Dopo la mosca dell'olivo e la ruggine batterica, il temuto storno
In questo “Anno nero” per l’olio d’oliva italiano non si intravedono segnali di miglioramento, con difficoltà che sembrano arrivare da ogni parte.
Dopo la mosca dell’olivo e la ruggine batterica, gli storni minacciano la produzione di olio d’oliva in Italia, in particolare in Puglia.
Il deputato locale Giovanni Epifani, in una nota indirizzata all'Assessore regionale all'Agricoltura e ai deputati pugliesi al Parlamento europeo, ha dichiarato: «Chiedo che venga presa una decisione definitiva per inserire lo Sturnus vulgaris
(storno comune) tra le specie di uccelli cacciabili, al fine di limitare i gravi danni che questo uccello selvatico sta causando all'agricoltura pugliese».
Gli storni sono in grado di mangiare fino a 5 chili di olive al giorno e rappresentano una vera minaccia per gli agricoltori. La loro presenza in Italia non è una novità: questi uccelli si insediano nel Sud Italia (soprattutto in Puglia e in Sicilia), anche se sono stati segnalati danni in Emilia-Romagna e in Abruzzo, dove trovano sostentamento nei campi coltivati, nei vigneti e negli oliveti.
Oltre a saccheggiare i raccolti, gli storni, che si spostano in stormi di migliaia di esemplari, sporcano ortaggi e frutta con i loro escrementi, rendendoli non più commerciabili.

Stormo di storni
Epifani ha spiegato: “La questione deve essere rivolta innanzitutto all’UE perché l’obiettivo deve essere l’inclusione degli storni comuni tra le specie cacciabili per tutta la stagione venatoria. Una direttiva UE (79/409/CEE) stabilisce infatti un regime generale di protezione per tutte le specie di storno, inserendo, erroneamente, lo Sturnus vulgaris tra le specie protette, causandone così l’eccessiva e incontrollata proliferazione”.

Lo storno comune (Wikipedia)
Al fine di sostenere gli agricoltori, nel 2010 e nel 2011 la Regione Puglia ha autorizzato una deroga al divieto di caccia (misura necessaria per evitare violazioni delle normative europee), ma la situazione è peggiorata di anno in anno.
“Chiedo che il Ministero dell’Agricoltura renda gli storni cacciabili al più presto”, ha detto Epifani, “e che, con un’azione congiunta dei deputati europei pugliesi, i legislatori europei correggano definitivamente questo errore che causa molti problemi agli agricoltori italiani”.
Nel frattempo, c’è ben poco sollievo in questo “Anno Nero” per l’olio d’oliva italiano, con sfide che sembrano piovere da ogni direzione.