L'Europa ribadisce che il mercato non subirà ripercussioni dall'olio d'oliva tunisino esente da dazi
Il Parlamento europeo si appresta a votare l'adozione di una proposta di misura per l'importazione di olio d'oliva in esenzione doganale, volta ad aiutare la Tunisia dopo i recenti attacchi terroristici
Lo scorso settembre, la Commissione europea ha proposto una misura d’urgenza
volta ad aumentare il contingente tariffario a dazio zero della Tunisia per l’olio d’oliva. Ora, mentre la misura è in attesa di un’imminente adozione formale, la Commissione afferma che essa non dovrebbe incidere sul mercato dell’olio d’oliva dell’UE.
Questa misura dovrebbe andare a beneficio dell’economia tunisina e costituire una dimostrazione concreta del sostegno dell’UE alla Tunisia.
Questa valutazione è stata effettuata sulla base di dati di mercato che indicano che il contingente aggiuntivo di olio d'oliva in esenzione doganale proveniente dalla Tunisia non avrà alcun impatto sulla produzione dell'UE, ma sarà invece assorbito dal mercato.
L'aumento temporaneo consentirà alla Tunisia di esportare 35.000 tonnellate metriche di olio d'oliva in esenzione doganale all'anno verso l'UE per due anni (sia nel 2016 che nel 2017). Nel frattempo, la nuova quota non sarà resa disponibile fino a quando non sarà stato esaurito l'attuale contingente tariffario in esenzione doganale di 56.700 tonnellate. Inoltre, questa misura non aumenterà il volume complessivo di olio d'oliva importato, ma piuttosto ridurrà i dazi sulle importazioni già esistenti.
L'obiettivo del piano proposto è quello di fungere da aiuto temporaneo alla Tunisia, la cui economia ha attraversato momenti particolarmente difficili a seguito dei recenti attacchi terroristici.
Secondo la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, "questa misura dovrebbe andare a beneficio dell'economia tunisina e costituire una dimostrazione concreta del sostegno dell'UE alla Tunisia".
Dato che l’olio d’oliva è la principale esportazione agricola della Tunisia, questo piano d’emergenza potrebbe avvantaggiare notevolmente il settore olivicolo, che fornisce occupazione diretta e indiretta a più di un milione di persone e rappresenta il 20% dell’industria agricola del Paese.
La questione doveva essere discussa ulteriormente durante un dibattito in plenaria e sarà seguita da un'altra votazione. In definitiva, però, i membri del Parlamento europeo avevano già approvato la misura a gennaio.
È stato in seguito a quel voto di gennaio che Marielle de Sarnez, portavoce del Parlamento, ha assicurato al settore che la misura non è priva di condizioni: “So che per i colleghi di alcuni paesi la questione dell’olio d’oliva è delicata. Voglio rassicurarli sul fatto che l’emendamento che abbiamo adottato prevede che, se dopo un anno ci rendiamo conto che c’è effettivamente un problema, la Commissione potrà allora adottare misure per correggere lo squilibrio».