidiosa.

Il 14 ottobre, il tribunale ha ordinato la sospensione dell'abbattimento degli alberi malati fino al 4 novembre, concedendo il tempo necessario per effettuare ulteriori test al fine di determinare con esattezza quale malattia abbia infettato gli alberi.

Il batterio Xylella fastidiosa, diffuso dagli insetti, è stato ritenuto responsabile della devastazione di oltre 74.000 acri di oliveti nella regione del Salento, in Puglia, situata nel "tacco" dello "stivale" italiano.

In risposta alla crisi, il commissario italiano responsabile delle Foreste demaniali della Puglia, Giuseppe Silletti, ha attuato un piano d’azione che prevedeva l’estirpazione selettiva degli alberi infetti. Ciò è stato sostenuto da misure dell’Unione Europea che raccomandavano la distruzione di tutti gli ulivi infetti, nonché di quelli situati entro un raggio di 100 metri.
Vedi anche: Copertura completa dell’epidemia di Xylella
Fastidiosa Le misure di eradicazione hanno incontrato fin dall’inizio l’opposizione di olivicoltori e attivisti, che volevano evitare la distruzione degli ulivi pugliesi, alcuni dei quali hanno centinaia di anni.

C'è anche da chiedersi se gli alberi siano davvero infetti da Xylella fastidiosa, dato che ad oggi non ci sono prove concrete che sia l'unica causa della devastante malattia che colpisce gli alberi.

Molti si chiedono se l'eradicazione sia l'unica e la migliore soluzione e se possa davvero fermare la diffusione del batterio.

Gli attivisti si sono uniti agli olivicoltori per combattere la distruzione degli alberi attraverso vie legali e hanno incoraggiato la piantumazione di nuove piantine in un atto di disobbedienza civile. I manifestanti si sono arrampicati sugli alberi e hanno bloccato le strade per impedire al dipartimento forestale di raggiungere gli alberi contrassegnati per la rimozione.

È in corso una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi a copertura della multa di 1.000 euro che può essere inflitta agli olivicoltori in caso di inadempienza. Gli olivicoltori i cui alberi sono stati contrassegnati per l’eradicazione devono abbatterli autonomamente o consentire al dipartimento forestale di farlo in cambio di un risarcimento per le perdite subite.

La moratoria rappresenta una vittoria temporanea per gli olivicoltori che hanno avviato la causa e per gli attivisti che li sostengono, in attesa di prove scientifiche che dimostrino se i loro alberi siano infetti da Xylella fastidiosa. Tuttavia, Silletti chiede che il dipartimento forestale prosegua con il suo piano d’azione, in base al quale sono già stati distrutti 1.000 alberi.



  • Scientific American

  • Euractiv

  • Bari Repubblica